Scaldare il motore in inverno: abitudine inadatta alle auto moderne

Tenere l'auto accesa per riscaldare il motore è una pratica vecchia e controproducente. Cosa fare per preservare il proprio motore in inverno?

19 dicembre 2017 - 15:27

Sono anni che va avanti il mito – falso – secondo il quale per mantenere in vita e in modo efficiente il proprio propulsore, quando si va verso la stagione più fredda conviene salire in auto, accendere il motore e aspettare qualche minuto che le parti meccaniche raggiungano la giusta temperatura di esercizio. Un tempo era così, oggi invece, con motori moderni più efficienti, non solo è inutile, ma rischia di compromettere la salute del propulsore. Come funziona e come ottimizzare la manutenzione della propria auto anche in inverno? Scopriamolo insieme.

UN PO DI TECNICA Partiamo con un piccolo e breve riepilogo di come funziona un motore a combustione moderno nel momento in cui viene avviato. I fattori che vengono coinvolti sono: le temperature di esercizio, le parti meccaniche, e i lubrificanti. Molti componenti, come i cilindri i pistoni e le valvole, sono composti da materiali differenti, che richiedono diverse temperature di esercizio. Questo è un fattore cruciale, perché gli attriti all'interno della camera di combustione creano un improvviso innalzamento delle temperature di questi componenti, portando ad una deformazione controllata del pezzo. Perché è una fase particolarmente critica? In questo momento, all'interno del motore, diversi parti devono ancora raggiungere la loro “forma” ottimale, che deve essere opportunamente calcolata in fase di progettazione onde evitare guasti e rotture. In questa fase, ruolo cruciale lo hanno i lubrificanti – scopri di più qui – che svolgono l'arduo compito di diminuire al massimo gli attriti delle componenti meccaniche – vuoi scoprire meglio il ruolo dei lubrificanti nel motore, qui il nostro approfondimento. Appena avviato il motore, anche questi subiscono lo stesso “problema” del raggiungimento della temperatura ottimale di esercizio, risultando più densi e, quindi, meno fluidi. Nelle fasi iniziali, la pressione dell'impianto tende a salire, proprio per questo fattore viscosità dell'olio freddo, per evitare guasti un'apposita valvola spurga parte di quest'olio per mantenere la pressione a livelli ottimali. Ciò si traduce in un tempo maggiore che l'olio dalla pompa raggiunga le parti meccaniche. In sintesi nelle prime fasi di avviamento, il motore è sottoposto a una serie di criticità – parti non ancora in temperature e poco olio in circuito – per questo è preferibile una minima preparazione.

NETTA DIFFERENZA TRA IL PASSATO E IL PRESENTE Preparazione che se un tempo richiedeva diversi minuti con l'auto ferma a règimi di motore poco più alti del minimo, oggi non è più così – anche se vi consigliamo vivamente di controllare tutti i lubrificanti prima della messa in moto, come ad esempio il Liquido refrigerante del motore. In passato prima di potersi muovere bisognava attendere una corretta messa in temperatura, altrimenti si avrebbero avuti seri problemi con le parti meccaniche con un conseguente malfunzionamento dell'unità. I motori attuali invece si riscaldano più velocemente di quelli in passato, sia grazie ai materiali utilizzati, sia per i nuovi carburanti e ai nuovi oli. Proprio per queste motivazioni utilizzare la vecchia abitudine del “riscaldare il motore” non solo è inutile, ma addirittura controproducente –  e illegale in Italia, seguendo quanto pronunciato dall'articolo 157 del CDS. Quindi come fare?

MEGLIO IN MOVIMENTO CHE FERMI I motori moderni raggiungono la giusta temperatura molto più facilmente in movimento che da fermi. Questo perché in movimento, la valvola del gas si apre maggiormente, a parità di règime da fermi, e questo porta una maggiore quantità di benzina nella camera di combustione e, di conseguenza, un minor tempo per portare in temperatura pistoni e valvole. Vantaggi anche che riguardano le emissioni, infatti il catalizzatore per lavorare a dovere deve raggiungere certe temperature, e prima lo fa e meglio è. Ovviamente il tutto deve essere contestualizzato nelle prime fasi di avvio, per questo un conto è accendere la propria auto e procedere ad un'andatura normale, un altro e accenderla e partire come se fossimo in macchina già da diverso tempo. Infatti in questo caso si rischierebbe di causare danni importanti al proprio motore.

COSA FARE? Potremmo dire che “la verità è nel mezzo”, o meglio, che bisogna saper equilibrare i tempi tra lo stare fermi e il partire. La miglior cosa da fare è attendere un tempo intorno ai 30 secondi dopo l'avviamento del motore prima di inserire la prima e avviare la marcia. Una volta partiti è vivamente sconsigliato sforzare il motore con cambiante vicine al fuori giri, e anzi controllare a dovere il pedale dell'acceleratore e di conseguenza il cambio, per mantenere una marcia continua e dolce. Una volta che tutti i componenti in gioco hanno raggiunto le temperature di esercizio ideali – anche grazie ai sistemi di raffreddamento del motore -, sarete liberi di usare gas e cambio a proprio piacimento – ma sempre nei limiti del buonsenso e della legge.

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