Filtro anti-particolato: cosa fare se si accende la spia

Spesso fonte di malintesi pericolosi per la salute della propria vettura, vediamo cosa fare quando si accende la spia del filtro anti-particolato

3 ottobre 2016 - 9:00

Ormai tutte le vetture Diesel in commercio sono dotate di filtro anti-particolato. Proprio per questo motivo affronteremo il tema relativo a cosa fare o non fare quando si accende la spia del filtro anti-particolato e cosa fare se contemporaneamente alla spia del filtro si accende la spia del motore. Dobbiamo fermarci immediatamente? Possiamo continuare serenamente il nostro viaggio? Per capire meglio cosa fare quando si accende la spia è opportuno spiegare brevemente il funzionamento del filtro.

COME FUNZIONA Durante il funzionamento del motore vengono prodotti numerosi tipi di inquinanti e tra questi i residui incombusti di carbonio genericamente chiamati particolato; per ridurre questi inquinanti si può agire preparando una miscela aria-carburante più ricca di aria (si creano però più ossidi di azoto) oppure intervenire dopo la combustione trattando i gas di scarico. Proprio questo è il compito del filtro anti-particolato: filtrare le particelle più piccole e dannose (almeno fino ad una certa dimensione).

Va da se che dopo aver percorso un po' di strada (generalmente 700-800 km, ma in città si può arrivare anche a soli 100 km) il filtro risulti intasato. Per pulire il filtro le case automobilistiche hanno messo a punto la seguente strategia: il filtro viene monitorato da due sensori che misurano la differenza di pressione a monte e a valle del filtro. Se la differenza di pressione è troppo alta la centralina di controllo avvia un ciclo di pulizia (o rigenerazione) che consiste, generalmente, nell'iniettare più gasolio in camera di combustione in modo da innalzare la temperatura all' interno del filtro fino a circa 550° C: in tal modo i residui della combustione vengono inceneriti ed espulsi dal filtro. Vediamo ora quali sono le cause dell'accensione della spia del filtro anti-particolato nel quadro strumenti e se dobbiamo preoccuparci e correre al più presto ai ripari.

DIPENDE DALL'ETÀ Come già accennato in precedenza la fase fondamentale per una buona efficienza del filtro è la rigenerazione. A seconda dell'anno di produzione e del costruttore del veicolo cambiano le strategie di rigenerazione del filtro. Nelle auto più datate (orientativamente primi anni del 2000) quando si accende la spia del filtro anti-particolato sul cruscotto questa sta a rappresentare semplicemente che è in atto una rigenerazione del filtro: in queste situazioni sarebbe auspicabile percorrere strade ad alto scorrimento con il motore ad un regime di rotazione di circa 3 mila giri/minuto fino a che la spia non si spegne (il che significa che la rigenerazione è andata a buon fine).

Purtroppo, data ormai la scarsa abitudine nel leggere il libretto di istruzioni della vettura, molto spesso i clienti non appena si accende la spia del filtro anti-particolato pensando che ciò sia dovuto ad un guasto spengono il motore interrompendo la rigenerazione del filtro. La cosa alla lunga porta ad un danneggiamento irrimediabile del filtro nonchè ad una grave contaminazione dell'olio lubrificante con il gasolio (che, come abbiamo detto, durante la rigenerazione viene iniettato in quantità notevoli). Proprio per questo motivo le case auto hanno deciso di adottare una strategia di rigenerazione “silente”. In questo caso la spia sul quadro strumenti non si accende durante la rigenerazione. Va da se che di conseguenza diminuisce il numero di rigenerazioni interrotte in quanto chi guida non ha contezza che è in atto una rigenerazione.

QUANDO PREOCCUPARSI? Sia che si tratti di vetture più moderne sia che si tratti di vetture più “anziane” è bene preoccuparsi quando oltre alla spia del filtro anti-particolato si accende anche la spia motore e vengono ridotte le prestazioni del motore: in questo caso si rende necessaria una sosta in officina. Generalmente, ma ogni casa gestisce poi la questione a suo modo, le due spie si accendono quando è terminata la vita del filtro anti-particolato: si può tentare una rigenerazione forzata in officina, da effettuarsi tramite strumento diagnostico, il cui esito però raramente è positivo. Come ultima carta prima della sostituzione si può tentare, sempre in officina, un lavaggio del filtro con appositi prodotti. È utile ricordare che nelle ultime vetture di dimensioni importanti (vedi ad esempio la Volkswagen Passat che abbiamo appena provato), per raggiungere la normativa Euro6, oltre al filtro anti-particolato viene montato anche un catalizzatore per ridurre gli ossidi di azoto (NOx); in questi casi la vettura può essere dotata di una spia generica relativa al sistema anti-inquinamento integrata però dalle informazioni sul quadro strumenti. Può accadere perciò che si accenda una spia molto simile, ad esempio, non per un problema al filtro anti-particolato ma per una scarsa quantità del liquido Ad-Blue che serve a ridurre gli NOx. Se ci si trova in questa situazione meglio recarsi in concessionaria per un rabbocco perché se da un lato è vero che la segnalazione avviene circa mille km prima che il serbatoio sia vuoto dall'altro lato, per normativa europea, una volta terminata l'Ad-Blue viene impedito l'avviamento della vettura fin quando non viene riempito il serbatoio. Per evitare confusione la spia che indica la mancanza di Ad-Blue viene integrata con delle linee di testo sul quadro strumenti e ultimamente è stata anche sostituita con la seguente.

IL DIESEL: UN ACQUISTO SBAGLIATO? La domanda non è peregrina in quanto, spesso invogliati dal costo inferiore del carburante, molti automobilisti si orientano su motorizzazioni Diesel anche se percorrono pochi chilometri e per lo più in ambiente cittadino: sarebbe compito dei venditori sconsigliare un acquisto di questo tipo in quanto in città non si raggiungono temperature allo scarico necessarie alla rigenerazione del filtro anti-particolato. Sarebbe bene quindi, in questi casi, proporre alla clientela vetture alimentate a benzina o, in alternativa se il portafogli del cliente lo permette, ibride o elettriche. Non sono da dimenticare poi le vetture Bi-Fuel alimentate a GPL o metano che però potrebbero avere dei costi di manutenzione maggiori rispetto alla semplice vettura a benzina. Giova ricordare purtroppo che la maggior parte delle problematiche relative al filtro anti-particolato sono dovute all'utilizzo dello stesso in un ambiente di esercizio  ad esso sfavorevole come quello cittadino. Nel passato pur di apparire amministratori “green” i primi cittadini hanno permesso la circolazione, a parità di omologazione anti-inquinamento, alle vetture diesel solo se dotate di filtro anti-particolato orientando di fatto il mercato in una direzione opposta a quella corretta dal punto di vista non solo tecnico ma anche ambientale.

2 commenti

sergio
15:30, 18 novembre 2017

la spia pdm per 1000 cosa significa

paolo
19:54, 12 aprile 2018

Vorrei dire al sig Cristino che l'utilizzi “va da se” non va più bene per coloro che sono caduti nella trappola diesel,senza sapere che la contaminazione dell'olio con il gasolio avviene spessissimo se si fanno tratti urbani, e che un Lt di olio consigliato da fabbricante, bene che ti possa andare costa 50? (fonti internet),oppure dal concessionario 130?.va da se che il business dell'olio, diventa più fruttuoso per il fabbricante del lubrificante, e per l'autofficina che te lo cambia…abbiamo così creato nuovi posti di lavoro! per quanto riguarda la “rigenerazione silente” va da se che quanto ho scritto sopra possa avverarsi….

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