Consumi auto truccati: arriva il sistema OBFCM che li smaschera

Dal 1 gennaio 2021 i veicoli nuovi fanno la spia sui consumi auto truccati: ecco cos’è, come funziona e quali auto hanno il sistema OBFCM

18 gennaio 2022 - 15:00

Lo scandalo delle emissioni auto non ha portato solamente a continue revisioni degli standard a partire da Euro 6 A-B-C-D, ma anche soluzioni tecnologiche per controllare e prevenire i trucchi. Un esempio è il sistema OBFCM obbligatorio sulle auto nuove dal 1° gennaio 2021, serve a smascherare eventuali consumi irregolari anche dopo l’immatricolazione dell’auto. Adesso vi spieghiamo come funziona con l’aiuto dell’Automobile Club Tedesco e come capire se l’auto ha l’OBFCM.

COS’E’ IL SISTEMA OBFCM E QUALI AUTO CE L’HANNO

Dal 1° gennaio 2021, tutte le auto di nuova immatricolazione devono essere equipaggiate di una centralina che memorizza i dati sui consumi auto. Lo impone il Regolamento UE 2017/11511 che introduce il sistema OBFCM (On-Board Fuel Consumption Monitoring), per l’accesso standardizzato e illimitato a varie informazioni di funzionamento dell’auto, come consumo di carburante, velocità di guida, etc. Il vantaggio rilevante è che questo standard potrebbe rendere ulteriormente difficile la manomissione dei contachilometri. Ma permette anche di verificare quanto consumano realmente tutte le auto nel tempo, senza test a campione. Non tutte le auto però ne sono equipaggiate, come spiega l’ADAC, le auto elettriche e quelle alimentate a biogas, gas naturale (Metano) e gas di petrolio liquefatto (GPL) ne sono esentate.

CONSUMI AUTO TRUCCATI, COME FUNZIONA IL SISTEMA OBFCM

Il sistema OBFCM può rilevare i consumi auto truccati su auto ibride a benzina, diesel, etanolo, biodiesel e Plug-in. Per sapere se l’auto è equipaggiata della scatola nera sui consumi auto, basta verificare se sul libretto di circolazione è riportata la dicitura “Euro 6d-ISC-FCM”. La presenza della sigla FCM – Fuel Consumption Monitoring, è la conferma che sull’auto c’è il sistema OBFCM. Tutti i dati che la centralina memorizza, vengono inviati ai server della Casa costruttrice con cadenza regolare, se l’auto si aggiorna in modalità OTA. Quelle con ridotta connettività vengono lette ad ogni tagliando presso la rete ufficiale del costruttore. Dal 2022 in poi, i Costruttori devono segnalare tutti i dati OBFCM raccolti l’anno precedente alla Commissione europea entro il 1° aprile di ogni anno. La stessa Commissione europea da dicembre 2022 pubblicherà ogni anno set di dati OBFCM aggregati e anonimi di singoli modelli di veicoli.

QUALI INFORMAZIONI MEMORIZZA IL SISTEMA OBFCM

L’Automobile Club Tedesco ha voluto verificare se è davvero così facile accedere a questi dati, se sono veritieri e quali sono le informazioni che memorizza la centralina OBFCM. Ha così sottoposto 43 auto ibride a benzina, diesel e plug-in immatricolate nel 2021 a un controllo con un’apparecchiatura diagnostica da officina. Ecco quali sono i dati che l’OBFCM comunica e su quali veicoli.

Tutte le auto con OBFCM dal 2021 registrano e comunicano (se connesse):

– Consumo di carburante (in litri);

– Distanza percorsa (in chilometri);

– Flusso di carburante del motore (grammi al secondo);

– Flusso di carburante del motore (litri all’ora);

– Flusso di carburante del veicolo (grammi al secondo);

– Velocità del veicolo (chilometri all’ora);

Le auto ibride plug-in dal 2021 registrano e comunicano con l’OBFCM:

– Consumo totale di carburante in esercizio (in litri);

– Consumo totale di carburante in modalità Charge Boost selezionabile dal conducente (in litri);

– Distanza totale percorsa a motore a combustione spento (chilometri);

– Distanza totale percorsa con motore a combustione acceso (chilometri);

– Distanza totale percorsa in modalità di massima efficienza selezionabile dal conducente (chilometri);

– Energia totale di rete fornita alla batteria (durata, kWh);

Globalmente il Club ha verificato che i dati erano coerenti, salvo due casi specifici. “Solo in un veicolo il chilometraggio nella centralina non corrispondeva a quello nel display centrale. In un’altra vettura ibrida plug-in, la quantità di energia ricaricata non era plausibile”, afferma l’ADAC.

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