Filtro antipolline normale o a carbone: come scegliere il migliore

Sai cosa cambia tra un filtro antipolline standard e uno a carbone attivo? In questo articolo ti sveliamo tutti i segreti dei filtri abitacolo auto e come scegliere il migliore

21 giugno 2021 - 17:13

Il filtro antipolline è la migliore soluzione sino adesso inventata per poter respirare aria pulita in auto. A differenza di quanto il nome possa far credere però il filtro antipolline non interessa solo le persone che soffrono di allergie ai pollini o alla polvere. Ecco perché in questo articolo vogliamo sfatare i miti più diffusi sul filtro antipolline, ma anche spiegarti quali caratteristiche deve avere un filtro abitacolo di qualità. Vuoi sapere qual è il migliore filtro antipolline per la tua auto? Ecco tutte le risposte che potranno aiutarti nella scelta del filtro giusto per te, che puoi chiedere alla tua officina o sostituire anche da solo in fai da te.

A COSA SERVE IL FILTRO ABITACOLO E PERCHÉ NON È SOLO ANTIPOLLINE

Prima di parlarti delle caratteristiche che deve avere un filtro antipolline di qualità, ti sveleremo alcune curiosità a cui farai sicuramente più attenzione nella guida di tutti i giorni dopo aver letto questo articolo. Innanzitutto il nome corretto è “filtro abitacolo” e nei paragrafi seguenti capirai meglio perché, ma lo chiameremo anche filtro antipolline poiché di uso più comune. La domanda più frequente che ci fanno i lettori è: “Perché dovrei sostituire il filtro antipolline se nessuno dei passeggeri ha allergie?”. Il motivo è semplice: basta pensare che l’auto è a tutti gli effetti un’aspirapolvere su ruote, pensateci. Se prima di leggere questo articolo ti avessero chiesto di respirare per ore l’aria che esce dall’aspirapolvere di casa, lo avresti fatto? Probabilmente no… ma alla fine lo stai già facendo tutti i giorni. L’auto, infatti, è come una grande aspirapolvere che succhia aria dal frontale e la spinge dentro l’abitacolo.

I FINESTRINI ABBASSATI SONO INUTILI, MEGLIO INVESTIRE IN UN BUON FILTRO ABITACOLO

La diffusa convinzione che guidare con i finestrini abbassati sia più salutare del climatizzatore acceso è tra le più errate abitudini che si tramandano senza un valido fondamento. E adesso ti spieghiamo perché:

– il flusso di aria che entra nell’abitacolo con i finestrini abbassati non è regolabile, mentre con il climatizzatore sì. Un vantaggio anche per chi soffre di cervicale o dolori muscolari. Basta saper orientare al meglio i flussi d’aria e regolare il climatizzatore nel modo corretto;

– la resistenza dell’auto all’aria con i finestrini aperti (oltre certe velocità) peggiora il consumo di carburante più di un climatizzatore efficiente e crea fastidiosi fruscii;

– tutti gli inquinanti e le polveri sottili entrano in auto e di conseguenza nei nostri polmoni, causando alla lunga problemi di salute, mentre proprio i filtri trattengono gli inquinanti;

Questi sono solo alcuni esempi per cui la sostituzione del filtro antipolline è fondamentale.

ASSICURATI DI CHIEDERE UN FILTRO ANTIPOLLINE DI QUALITÀ

Magari sei già un automobilista meticoloso nella manutenzione e chiedi la sostituzione dei filtri auto ad ogni tagliando. Ma così come ti preoccupi della marca dell’olio motore usata in officina, dei tergicristalli e quant’altro, devi anche assicurarti del tipo di filtro abitacolo che ti verrà sostituito e di conseguenza di come viene depurata l’aria che respiri (e fai respirare ai tuoi passeggeri). Nei prossimi paragrafi ti spiegheremo come riconoscere un filtro antipolline di qualità e quali caratteristiche deve avere. In particolare parleremo di:

– Normativa UNI EN779 o ISO16890 per i filtri abitacolo

Filtro antipolline normale e a carbone attivo: cosa cambia?

Com’è fatto un filtro antipolline più resistente e facile da sostituire?

