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Auto usate all’asta con clausola vista e piaciuta: quando non vale?

La clausola vista e piaciuta è sempre più utilizzata nel contesto delle auto usate all’asta. Ma trova sempre applicazione o alcune volte non è valida?

11 aprile 2022 - 19:00

Il concetto di fondo alla base della clausola vista e piaciuta nell’ambito dell’acquisto di auto usate all’asta è quello della responsabilità. In buona sostanza, si tratta della formula che consente al venditore di farla ricadere sul compratore. Anche nel settore B2B, anche nel contesto di una gara per l’aggiudicazione di vetture usate. Ci domandiamo allora se sia sempre così ovvero se l’acquirente possa far cadere la validità della clausola vista e piaciuta per non aver riscontrato dei difetti prima della partecipazione a un’asta. Si tratta evidentemente di una questione spinosa su un terreno che presenta molte insidie. Da una parte il venditore potrebbe fare valere le proprie ragioni, mostrando l’impegno scritto dell’acquirente a concludere l’operazione con tanto di firme. Dall’altra il compratore vorrebbe ritenere non valida la clausola vista e piaciuta sull’auto usata all’asta se considera tradito il patto di fiducia con il venditore. Vediamo come stanno le cose.

QUAL È IL SIGNIFICATO DELLA CLAUSOLA VISTA E PIACIUTA SULLE AUTO USATE ALL’ASTA

La questione centrale attorno a cui ruota il principio della clausola vista e piaciuta nel contesto dell’acquisto di auto usate all’asta è molto semplice. Cosa succede nel caso di scoperta di vizi occulti? Il compratore ha diritto a muovere una contestazione all’acquirente? Va da sé che se l’auto si trova nelle condizioni in cui il compratore ha pensato di aggiudicarsela c’è poco da dire. Ma in realtà solo con il tempo possono saltare fuori difetti nascosti. Impossibili da notare con la semplice visione. Anche perché occorre comprendere il significato della clausola vista e piaciuta. In pratica l’acquirente non dichiara di aver controllato tutto dell’auto. Ma di aver accettato il veicolo usato nelle condizioni in cui si trova. Privandosi così della possibilità successiva di avere un domani qualcosa da ridire sulla presenza di un vistoso graffio sulla carrozzeria. Oppure sui sedili troppo consunti e bisognosi di sostituzione. Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha messo però un punto fermo delimitando i confini dei diritti di acquirente e venditore.

 

AUTO USATE ALL’ASTA E VIZI OCCULTI: GLI OBBLIGHI DEL VENDITORE

Il primo riferimento normativo relativo all’aggiudicazione delle auto usate all’asta è il Codice del Consumo. L’articolo 128 disciplina infatti la garanzia legale di conformità che tutela il compratore in caso di acquisto di prodotti difettosi. Si tratta di un concetto generico in cui rientra anche il funzionamento scorretto o non corrispondente al modo per il quale il bene è destinato. In pratica, come rilancia il Codice Civile, “il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa”. Ecco quindi che chi compra un veicolo di seconda mano online ha il diritto di essere informato delle reali condizioni dell’auto. In parallelo deve sapere se la vettura necessita di interventi ordinari o straordinari di manutenzione. Detto ancora più sinteticamente, se l’auto usata all’asta presenta difetti da correggere.

CLAUSOLA VISTA E PIACIUTA, LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE SULLE AUTO USATE ALL’ASTA

Anche in queste condizioni normative, lo spettro della controversia sulla validità della clausola vista e piaciuta nell’ambito dell’acquisto di auto usate all’asta è sempre dietro l’angolo. Ad avere fissato alcuni paletti impossibili da scavalcare ci ha pensato quindi la Corte di Cassazione con la sentenza numero 9588 del 2022. I giudici della Suprema Corte hanno fissato un principio molto chiaro: la clausola vista e piaciuta non ha effetto in presenza di vizi occulti. Il passaggio successivo, anche nel caso delle auto usate all’asta, è presto detto. Chi stabilisce se la vettura presenta anomalie? Si entra infatti su un secondo terreno minato in cui entrambe le parti cercano evidentemente di fare valere le proprie ragioni. Ebbene, spetta all’acquirente di auto usate all’asta presentare ricorso e a un giudice terzo scrivere la parola conclusiva.

L’IMPORTANZA DELLA VALUTAZIONE DELLE AUTO USATE ALL’ASTA

L’aggiudicazione di auto usate all’asta vede quindi nella corretta valutazione dei veicoli un passaggio centrale. Anche e soprattutto se la partecipazione alla gara avviene online attraverso uno dei siti web riconosciuti dal Ministero della Giustizia. Il compratore può infatti presentare le offerte direttamente da casa basandosi sulla scheda descrittiva del veditore.

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