Uber ferma i test di guida autonoma: auto distrutte in un incidente

L'incidente con la Volvo di Uber nei test USA della guida autonoma getta un'ombra sulla capacità decisionale dell'intelligenza artificiale

27 marzo 2017 - 10:49

Gli interrogativi che riguardano le auto a guida autonoma sono ancora tanti per riuscire a capire quale possa esserne la diffusione e, soprattutto, in quali tempi. Tutti i Costruttori sono ben consci dei vantaggi che tali sistemi potrebbero portare sulle strade pubbliche (leggi quali vantaggi può garantire un parco auto completamente a guida autonoma), ma il periodo di transizione che porta alla piena adozione di questi software è un cammino lungo e costellato di incidenti, come la realtà dei fatti ha evidenziato ancora una volta. Sotto investigazione è una delle auto di Uber, una Volvo XC90, che non sarebbe riuscita ad evitare una collisione.

AGGIORNAMENTO DEL 28 MARZO 2017 Secondo quanto riportano i colleghi di Reuters il colosso americano Uber avrebbe nuovamente ripreso i test su strada delle Volvo a guida semi-autonoma. Dopo alcuni giorni di indagini la Polizia ha ufficializzato che la colpa dell'incidente non è da attribuire all'auto di Uber: al momento dell'impatto era in modalità di guida semi-autonoma, ma è stato il conducente umano dell'altra auto coinvolta a non aver dato la precedenza.

L'INCIDENTE Uber ha avviato una serie di test nella cittadina di Tempe, in Arizona, sulle strade della quale circolano della Volvo XC90 a guida semi-autonoma. Queste non sono completamente sprovviste di conducente ma hanno sempre a bordo un driver che possa garantire la sicurezza, anche se vengono lasciate agire in autonomia per la maggior parte del tempo. Una di queste auto è stata recentemente coinvolta in un incidente, che ha cominciato ad evidenziare qualche potenziale limite di questo sistema, almeno considerando lo stato attuale della tecnologia e delle infrastrutture.

L'INVESTIGAZIONE La dinamica dell'incidente è tutta ancora da chiarire ed è sotto investigazione, ma pare che l'auto di Uber fosse nel giusto: secondo quanto riportato da una tv locale un'auto condotta da un automobilista umano non avrebbe rispettato la precedenza ed avrebbe colpito la Volvo sul fianco, portandola a ribaltarsi sul lato opposto a quello dell'urto. Nessuno dei due driver si è ferito in modo grave in questo evento, ma un dato fondamentale è che nell'auto di Uber, come specificato da uno stesso portavoce dell'azienda, non era presente alcun passeggero (leggi di come una Tesla sia riuscita ad evitare l'impatto contro un camion che ha compiuto una manovra azzardata). Le Volvo di Uber non condurranno più test fino a quando non saranno chiarite le cause dell'incidente.

SISTEMI ANCORA DA TESTARE Che ci siano ancora dei grossi interrogativi sulla guida autonoma è un dato di fatto. Basti pensare che esistono situazioni su strada che possono andare ben oltre gli schemi e gli algoritmi inseriti nell'intelligenza artificiale posta al comando, le quali richiedono decisioni razionali e pensate (leggi di come un cliente Tesla mostra che l'Autopilot sia tutto fuorchè sicuro). Un driver umano non ha di certo la vista a 360 gradi che può avere un apparato di sensori, ma potrebbe evitare l'impatto con una manovra d'emergenza o anticipata e conservativa: nel caso particolare dell'incidente in oggetto un conducente umano avrebbe potuto frenare preventivamente. Questa, comunque, è una delle motivazioni che spingono le aziende a mantenere ancora dei conducenti umani a sorveglianza dell'operato, i quali sono incaricati di prendere il controllo del veicolo almeno una volta ogni 1.3 km circa.

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