L'Autopilot Tesla è più sicuro? Un cliente dimostra il contrario

Il video girato da un cliente è inquietante: la Tesla guidata dall'Autopilot ha molte indecisioni e il guidatore si deve salvare

22 marzo 2017 - 23:16

Il dibattito intorno alla guida autonoma non accenna, ovviamente, a placarsi: la tecnologia è ancor nuova e le discussioni sono quindi molto accese e “libera”, dato che di fatti concreti ad oggi ce ne sono pochi. In questa galassia ribollente non passa certo inosservata la stella-Tesla dato che è stata una delle prime a introdurre degli automatismi di guida. La strada dell'Autopilot e dell'Autosteer è stata irta di difficoltà (leggi delle indagini sulla sicurezza dell'Autopilot anche in Europa) ma alla fine è arrivata l'approvazione di NHTSA. La versione 2 dell'Autopilot, basata su un nuovo hardware, sembra però piuttosto bisognosa di messa punto, almeno nella guida notturna: il video di un automobilista evidenzia infatti varie indecisioni e manovre ritardate.

SALTO GENERAZIONALE La Casa guidata dal dinamico Elon Musk ha non soltanto ha iniziato presto a sviluppare l'autonomia delle sua auto ma si è persino concessa il “lusso” di un cambio di tecnologia in corsa. La rottura con Mobileye, anche in seguito al tragico incidente di maggio, ha portato ad un parallelo mutamento dell'hardware dedicato all'Autopilot (leggi del nuovo Autopilot che sarà più caro e non per tutti). Si sapeva che all'inizio le funzionalità della versione 2 sarebbero state aggiornate step by step, via Internet e in modalità Over the Air, e in effetti, come riportato da Teslarati, i proprietari hanno visto la loro auto imparare nuove funzioni gradualmente. Il processo non sembra però liscio come l'olio, come testimoniato dal video che potrete vedere qui sotto.

AUTOSTEER DA RIVEDERE La testimonianza di Gary su Teslarati, raccolta all'inizio di gennaio, parlava di un rapido raggiungimento delle funzioni del Forward collision warning e dell'Adaptive cruise control mentre Autosteer era ancora in fase Beta e funzionava a bassa velocità ma si è poi “normalizzato”. Il video più sopra, postato da Scott pochi giorni fa, evidenzia invece una tenuta della corsia tutt'altro che perfetta, sia durante curve appena accennate sia durante svolte più strette. La cosa particolare è che in almeno un paio di occasioni il sistema si accorgeva dell'errore e invitava il guidatore a impugnare il volante, in quella che sembrava una dichiarazione d'impotenza: capisco che sto sbagliando ma non riesco a correggermi.

Altri filmati, ripresi nelle ore diurne, testimoniavano di un funzionamento fluido e sicuro anche in mezzo al traffico. Sembra quasi che di notte e con pochi riferimenti (la strada percorsa da Scott era deserta) l'Autopilot soffra della mancanza di “punti salienti”, come le altre auto e la segnaletica.

MESSA A PUNTO “DISTRIBUITA” Diversi analisti pensano che Tesla abbia un ottimo posizionamento nella corsa alla guida autonoma perché le sue automobili hanno totalizzato centinaia di milioni di km e anche se soltanto una piccola parte di essi è stata percorsa con l'Autosteer inserito, il totale rimane comunque ben più alto di qualsiasi competitor. Ogni Tesla invia una grande quantità di preziosi dati e questi contribuiscono a definire meglio gli algoritmi dell'Autopilot. Quando si devono testare le nuove release del software esso viene scaricato ma funziona in Shadow Mode, ossia è attivo ma non prende il controllo e in questo modo viene rifinito prima dell'attivazione grazie ad un lavorio collettivo. La transizione al nuovo hardware (leggi del progetto di Panasonic di fornire a Tesla anche i sensori) e la conseguente revisione del software sembrano essere molto impegnative per Tesla, che non a caso ha messo a capo dell'Autopilot uno degli uomini di punta di Apple. In ogni caso, ad onta della sicurezza del sistema, la cui certificazione da parte di NHTSA ha indotto un'assicurazione USA a fare sconti a chi ha una Tesla, sembra proprio che l'Autopilot abbia ancora bisogno di macinare parecchia strada: chissà gli altri a che punto sono? In ogni caso pensiamo che la comunicazione di Tesla dovrebbe essere più cauta nel dare il prefisso “Auto” a dei meccanismi che sembrano non sapersela cavare molto bene da soli e dovrebbe inibirne l'uso fino a quando essi non sono più che collaudati.

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