La Gran Bretagna apre alla guida autonoma, ma gli inglesi non si fidano

Il Governo britannico ha deciso di permettere la sperimentazione in alcune città, ma i sondaggi confermano un certo scetticismo

13 febbraio 2015 - 18:28

A sette mesi dal via libera del Governo britannico alla sperimentazione delle auto a guida autonoma nelle aree aperte al traffico, le prime vetture senza conducente sono comparse per le strade di Londra. Il progetto avrà una durata variabile dai 18 ai 36 mesi e ha richiesto una deroga al Codice della Strada che dovrà poi trasformarsi in una modifica definitiva. La nuova normativa dovrà riguardare le due tipologie di veicoli a guida autonoma: quelli parziali, in cui una persona a bordo in qualsiasi momento può intervenire per riprendere il comando del volante e quelli invece in cui è solo il computer a controllare il veicolo.

LIBERTA' E SUPPORTO ALLE AZIENDE – L'amministrazione londinese, poi, ha annunciato di voler adottare un approccio poco invasivo, per permettere alle case automobilistiche e alle altre aziende coinvolte di testare le diverse tecnologie, a patto che a bordo ci sia sempre un guidatore in carne e ossa che possa prendere il controllo del mezzo in qualsiasi momento in caso di necessità. Secondo il ministro britannico dei trasporti Claire Perry, infatti, le driverless car sono il futuro e rappresentano una tecnologia in grado di mutare radicalmente la circolazione dei mezzi sulle strade pubbliche. Così, entro la prossima primavera verrà pubblicato un codice di condotta” per le aziende, che sarà più flessibile e meno rigido rispetto alle regole che sono in vigore in alcuni Stati americani, dove l'attenzione alla sicurezza è altissima.

LO SCETTICISMO DEGLI INGLESI – I primi test delle auto a guida autonoma verranno attivati nelle città di Bristol, Coventry, Milton Keynes e nel quartiere londinese di Greenwich ma sembra che non tutti gli inglesi siano entusiasti all'idea. Secondo un sondaggio riportato dall'ANSA, infatti, il 48% dei britannici non salirebbe “volentieri” su un veicolo a guida autonoma, mentre il 43% non si fiderebbe e il 16% è addirittura “terrorizzato” all'idea. Del resto, una nuova tecnologia che interviene in maniera così pesante su abitudini consolidate ormai da più di un secolo, è inevitabile che si porti dietro un carico di scetticismo e di preoccupazione. Ma il futuro della mobilità passa inevitabilmente dalla guida autonoma e tutti i paesi più industrializzati stanno guardando in quella direzione.

IL RESTO DEL MONDO NON RIMANE A GUARDARE – Solo un mese fa, infatti, abbiamo parlato del Consumer Electronic Show di Las Vegas e del suo carico di novità riguardo alla guida autonoma, con i progetti di Mercedes (leggi qui) e di Audi (qui il link) che sono già ad uno stadio avanzatissimo. Ma vi abbiamo a che raccontato di come la Germania sia pronta a iniziare la sperimentazione a guida autonoma su una delle arterie autostradali più importanti del Paese, allo stesso modo della Svezia dove un centinaio di Volvo a guida autonoma circolano nel traffico di Goteborg.

 

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