Viadotto Himera: sabato ricollegata la A19 anche se a metà

Dopo bretelle provvisorie e strade autocostruite finalmente il viadotto recuperato: il premier lo inaugura sabato. Per l'altro ci vorrà ancora tempo

28 aprile 2016 - 19:39

La “vergogna siciliana” – ossia una situazione della viabilità che potremmo definire difficile volendo usare un eufemismo – si sta probabilmente avviando alla soluzione, anche se parziale: uno dei 2 viadotti Himera, quello che si è salvato dal movimento franoso che ha portato alla demolizione dell'altro, sarà inaugurato sabato dal Premier Renzi.

UNA BRUTTA STORIA Gravi danni, incuria, negligenza e rimpalli di responsabilità: la vicenda dell'autostrada A19 Palermo – Catania è costellata di fatti non proprio edificanti che sono nati prima del suo cedimento, avvenuto il 10 aprile del 2015 e quindi poco più di un anno fa. Ricorderete che il fattaccio era accaduto per una frana che ha letteralmente mangiato la terra sotto i piedi di alcuni pilastri del viadotto Himera 1 – direzione Catania – facendoli inclinare così tanto che la relativa sede stradale si è pericolosamente “appoggiata” sull'altro viadotto. A seguito di questo incidente l'Anas si è vista costretta a chiudere al traffico veicolare il tratto tra lo svincolo di Scillato (km 56,800) e lo svincolo di Tremonzelli (km 73,000) e ha individuato dei percorsi alternativi per il traffico veicolare leggero ed i mezzi pesanti, costruendo poi la bretella che ha consentito di ricollegare Palermo e Catania). È apparso subito evidente che anche il viadotto Himera 2, quello che va in direzione Palermo, ha subito uno spostamento (poi quantificato in 14 cm) per l'enorme pressione subita da parte dell'Himera 1 ma, fortunatamente, lo si è potuto recuperare dopo aver demolito Himera 1: guarda il video della demolizione.

MOLTO DA FARE La sua riapertura avverrà sabato pomeriggio prossimo alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che, con notevole attivismo e in possesso di un tempo dilatabile a piacere, firmerà anche il Patto per Palermo e il Patto per Catania, visitando poi entrambe le città. Nella mattinata di sabato Renzi è inoltre atteso a Reggio Calabria per la solenne inaugurazione del Museo dei Bronzi di Riace (o Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria che dir si voglia) e la contestuale firma del Patto per Reggio Calabria e del Patto per la Calabria. Il recupero del viadotto Himera 2 è sicuramente un segnale importante per riportare la viabilità siciliana ad un livello decente ma molto ancora rimane da fare (leggi dei cedimenti della A19 e della SP24 che hanno gettato la Sicilia nel caos). Nell'anno trascorso da quel terribile 10 aprile 2015 è successo un po' di tutto, a partire da uno stato d'emergenza proclamato troppo tardi da parte del Governo, cosa che ha impedito che i meccanismi per riparare il danno – cominciando dalla nomina dei commissari per l'emergenza – si avviassero con tempestività.

PER FORTUNA SI MUOVE La reale spinta che ha smosso la situazione può forse essere ricondotta a quella “strada degli arrabbiati” (eufemismo) di Caltavuturo voluta dai parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle (leggi come sia stata aperta la strada dei record) e che ha dato il “la” alla realizzazione della bretella. La bretella stessa è stata infine costruita e aperta, anche se un po' in ritardo rispetto ai tempi annunciati, e ha portato a un “quasi” ritorno alla normalità. All'inizio di aprile era stato osservato uno stop dei movimenti dei mezzi di cantiere e in tanti hanno temuto che la bretella, finita l'urgenza, sarebbe diventata “definitiva”, surrogando quel segmento d'autostrada. A posteriori si può fortunatamente dire che quell'arresto, come dichiarato dal sindaco di Caltavuturo, “ha significato che si sono conclusi i lavori del terzo lotto che prevedeva l'abbattimento della campata in direzione Catania e lo smaltimento del materiale di risulta della demolizione”. Speriamo che l'inaugurazione di sabato sia effettiva: se così fosse la bretella destinerebbe le sue 2 corsie al traffico verso Catania mentre quello verso Palermo transiterebbe sul recuperato Himera 2, cosa che migliorerebbe il flusso veicolare. In attesa del nuovo viadotto (dovrebbe essere in acciaio con una grande campata centrale che scavalcherebbe la frana), la cui costruzione richiederà almeno un anno, rimane il rimpianto per i mesi persi prima della dichiarazione dello stato di emergenza.

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