Volvo Drive Me, come funziona la guida autonoma

Volvo Drive Me, come funziona la guida autonoma Un'analisi completa dell'Autopilot messo a punto da Volvo per la guida autonoma

Un'analisi completa dell'Autopilot messo a punto da Volvo per la guida autonoma, che già è in sperimentazione in Svezia

23 Febbraio 2015 - 11:02

Venerdì vi abbiamo raccontato del progetto Volvo Drive Me per la guida autonoma e dei suo progressi reali (qui il link), con le prime auto che già circolano per le strade di Göteborg. Oggi, è ora di entrare nello specifico e di capire come funziona realmente l'Autopilot messo a punto da Volvo. Iniziamo con il sistema combinato di telecamera e radar a onda continua che opera in modulazione di frequenza a 76 GHz, integrato nel parabrezza, identico a quello presente sulla nuova XC90. È in grado di leggere i segnali stradali, rilevare la curvatura della strada e la presenza di ostacoli sulla strada, come ad esempio altri veicoli e pedoni.

RADAR E TELECAMERE IN QUANTITA' – Poi ci sono quattro radar collocati dietro i paraurti anteriore e posteriore (uno per ogni angolo della vettura) che riescono a localizzare gli oggetti in tutte le direzioni. Grazie a una rilevazione basata su un ampio movimento circolare da sinistra a destra e viceversa e trasmettendo le onde che rimbalzano su segnali stradali, pali e gallerie, i radar riescono a monitorare a 360° l'area attorno all'auto. A questo punto, quattro telecamere intercettano gli oggetti in prossimità del veicolo. Due sono collocate sotto gli specchietti laterali esterni, una nel paraurti posteriore e un'altra nella griglia frontale. Oltre a rilevare gli oggetti a distanza ravvicinata, queste telecamere tengono sotto controllo le linee di demarcazione delle corsie. Le telecamere hanno un'elevata gamma dinamica e riescono a gestire cambiamenti repentini delle condizioni di luminosità, come l'ingresso di una galleria.

SCANNER LASER – Un altro sistema di sensori è lo scanner laser a fascio multiplo che è posto nella sezione anteriore del veicolo, sotto la presa d'aria. Lo scanner è in grado di individuare gli oggetti davanti all'auto e garantisce una risoluzione angolare molto elevata. Sa distinguere fra oggetti di tipo diverso e ha una portata di 150 metri per i veicoli e copre un campo visivo di 140°. Inoltre, una telecamera con lente trifocale posizionata dietro la sezione superiore del parabrezza racchiude in pratica tre telecamere in una, fornendo una panoramica ampia a 140°, una panoramica a  45° e una panoramica a lunga portata, ma stretta, a 34° per una migliore percezione della profondità e la rilevazione di oggetti lontani. La telecamera riesce a rilevare immediatamente un pedone che compare all'improvviso e altri pericoli stradali inattesi (ma molte persone non si fidano lo stesso).

RADAR – Due radar a lunga portata collocati nel paraurti posteriore garantiscono una buona visuale dell'area dietro all'auto. Questa tecnologia è utile quando si cambia corsia di marcia, poiché è in grado di rilevare gli oggetti in rapido movimento che sopraggiungono da dietro. Invece, dodici sensori a ultrasuoni intorno alla vettura vengono utilizzati per individuare gli oggetti vicini ad essa e per supportare la guida autonoma a basse velocità. Utilizzano la tecnologia che attualmente provvede alle funzioni di assistenza al parcheggio,  ottimizzata tramite elaborazione dei segnali avanzata.

MAPPA 3D, GPS E CLOUD – Poi c'è la mappa digitale in 3D ad alta definizione, cioè lo strumento utilizzato per fornire al veicolo informazioni sul contesto circostante, altitudine, curvatura della strada, numero di corsie di marcia, geometria delle gallerie, guard rail, segnaletica e uscite. In molti casi la geometria della posizione è precisa al centimetro. Il dispositivo GPS ad alte prestazioni, invece, costituisce un elemento del sistema di controllo della posizione che integra un GPS avanzato, un accelerometro e un giroscopio con 3 gradi di libertà. Abbinando l'immagine a 360° creata dai sensori all'immagine della mappa, il veicolo ottiene informazioni sulla sua posizione rispetto al contesto circostante. Infine, il servizio basato sul cloud è collegato alle centrali di controllo degli enti di gestione del traffico, così le informazioni sono sempre aggiornate e gli operatori hanno la possibilità di interagire con gli automobilisti suggerendo di disattivare la modalità di guida autonoma se necessario (anche in Germania sono pronti a sperimentare).

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