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Nuovi componenti dai rifiuti di officine: come funziona MeRSy di Daimler

I rifiuti aftermarket possono diventare nuovi componenti per auto se riciclati correttamente: ecco come tornano a nuova vita i rifiuti recuperati da Daimler

29 agosto 2019 - 9:00

Ritirate l’auto dopo il “tagliando”, in ordine e pulita, ma vi siete mai chiesti cosa accade ai rifiuti di officine prodotti durante la lavorazione? Il Gruppo Daimler, molto attento alla gestione di questi materiali, ha creato da tempo la piattaforma MeRSy che li raccoglie e li ricicla. La sigla cela un nome piuttosto eloquente: Mercedes-Benz Recycling System e indica una realtà piuttosto composita. Anche Ford è attiva in questo senso: è partita 20 anni fa con la Mondeo e oggi trasforma le bottigliette di plastica in tappetini auto. L’utilità (e la necessità) di un processo di questo tipo è evidente: già un normale tagliando produce una certa quantità di materiali da smaltire/riciclare. Una riparazione implica poi ancor più rifiuti di officine: pensate a fascioni paraurti, lamierati, parabrezza, frizioni e materiali d’attrito da smaltire. La piattaforma MeRSy abbraccia tutto il processo, dalla raccolta al ritiro fino allo smaltimento o al riciclo.

IL CICLO MERSY DEI RIFIUTI DI OFFICINE

Il Gruppo Daimler ha coinvolto nel processo MeRSy tutta una serie di partner, interni ed esterni. Un ruolo importantissimo lo hanno ovviamente le officine del Gruppo, che sappiamo composto di molti marchi diversi. La multinazionale tedesca RST Veolia è l’ente di controllo ed è responsabile del coordinamento e dell’organizzazione del sistema. Veolia e Daimler si accordano con le imprese locali che seguono sul posto il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti di officine. La sorveglianza delle procedure e la garanzia che lo smaltimento sia effettuato a norma di legge spetta ancora Veolia. Sappiamo infatti che lo smaltimento dei rifiuti aftermarket è sottoposto a norme stringenti: allo scopo, per esempio, sugli pneumatici si paga un ecocontributo. I servizi effettuati da MeRSy generano inoltre una grande quantità di utili dati accessibili in qualsiasi momento sia dalle officine sia da Daimler.

PARTNER PREZIOSI

Il riciclo dei rifiuti viene eseguito da imprese locali che, come abbiamo visto, sono scelte e controllate da RST Veolia e da Daimler AG. Ma chi garantisce che le procedure di smaltimento siano a norma di legge? Daimler e Veolia si rivolgono esclusivamente ad operatori certificati e in questo modo raccolta, smaltimento e riciclo avverranno in conformità alle leggi vigenti. Questa aderenza ai regolamenti si estende anche alla logistica, anch’essa affidata a imprese locali che controlleranno che le officine riempiano correttamente i contenitori di raccolta. I costi sono sostenuti da Daimler, secondo gli accordi presi con Veolia; le officine aderenti dovranno selezionare i rifiuti e inserirli nei contenitori. Questi ultimi sono standardizzati e ceduti a noleggio con costi contenuti; le officine vedranno i loro contenitori svuotati o sostituiti con altri vuoti a seconda dei rifiuti.

OCCHIO AI BOX!

Ma il personale dell’officina come deve selezionare i rifiuti aftermarket da smaltire? Il sito di MeRSy è ricco di informazioni al riguardo e pubblica una tabella che associa al tipo di rifiuto il contenitore adatto. Si tratta di una guida che può essere utile a tutto il mondo aftermarket e non solo a chi fa parte del sistema MeRSy. La questione dello smaltimento delle batterie al Litio sarà poi enorme quando le auto elettriche saranno molte: Volkswagen sta pensando ad una nuova vita per questi componenti. Un esempio di contenitore è Bbox di MeRSy: una batteria di camion svuotata e usata per raccogliere le pile alcaline. Messa in bella evidenza dimostrerà ai clienti quanto è green l’officina! L’elenco dei box del Servizio MeRSy è lungo: ce ne sono per parabrezza, pastiglie freno, plastica mista, paraurti, olii, liquidi vari e così via.

L’OFFICINA COLLABORA A UN GRANDE RISULTATO

Una volta riempito un box, il personale dovrà contattare Veolia che invierà la richiesta al suo partner locale. Quest’ultimo preleva il contenitore mentre l’officina invierà una conferma del prelievo; il trasportatore calcolerà poi le quantità e invierà i dati a Veolia. Si vede quindi che dal lato dell’officina le procedure sono abbastanza semplici. Il sistema appare comunque efficace: nel 2018 nella sola Germania si sono recuperate 29.452 tonnellate di materiale!

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