Case auto cinesi, CEO Ford nel panico: “Sono 25 anni avanti”

Case auto cinesi, CEO Ford nel panico: “Sono 25 anni avanti”

Le case auto cinesi come BYD superano l'Occidente. CEO di Ford: "Sono 25 anni avanti". Sfide e innovazioni nel mercato auto globale

 

Le case auto cinesi come BYD superano l'Occidente. CEO di Ford: "Sono 25 anni avanti". Sfide e innovazioni nel mercato auto globale

17 Ottobre 2025 - 17:00

Le recenti dichiarazioni di alcuni influenti manager del settore automobilistico, e non solo, hanno acceso un ulteriore faro sulla rapida e inarrestabile ascesa dei costruttori automobilistici cinesi, in particolare nel segmento dei veicoli elettrici. Le parole, cariche di un misto di allarme e rispetto, suggeriscono che l’industria occidentale stia affrontando una sfida esistenziale, con un divario tecnologico e produttivo che alcuni ritengono spaventoso. Il CEO di Ford, Jim Farley, è stato tra i più espliciti nel delineare la portata della ‘minaccia’ rappresentata dai giganti cinesi come BYD e altri.

COSTRUTTORI AUTO OCCIDENTALI INDIETRO DI 25 ANNI

Farley, al timone di Ford dal 2020, non ha usato giri di parole durante un intervento all’Aspen Ideas Festival. Descrivendo la sua visita alle fabbriche cinesi come “l’esperienza più umiliante della mia carriera“, il manager ha sottolineato come i veicoli elettrici di BYD offrano “costi e qualità superiori a tutto ciò che vedo in Occidente“. Il gap? Circa 25 anni rispetto ai concorrenti americani ed europei.

CEO FORD: “SE PERDIAMO LA GARA CON LA CINA NON C’È FUTURO”

“Non possiamo competere con i loro costi delle batterie“, ha aggiunto, riferendosi ai pacchi LFP prodotti in-house da BYD, che tengono i prezzi sotto i 10.000 dollari per modelli come la Seagull. Ford, che prevede perdite per 5,5 miliardi di dollari sulla sua divisione EV nel 2025, sta correndo ai ripari con una piattaforma low-cost prevista per il 2027. E Farley avverte: “Se perdiamo questa gara con la Cina, non c’è futuro per Ford“. Tuttavia ogni sforzo sarà inutile senza prima rivoluzionare metodologie e tecnologie che paiono ormai obsoleti. Le parole del CEO di Ford riecheggiano in un contesto di tariffe USA al 100% sui veicoli cinesi, che per ora blindano il mercato domestico ma isolano i consumatori da opzioni più economiche. Lo stesso Farley ha testato per mesi la Xiaomi SU7 definendola “fantastica” e “impossibile da restituire“.

Case auto cinesi

IL DIETROFRONT DI FORTESCUE

L’onda d’urto orientale ha travolto anche Andrew Forrest, fondatore del colosso minerario Fortescue, che ha deciso di abbandonare la produzione interna dei gruppi propulsori elettrici proprio dopo un viaggio in Cina. “Ho visto fabbriche così automatizzate da essere chiamate ‘dark factories’, dove i robot lavorano al buio. Cammini lungo un nastro trasportatore lungo 800 metri ed esce un camion senza che ci siano persone, tutto è robotico“, ha raccontato il miliardario ambientalista, che punta a decarbonizzare le sue miniere entro il 2030.

Convinto dalla superiorità della Cina in robotica e supply chain – con 567 robot ogni 10.000 operai contro i 307 negli USA – Forrest ha scelto di esternalizzare la produzione di powertrain EV a fornitori cinesi, tagliando centinaia di posti in UK e Australia. L’accordo con XCMG per 200 camion elettrici da 240 tonnellate, del valore di miliardi, segna una svolta ormai inevitabile: Fortescue comprerà pacchi batteria da BYD e turbine da Envision, abbracciando la partnership con Pechino per accelerare la transizione green. “La rivalità USA-Cina sulle rinnovabili è positiva per il mondo, purché non sfoci in guerra“, ha chiosato Forrest, ma il suo dietrofront suona come un’ammissione di sconfitta.

Commenta con la tua opinione

X