Sicilia. La strada dei record alternativa all'A19 è aperta ma solo ai Suv

La strada realizzata dai volontari di Caltavuturo ha ricollegato Palermo ma la salita di terra battuta non sembra adatta a tutti i veicoli

30 aprile 2015 - 11:00

L'A19 non è percorribile, e allora c'è chi cerca altre soluzioni. Come riporta meridionews.it, hanno terminato la prima fase dei lavori il 25 aprile, nella giornata in cui si celebrava il 70esimo anniversario della Liberazione. E i cittadini di Caltavuturo, in provincia di Palermo, hanno sentito questo evento come una conquista. Da quando la frana ha travolto i piloni dell'autostrada A19 il loro piccolo Comune è rimasto isolato. “Ci sentivamo intrappolati”, spiega Giacomo Li Destri, titolare con i fratelli di una ditta di costruzioni. Mentre sul fronte politico e dalla magistratura partiva la ricerca delle responsabilità e i tempi stimati dall'Anas per realizzare la bretella ufficiale si assestavano in almeno tre mesi, i cittadini hanno deciso di rimboccarsi le maniche costruendo una via alternativa che unisce il paese allo svincolo di Scillato, evitando il lungo percorso alternativo che prevede almeno 45 minuti in auto.

SOLO PER POCHI – C'è molta pendenza, dice chi l'ha realizzata. “A scendere possono affrontarla tutti, in salita è meglio farla con mezzi più attrezzati. Ma, in caso di emergenza, i mezzi di soccorso ci possono raggiungere”. E comunque, con un servizio di navette, i ragazzi e i pendolari potrebbero prendere gli autobus a Scillato. Insomma, è una strada per i Suv. Macchine con la trazione integrale; da evitare che i crossover (con la sola trazione anteriore) percorrano quel tratto: non basta l'estetica, servono mezzi adatti.

NUOVA BRETELLA – Da segnalare pure che, a seguito della chiusura al transito dell'autostrada A19 Palermo-Catania (per il crollo del pilone, vedi foto), che ha reso necessaria l'uscita obbligatoria allo svincolo di Scillato (km 56,800) per il traffico diretto a Catania e l'uscita obbligatoria a Tremonzelli (km 73,000) per il traffico diretto a Palermo, l'Anas ha comunicato di aver individuato alcune variazioni ai percorsi alternativi. Obiettivo, consentire di ridurre al minimo i disagi provocati dalla frana che ha interessato il versante a monte dell'autostrada e che ha coinvolto alcuni piloni del viadotto Imera, compromettendone la sicurezza. L'Anas ha avviato inoltre la progettazione esecutiva sia della bretella di collegamento che della demolizione del viadotto dissestato.

IL PERCORSO MIGLIORE – Per i veicoli con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate diretti a Catania, il percorso consigliato è verso l'autostrada A20 Palermo-Messina e A18 Messina-Catania con uscita allo svincolo di Buonfornello dell'autostrada A19. Percorso inverso per i veicoli diretti a Palermo. La bretella di collegamento provvisorio sarà dimensionata anche per il traffico pesante e servirà a collegare la SP 24 all'altezza dello vincolo di Scillato con il viadotto, consentendo con una breve deviazione di rientrare sull'autostrada A19, riducendo al minimo i disagi dell'utenza. È prevista la realizzazione dell'opera di innesto sul viadotto, con interventi di consolidamento del versante a protezione della tratta in rilevato, per un importo di circa 4,8 milioni e tempi di esecuzione di 3 mesi dalla data di consegna dei lavori. E scatterà l'adeguamento della SP 24 fino allo svincolo di Scillato, per un importo di circa 2 milioni e tempi diesecuzione di 2 mesi dalla data di consegna dei lavori. Il terzo progetto, relativo all'intervento di demolizione dei tratti danneggiati delle due carreggiate del viadotto esistente, in direzione Catania e in direzione Palermo, sarà effettuato in parallelo alla realizzazione della bretella e prevederà anche la totale rimozione dei materiali di risulta, per un importo di circa 3 milioni e tempi di esecuzionedi circa 3 mesi. Elemento essenziale per l'avvio veloce dei cantieri e della fase realizzativa è la dichiarazione dello stato di emergenza, con la nomina di un commissario delegato con poteri in deroga.

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