La guida autonoma Volvo è a prova di guasti meccanici

Il progetto Drive Me prosegue verso l'obiettivo delle 100 auto circolanti in Svezia, che siano in grado di reagire agli imprevisti

21 febbraio 2015 - 12:03

Il progetto Drive Me entra nel suo secondo anno di vita e Volvo si sta avvicinando rapidamente all'obiettivo di affidare 100 vetture con guida autonoma ad automobilisti (ne abbiamo parlato qui) che le guideranno su una serie di strade selezionate nell'area di Göteborg entro il 2017.  Basandosi su un'ampia analisi dei guasti tecnici potenziali, Volvo ha progettato un sistema di guida autonoma completo e sostenibile a livello produttivo. Alla base di tutto c'è una complessa rete di sensori, sistemi di posizionamento basati sul cloud e tecnologie intelligenti di frenata e controllo dello sterzo. Il sistema Autopilot di Volvo vuole essere sufficientemente affidabile da consentire all'automobile di gestire qualunque aspetto della guida in modalità autonoma.

A PROVA DI GUASTO – Così la tecnologia prevede dei meccanismi in grado di tollerare eventuali guasti. Non ci si può aspettare che il guidatore intervenga sempre prontamente in una situazione critica. Così, inizialmente, le vetture guideranno in modalità autonoma su una serie di strade selezionate caratterizzate da condizioni idonee, ad esempio senza traffico in senso opposto, ciclisti e pedoni. “Rendere questo complesso sistema affidabile al 99% non è sufficiente. E' necessario arrivare molto più vicino al 100% – ha spiegato Erik Coelingh, Responsabile Tecnico di Volvo – L'approccio è simile a quello adottato nell'industria aeronautica. La nostra architettura fail-operational, che garantisce l'operatività dopo eventuali avarie, include sistemi di backup che fanno sì che l'Autopilot continui a funzionare correttamente anche nel caso in cui un elemento del sistema risulti disattivato.”

DOPPIO SISTEMA FRENANTE – Ad esempio, la probabilità di un guasto all'impianto frenante è molto bassa, ma un veicolo con guida autonoma necessita di un secondo impianto indipendente che ne assicuri l'arresto. Inoltre, proprio come farebbe un automobilista esperto, le situazioni potenzialmente critiche vengono affrontate con ragionevole cautela. In caso di reale emergenza, tuttavia, l'auto reagisce più velocemente della maggior parte degli esseri umani. Poi, quando la guida autonoma non è più disponibile – a causa di condizioni atmosferiche eccezionali o di un malfunzionamento tecnico o se si è arrivati al termine del percorso – al guidatore viene chiesto di subentrare di nuovo. Se questi non interviene entro un determinato lasso di tempo, l'auto cercherà un punto sicuro per fermarsi.

MONITORAGGIO TOTALE – Volvo sta sviluppando una soluzione olistica in grado di rilevare l'esatta posizione della vettura e fornire una panoramica a 360° dell'area intorno ad essa. Ciò è reso possibile grazie all'impiego di numerosi radar, telecamere e sensori laser (ne abbiamo parlato qui). Una rete ridondante di computer elabora le informazioni, generando una mappatura in tempo reale degli oggetti in movimento e fermi presenti nell'area circostante. La rilevazione precisa della posizione si basa su queste informazioni, oltre che su un sistema GPS e su una cartina digitale tridimensionale ad alta definizione che viene aggiornata continuamente con i dati in tempo reale. Inoltre, il sistema è sufficientemente affidabile da poter funzionare senza la supervisione dell'automobilista.

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