Componentistica automotive: Lombardia si conferma polo di innovazione Intervento Marco Stella ANFIA

Componentistica automotive: Lombardia si conferma polo di innovazione

Imprese a confronto sull’evoluzione della filiera automotive, in occasione della presentazione dell’edizione 2025 dell’Osservatorio ANFIA sulla componentistica automotive

 

Imprese a confronto sull’evoluzione della filiera automotive, in occasione della presentazione dell’edizione 2025 dell’Osservatorio ANFIA sulla componentistica automotive

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19 Marzo 2026 - 17:15

Nei giorni scorsi Confindustria Brescia ha ospitato la seconda tappa del roadshow dedicato alla presentazione dell’edizione 2025 dell’Osservatorio sulla Componentistica automotive italiana e sui Servizi per la Mobilità, studio annuale realizzato da ANFIA e dalla Camera di commercio di Torino. L’evento, che ha fatto seguito al lancio ufficiale dello studio organizzato a Torino lo scorso ottobre e alla tappa di Bologna, ha rappresentato un’ulteriore occasione di confronto territoriale sui risultati dell’Osservatorio e sull’evoluzione dello scenario in cui operano le imprese della filiera, tra transizione green e digitale, ridefinizione degli equilibri geopolitici e crescente pressione competitiva sui mercati internazionali.

COMPONENTISTICA AUTOMOTIVE: IN ITALIA 2.134 IMPRESE E 168.000 ADDETTI

Lo studio ha analizzato i principali dati strutturali ed economici della filiera della componentistica automotive italiana – imprese attive, occupazione, fatturato – e le tendenze in materia di strategie di sviluppo e investimenti tecnologici del comparto. L’universo di riferimento dell’Osservatorio è da sempre estremamente variegato e comprende produttori di parti e componenti, integratori di sistemi e fornitori di moduli, specialisti, subfornitori, aziende dell’infomobilità, fornitori di servizi per la mobilità e imprese specializzate nella mobilità elettrica, nonché imprese attive nell’ingegneria di prodotto e di processo (Engineering & Design).

Nel 2024 questo universo, composto da 2.134 imprese con sede legale in Italia, ha impiegato un numero stimato di addetti pari a circa 168.000 (-0,7% rispetto al 2023) e generato un fatturato di circa 55,5 miliardi di euro (-6%).

LOMBARDIA CRUCIALE NELL’ECOSISTEMA DELLA COMPONENTISTICA

In occasione dell’incontro di Brescia, il focus sul distretto lombardo – che per numero di imprese (576, pari al 27% del totale nazionale) si colloca al secondo posto dopo il Piemonte (33,6%) e davanti all’Emilia-Romagna (10,5%) – ha evidenziato, per il 2024, un fatturato stimato di circa 18,3 miliardi di euro, con quasi 48.000 addetti (28,5% dell’occupazione del settore in Italia). Dopo anni di crescita, il 2024 ha segnato una contrazione dei ricavi del 5,6%, variazione leggermente inferiore al dato nazionale (-6%).

Le flessioni più rilevanti hanno interessato modulisti e integratori di sistemi (-14,6%), subfornitori delle lavorazioni (-9,4%) e specialisti (-4,2%). Risultano in controtendenza, invece, motorsport (+4%), aftermarket (+1,2%) e, soprattutto, le attività di Engineering & Design (+8,1%).

Sul fronte dell’innovazione, è cresciuta la quota di imprese che investono in R&S (67%) e che impiegano personale dedicato, mentre nel triennio 2022-2024 il 58% delle aziende lombarde ha introdotto innovazioni di prodotto e il 70,5% innovazioni di processo, confermando il ruolo della regione tra i principali poli innovativi della componentistica automotive italiana.

Componentistica automotive ebento ANFIA

LE DICHIARAZIONI DEGLI ADDETTI AI LAVORI

Durante la presentazione, nel commentare i numeri dell’Osservatorio sulla componentistica automotive, Paolo Streparava (Presidente Confindustria Brescia) ha denunciato lo stallo degli investimenti causato dall’incertezza normativa europea, che frena l’innovazione e fa perdere competitività, segnalando inoltre l’aggravio di costi (energia, lavoro, burocrazia) e l’impossibilità, per molte imprese, di una riconversione industriale verso altri settori.

Roberto Saccone (Presidente Camera di Commercio di Brescia) ha invece evidenziato la centralità della Lombardia come motore della componentistica automotive italiana, richiamando tuttavia la necessità di una visione strategica chiara e di un supporto istituzionale concreto per accompagnare le aziende lungo la complessa transizione energetica.

È poi intervenuto Marco Stella (Presidente Gruppo Componenti ANFIA), secondo cui l’attuale contesto globale segnato da dinamiche competitive sempre più aggressive, in particolare da parte dei player cinesi, e da nuove tensioni negli scambi internazionali, richiede un’Europa più consapevole del proprio ruolo e capace di introdurre strumenti per orientare queste dinamiche, anziché subirle passivamente, mettendo in campo politiche industriali capaci di sostenere e rafforzare la competitività della nostra filiera della componentistica. Il recente Industrial Accelerator Act va proprio in questa direzione.

Infine Massimiliano Cipolletta (Presidente della Camera di commercio di Torino, rappresentato all’evento da Guido Bolatto, Segretario Generale Camera di commercio di Torino), ha sottolineato che la filiera automotive, sempre solida seppur costantemente sotto pressione, deve confrontarsi con la transizione energetica e con dinamiche di mercato che richiedono investimenti, innovazione e una grande capacità di adattamento.

PRESERVARE LA COMPETITIVITÀ DELL’INDUSTRIA AUTOMOTIVE EUROPEA

Successivamente alla presentazione, si è svolta una tavola rotonda moderata dal giornalista Luca Orlando (Il Sole 24 Ore), che ha visto il coinvolgimento di Mario Gnutti  (Vice Presidente Gruppo Gnutti Carlo), Marco Stella (CEO DTS Group), Roberta Niboli (CEO & General Manager Raffmetal SpA) e Angelo Ghidoni  (Amministratore delegato Ghial SpA).

La discussione si è concentrata sulla necessità di preservare la competitività dell’industria automotive europea in un contesto internazionale sempre più complesso e caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e normative. Tra i temi centrali è emersa l’importanza di rafforzare il valore del Made in Europe e di rivedere il quadro regolatorio comunitario, in particolare per quanto riguarda strumenti normativi come il CBAM e il sistema ETS, affinché possano sostenere la transizione senza penalizzare la capacità competitiva delle imprese europee.

Parallelamente, è stato sottolineato come molte aziende della filiera stiano già reagendo alle sfide in atto attraverso strategie di adattamento e rilancio, investendo nella diversificazione produttiva verso nuovi settori e mercati, anche tramite operazioni di acquisizione, e sviluppando competenze e progetti legati all’elettrificazione e alle nuove tecnologie della mobilità. In questo scenario, la capacità di innovare e di ampliare il proprio posizionamento industriale è certamente uno degli elementi chiave per garantire la tenuta e lo sviluppo della filiera nel medio-lungo periodo.

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