Vacanze Sicure 2015: i risultati dei controlli della Polstrada

Dai 9 mila controlli della Polizia in 7 regioni emerge che gli italiani fanno ancora poca attenzione alla manutenzione degli pneumatici. I dettagli

9 luglio 2015 - 12:00

Nessuna buona notizia dai risultati sconfortanti emersi dalla campagna “Vacanze Sicure 2015”, frutto della triplice collaborazione tra Assogomma Gruppo Produttori Pneumatici, Federpneus Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici e Polizia Stradale. I dati sono stati illustrati da Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma, e Giuseppe Bisogno, Direttore del Servizio Polizia Stradale.

L'OPERATIVITA' – Il periodo che ha visto la Polstrada operativa nei controlli è tracciabile tra l'11 maggio ed il 15 giugno 2015 (qui la presentazione della dodicesima edizione di “Vacanze Sicure); 9.058 sono stati i mezzi fermati nelle sette regioni interessate (Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Lazio e Liguria) che, secondo i dati ACI 2014, rappresentano il 27% del parco circolante nazionale. L'età media delle auto controllate è stata di sette anni e dieci mesi (inferiore alla media nazionale che è di poco oltre gli 11 anni); eppure i dati emersi dai controlli hanno evidenziato un identikit degli pneumatici italiani ancora peggiore rispetto a quello già preoccupante dello scorso anno.

RISULTATI DELUDENTI – Immaginiamo vorrete sapere cosa ha riscontrato la Polstrada, e bene, ecco lo scenario allarmante: sono stati controllati pneumatici lisci, moltissimi visibilmente danneggiati; non omologati e non omogenei per asse, dai non conformi alla carta di circolazione a quelli invernali in periodo estivo. Gli pneumatici lisci (cioè con battistrada inferiore a 1,6 mm) sono saliti al 5,63% del campione, in crescita del 2,6% rispetto allo scorso anno e più che raddoppiati rispetto al 2013, quando erano a quota 2,7%. Campania e Molise sono le regioni con i voti più bassi; Caserta, Imperia e Napoli le provincie meno virtuose. I più bravi sono a Venezia, dove nessuna automobile è stata “beccata” con pneumatici lisci, poi Pordenone (0,75%) e Viterbo (0,80%). Non va meglio sugli pneumatici visibilmente danneggiati, il 3,83% del campione (in leggera flessione rispetto alla campagna 2014), con Basilicata, Lazio e Friuli sul podio delle peggiori. A Pordenone, Genova e Caserta i guidatori meno scrupolosi.

SEMPRE PEGGIO – Non finisce qui! Per i pneumatici non omologati, bocciatura per la Liguria (5,01%) seguita dal Lazio con il 3,59%. Il 10,26% delle infrazioni è stato registrato a Genova e il dato così elevato nel capoluogo ha insospettito gli uomini della Polizia Stradale e portato al sequestro di pneumatici non omologati in arrivo ai porti liguri. Gli pneumatici non omogenei sono stati catalogati in due categorie: per marche o modelli diversi sullo stesso asse o per tipologia (due invernali e due estivi), una sorta di equipaggiamento misto presente nel 3,41 % dei casi (a Potenza la casistica sfiora l'11%). Quelli non conformi alla carta di circolazione sono scesi al 2,85% (-0,51% rispetto al 2014) con maglia nera al Lazio: 4,85%. Al contrario, a Benevento, Salerno e Pesaro Urbino non si arriva all'1%! Capitolo pneumatici invernali: nelle Marche, in Basilicata e nel Lazio, quasi un automobilista su tre, nelle prime due regioni, e il 15,82% nella terza, non hanno smontato gli pneumatici invernali il cui obbligo è scaduto ad aprile e aveva la tolleranza di un mese. Addirittura, considerato il 17,24% di invernali ancora montati, i due terzi di essi erano con le “tre montagnette”, ovvero quelli per condizioni invernali severe (se volete un confronto, qui i risultati di “Vacanze Sicure 2014). In conclusione, è emerso un altro dato preoccupante, che non riguarda gli pneumatici: il dato dei veicoli non revisionati è purtroppo salito dal 5,68% del 2014 al 7,09% del 2015. Le regioni peggiori, in merito, sono Campania/Molise 8,94%, Basilicata 8,70% e Friuli con il 6,96%. Secondo Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, “la crisi globale si rispecchia nel nostro settore e impone una sorta di selezione all'automobilista, riguardo gli interventi da effettuare. Non credo che manchi la consapevolezza dell'importanza degli pneumatici ma, piuttosto, manca la possibilità economica d'intervenire”. A tal proposito Bertolotti ha nuovamente sollecitato il legislatore a consentire la deduzione fiscale delle spese per “manutenzione e acquisto di prodotti che favoriscano la sicurezza stradale”, come avviene già per le ristrutturazioni edilizie o i serramenti a risparmio energetico.

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