Volvo: come nasce un'auto sicura al simulatore virtuale

Modelli di creta e galleria del vento sono un lontano ricordo quasi soppiantato da grafica 3D e simulazione virtuale dei test su strada

6 ottobre 2015 - 13:05

Il mondo dell'automobile è sempre stato sotto la luce dei riflettori per l'innovazione che ha proposto nei tempi; la tecnologia ha supportato lo sviluppo dei costruttori in tutto e per tutto, così le aziende hanno investito moltissimo, migliorando tutte le fasi di produzione dell'automobile. Quella di progettazione e test ha riservato negli ultimi anni delle sorprese incredibili in termini di evoluzione. Volvo è uno dei marchi che da sempre sperimenta e anticipa soluzioni all'avanguardia, proprio come questa di cui vi parleremo in questo articolo.

LA SOLUZIONE – Volvo (che da poco ha siglato un accordo con Autoliv) ha scelto di utilizzare il simulatore VI-grade per testare le nuove generazioni dei prodotti che immetterà sul mercato. Questa scelta è condivisa anche da altri marchi premium, quali ad esempio Ferrari e Porsche, perché il simulatore offre un'esperienza di pre-test unica e molto vicina al reale. Per un costruttore disporre di una tecnologia simile vuol dire avere una possibilità in più di feedback, perché associa l'attività al simulatore a quella che si fa nei lunghi test su strada prima di presentare al mondo il nuovo modello. Il vantaggio è nella successiva fase di comparazione tra le due attività, che consentono di lavorare anche con parametri differenti tra loro. Il simulatore offre interessanti ambienti virtuali tra cui, per esempio, il celebre Nürburgring in Germania, così come le piste di prova dell'impianto segreto di Volvo in Svezia.

COSA CONSENTE – La scelta della Volvo (che intanto porta avanti i test su strada della nuova S90) consentirà agli ingegneri di dare maggior supporto alla fase iniziale di sviluppo dell'andamento ad alta velocità del veicolo, analizzando il suo equilibrio generale e le eventuali impostazioni di guida con relative differenze tra loro. Questo consente di comparare l'esperienza soggettiva del pilota “su strada” e quella oggettiva del simulatore, che consente un utilizzo in due configurazioni: statica e dinamica. Nella prima è possibile guidare un modello virtuale controllando le sue reazioni su un ampio schermo con grafica di alta qualità, mentre il collaudatore è seduto in una cabina di guida priva di movimenti. La configurazione dinamica invece è in grado di fornire anche il feedback al guidatore relativo ogni tipo di sollecitazione causata da fondi stradali svariati, condizioni meteo, velocità, frenata e tenuta.

LA VOCE DI VOLVO – Per comprendere meglio l'entusiasmo e gli obiettivi di Volvo (qui il lancio di On Call), diamo spazio alle parole di Peter Mertens, Senior Vice President Ricerca & Sviluppo di Volvo Cars: “stiamo facendo notevoli investimenti sul personale, sulle tecnologie e sulle strutture, al fine di ridefinire l'esperienza di guida di Volvo. Il nostro obiettivo è quello di fornire al guidatore la sensazione di poter percepire il pieno controllo di guida. Miglioreremo la guidabilità su tutta la gamma Volvo”. Peter Mertens ha poi toccato altri temi: “oltre ad aver fatto investimenti importanti sulle nostre strutture di R&S, abbiamo investito molto anche nell'utilizzo di nuovi materiali, con i quali abbiamo sviluppato nuove componenti e tutto questo sta iniziando a dare i primi frutti”. Il nuovo simulatore offre possibilità diverse e svariate di innovare con libertà e senza pensiero, per questo Volvo è ora in grado di tentare ogni soluzione possibile, perché consapevole che anche l'errore più grande non comporterà mai più un ostacolo al progetto. È un modo del tutto intelligente di unire insieme la mente umana a quella della tecnologia più avanzata.

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