NORMATIVA UNI EN779 O ISO16890 PER I FILTRI ABITACOLO

Come si riconosce un filtro antipolline di qualità capace di eliminare tutte le particelle sospese nell’aria? Scegliere un filtro abitacolo adatto all’auto e di una marca conosciuta non dice molto delle sue reali performance di filtrazione. Per essere sicuri di respirare in auto la stessa qualità dell’aria che respirate a casa, il filtro deve essere realizzato secondo gli standard della norma UNI EN 779, dal 2018 diventata lo standard internazionale ISO16890, come lo sono tutti i Filtri Abitacolo Mistral. Questi standard, non obbligatori per il settore automotive, sono comunque importanti perché stabiliscono una serie di prove per classificare l’efficacia dei materiali filtranti e valutare quanto diminuisce l’efficienza del filtro durante l’uso. Un filtro abitacolo realizzato secondo questi standard è sottoposto tra le altre prove a:

– filtrazione di particelle grandi 0,4 micron (un capello è spesso circa 60 micron);

– annullamento della sua carica elettrostatica iniziale che aiuta a catturare il particolato. Con l’usura questa tende a diminuire e quindi ha effetti sulla perdita di efficacia del materiale filtrante. Per questo motivo deve essere azzerata prima dei test;

Ovviamente più è alta la capacità di filtrazione, più è alta l’efficienza, ma il rovescio della medaglia di un filtro “a maglie strette” è la riduzione eccessiva della portata d’aria. E questo ci porta direttamente all’importanza della doppia funzione del filtro abitacolo e della superficie dei filtri Hepa di cui parliamo nei paragrafi successivi. Adesso ti spiegheremo perché i filtri a carbone attivo non servono solo contro i cattivi odori. Clicca la foto sotto per vederla a tutta larghezza.

FILTRO ANTIPOLLINE NORMALE E A CARBONE ATTIVO: COSA CAMBIA?

Di fronte alla scelta tra un filtro antipolline standard (per intenderci quello di colore bianco) e un filtro antipolline al carbone attivo (di colore più nerastro), ti sei mai chiesto davvero cosa cambia? Adesso te lo spieghiamo noi. La distinzione è principalmente nel materiale impiegato che ha un effetto diretto sulla qualità dell’aria in auto:

I filtri abitacolo “standard” sono più propriamente detti particellari, perché realizzati per filtrare polveri e particolato (PM10 e PM2,5). La trappola per queste particelle è costituita da un fitto intreccio di fibre di poliestere calibrato in modo da non abbattere eccessivamente il flusso d’aria. Un dettaglio spesso sottovalutato nel preferire un filtro antipolline standard è proprio il materiale sintetico, che non offre terreno fertile per muffe, batteri e altri microrganismi, a differenza della cellulosa;

I filtri abitacolo a carbone attivo si dicono combinati perché all’azione meccanica dei filtri particellari, aggiungono l’azione molecolare dei granuli di carbone. Sono particolarmente efficaci contro gli inquinanti gassosi e idrocarburi dispersi nell’aria. A livello microscopico infatti il carbone è costituito da migliaia di piccolissime gallerie la cui grandezza dipende dalla natura del carbone (vegetale, sintetico o minerale). All’interno di queste gallerie il filtro offre per ogni grammo di carbone dai 500 ai 3000 m² di materiale adsorbente. In questo modo il filtro abitacolo a carbone attivo svolge sia un’azione meccanica (l’inquinante passa attraverso i “cunicoli” e si deposita) sia un’azione chimica (il flusso d’aria lambisce la superficie del carbone che trattiene le molecole in sospensione, poiché si creano legami molecolari grazie alle forze di Van Der Waals).

I filtri antipolline Mistral, ad esempio, sono realizzati con carbone vegetale ricavato dai gusci delle noci di cocco che offre oltre 1000 m² di superficie filtrante per grammo e ha un’efficienza del 50% fino a particelle piccole 0,3 micron. Adesso che sai perché un filtro antipolline al carbone attivo è migliore di quello standard, ti spieghiamo come sono fatti i filtri per durare di più.

FILTRO ANTIPOLLINE PIÙ RESISTENTE E FACILE DA SOSTITUIRE: COM’È FATTO

La qualità dei filtri antipolline non dipende soltanto dal materiale con cui sono realizzati ma anche da come la struttura riesce a garantire le migliori prestazioni inalterate fino alla successiva sostituzione. In altre parole se il filtro non aderisce perfettamente al suo supporto, anche il materiale più performante può fare poco se una parte di aria non filtrata arriva nell’abitacolo. Questo problema accade più spesso di quanto si possa immaginare perché:

– nella maggior parte delle auto la posizione del filtro antipolline non è agevole e costringe a curvarlo. Il che non è tanto un problema per il filtro da rimuovere quanto per il filtro nuovo da montare. Se il filtro conserva la curvatura errata non aderirà al portafiltro e la sua efficienza sarà limitata fin da subito;

– se la sostituzione del filtro antipolline prevede che lo stesso debba essere inserito ad incastro nel portafiltro, è possibile che non torni nella sua forma originaria con lo stesso problema precedente.

