Il motore, come è fatto e quali sono le sue parti principali

Quali sono i principali tipi di motore a combustione interna e quali le loro parti principali che ne permettono il funzionamento

17 marzo 2014 - 16:32

Dopo aver parlato dell’architettura dell’automobile, cioè delle diverse disposizioni del motore relativamente al corpo vettura e dopo aver affrontato il tema della trazione, è arrivato il momento di occuparci di quello che la maggior parte degli appassionati e degli addetti ai lavori considerano il cuore di ogni auto: il motore. Per diversi decenni le automobili sono state spinte principalmente dai motori a Ciclo Otto o quattro tempi, alimentati con benzina o con altri carburanti e dai motori a ciclo Diesel (dal nome dell’inventore Rudolf Diesel), alimentati con il gasolio. Esistono, poi, i “due tempi” alimentati con una miscela di benzina e olio, che hanno avuto diversi impieghi soprattutto in auto economiche e localizzate in alcune aree geografiche, come l’Europa Centro-Orientale

ATKINSON E WANKEL – I motori a due tempi sono praticamente spariti dalla produzione mondiale già da alcuni lustri, mentre dagli anni 90 ha iniziato ad affacciarsi sul mercato un nuovo tipo di soluzione: l’ibrido, che unisce l’utilizzo di un classico motore a scoppio (a volte a ciclo Atkinson) con quello di uno elettrico. Un’altra soluzione quasi del tutto scomparsa è quella del motore rotativo Wankel, in cui solo pochi costruttori hanno creduto veramente, ma che sembra essere incompatibile con il rispetto dell’ambiente.

L’ENERGIA – Il motore a Ciclo Otto è un motore ad accensione per scintilla, che ricava energia meccanica dalla combustione della miscela aria-carburante, che racchiude in sé una carica energetica. La combustione dà luogo a un grande sviluppo di calore e l’energia che sprigiona viene inviata alla trasmissione primaria, poi alla frizione, al cambio e alla trasmissione finale, fino ad arrivare alle ruote motrici. In altre parole, un motore è un trasformatore di energia che ha una certa percentuale di efficienza chiamata rendimento.

BASAMENTO E CILINDRI – Le parti principali di cui si compone un propulsore sono il basamento, una specie di involucro all’interno del quale si trova l’albero a gomiti, al quale sono fissati i cilindri e la testata (o testa) che è la parte superiore. All’interno del basamento, nelle sue pareti, sono ricavati i supporti di banco con i rispettivi cuscinetti, sui quali poggiano i perni di banco dell’albero. L’albero è dotato di diverse manovelle (tante quanti sono i pistoni), cioè perni non allineati con quelli di banco ma posti in posizione eccentrica, ai quali sono vincolate le bielle. Il collegamento tra bielle e pistoni avviene con un perno tubolare detto spinotto. Tutti questi componenti servono sostanzialmente a far andare su e giù i pistoni all’interno dei cilindri (la tenuta tra pistoni e cilindri è assicurata da anelli elastici detti segmenti), completando le fasi di funzionamento del motore.

LA TESTATA – Fondamentale per il funzionamento del motore è la testata, che racchiude tutti gli organi meccanici che provvedono alla distribuzione (ovvero il controllo dei gas che entrano e escono nei cilindri). Al suo interno sono ricavati parte dei condotti di aspirazione e di scarico, che vengono aperti e chiusi da valvole a fungo (richiamate da molle o con il sistema desmodromico) comandate da uno o due alberi a camme muniti di eccentrici (le camme). La parte superiore del motore è collegata a quella inferiore, con una catena, una cinghia o una cascata di ingranaggi; in questo modo il moto dell’albero a gomiti è connesso con quello degli alberi a camme, in cui gli eccentrici agiscono su degli organi interposti chiamati punterie o bilancieri. I profili delle camme regolano le quattro fasi tipiche del motore a scoppio.

I LIQUIDI – Il motore è completato dal circuito di lubrificazione, che prevede diversi passaggi di olio per permettere il lavoro degli organi in movimento e da quello di raffreddamento, che può essere ad aria o ad acqua e garantisce la stabilità delle temperature di esercizio. Questo è il motore a Ciclo Otto nella sua essenzialità, ma le varianti o i componenti aggiuntivi possono essere molti, dai contralberi di equilibratura ai variatori di fase. Ne parleremo nelle prossime puntate.

2 commenti

roberto.salsed_14401943
9:48, 18 settembre 2019

…magari correggere l’articolo con “ciclo Atkinson”… Atkinsons è un deodorante.

    Daniele Giudici
    11:44, 23 settembre 2019

    Grazie per la segnalazione.

    Redazione SicurAUTO.it

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