Questi due fenomeni ricorrenti riducono direttamente la qualità dell’aria a causa della tenuta imperfetta della massa filtrante. I filtri di migliore qualità, invece sono realizzati per prevenire anche gli errori in fase di sostituzione. Ad esempio, con una struttura filtrante a 4 strati di tessuto e carbone attivo più resistente o una cornice flessibile che ne permette lo schiacciamento e fa anche da guarnizione, proprio come nei filtri abitacolo Mistral. Dettaglio non da poco, è anche il modo con cui si effettuano i trattamenti di igienizzazione dell’impianto di ventilazione:

– smontare il filtro abitacolo vecchio;

– effettuare il trattamento igienizzante senza filtro abitacolo;

– montare solo dopo il trattamento il nuovo filtro abitacolo;

In tal modo l’igienizzante non resta intrappolato nel filtro ma circola nei condotti dell’aria svolgendo la sua funzione.

ARIA DELL’AUTO PULITA COME IN LABORATORIO

Vi siete mai chiesti come sia la qualità dell’aria che respirate all’interno della vostra vettura? Mistral l’ha fatto e ha sottoposto i filtri della Serie 550 Premium ad un test fuori dal comune. L’indagine ha riguardato due auto-campione (BMW 530e / Lancia Musa) che montavano filtri aria abitacolo Mistral Serie 550 Premium, appunto. Sono state scelte due vetture differenti, per categoria, fascia di prezzo ed età, proprio per avere dati il più possibile indicativi ed utili. Dopo severi test condotti da un’azienda esterna specializzata (CleanTech System), secondo la norma ISO 14644-1/2/3, la qualità dell’aria all’interno delle vetture è risultata equiparabile a quella delle “Camere Bianche” ISO di livello 7 e 8. Per capirci: un livello nettamente superiore a quello raccomandato negli uffici e nelle abitazioni, degno dei migliori laboratori aziendali. Un risultato che mostra i livelli di qualità dell’aria raggiungibili, quando si usano filtri abitacolo di qualità Premium.

FILTRO HEPA IN AUTO: È SEMPRE POSSIBILE?

Una delle tipologie di filtri di cui si sente parlare spesso ultimamente è il filtro Hepa (High Efficiency Particulate Air filter). Molto diffuso in ambito civile (basta pensare anche solo alle aspirapolveri di cui parlavamo in alto) e industriale, ma da qualche tempo anche su alcuni modelli di auto. Tuttavia, si può montare un filtro abitacolo Hepa al posto di quello standard o al carbone attivo? In teoria sì, ma con accorgimenti che sulle auto più diffuse sarebbero difficili da adottare a causa dell’equilibrio che c’è tra efficienza di filtrazione e portata di aria attraverso il filtro. Facciamo un esempio: mettendo a confronto un filtro antipolline “classico” (particellare) e uno Hepa della stessa superficie (1 m²), se sottoposti a una pressione di aria di 200 Pascal, la quantità di aria si riduce di circa il 90%. Vedere i dati qui di seguito:

– Portata d’aria attraverso il filtro particellare: 1550 l/s;

– Portata d’aria attraverso il filtro Hepa (con il 99,995% di efficienza su particelle di 0,3 micron): 170 l/s;

Per compensare la riduzione della portata d’aria con i filtri Hepa si deve inevitabilmente aumentare la superficie filtrante fin dalle fasi di progettazione dell’impianto di ventilazione (o potenziare la ventola, con dispendio energetico e maggiore rumore). E’ anche questo il motivo per cui, ad esempio, i filtri Hepa Tesla (ma non solo quelli) sono molto più grandi dei filtri abitacolo particellari o al carbone convenzionali. Questo upgrade sarebbe difficoltoso sulle auto in circolazione che non prevedono un filtro Hepa in origine, anche perché si è diffusa la tendenza delle Case auto a posizionare il filtro abitacolo direttamente nell’impianto di ventilazione. Questo ha comportato una semplificazione di montaggio in fabbrica, ma una riduzione della superficie filtrante rispetto ai filtri più grandi che in passato erano posizionati alla base del parabrezza.

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