Test ADAS 2018: l'AEB in difficoltà con bici e scooter

Il TCS mette alla prova i sistemi ADAS di 5 auto e il test rivela che bici e scooter a volte spariscono dai radar

6 giugno 2018 - 17:52

L'evoluzione dei sistemi di sicurezza e soprattutto di assistenza alla guida sta facendo passi da gigante, ma nuovi test del TCS dimostrano che non si può mai abbassare la guardia e che anche le intelligenze artificiali non sono a prova di errori. Gli incidenti provocati dalla guida autonoma a cui abbiamo assistito negli ultimi tempi ci hanno messo in guardia sulle auto-robot (qui gli ultimi aggiornamenti sullo scontro fatale di Tempe), mentre le ultime preoccupanti novità riguardano gli ADAS e in particolare i radar che controllano la velocità, la distanza e la frenata di emergenza. Ormai disponibili sulle auto di nuova generazione, soprattutto se di segmento premium, questi sistemi sono stati considerati sicuri e quindi commerciabili, ma il TCS evidenzia alcune loro difficoltà. Presi in esame cinque modelli di auto Audi, Mitsubishi, Mercedes, Volkswagen e Volvo, nessuno di questi è riuscito ad evitare la collisione con veicoli a due ruote sottolineando i rischi esistenti per ciclisti e motociclisti.

IL COMPORTAMENTO DELLO SCOOTER Come ben sappiamo, solitamente moto e biciclette viaggiano ai lati della carreggiata proprio per non occuparla e creare problemi di traffico oltre che di sicurezza: questo è uno dei punti che mette più in difficoltà i sistemi delle auto testate (vedi anche i test del TCS su tre sistemi di frenata d'emergenza). Nei diversi tentativi effettuati tutti i modelli sono riusciti ad individuare il veicolo a due ruote quando questo era posizionato al centro di una strada dritta ed hanno reagito avvisando il conducente e frenando nella maniera corretta. I primi problemi sono nati su tratti in curva: il veicolo è stato prima riconosciuto e poi perso di vista, inoltre alcuni sistemi hanno individuato più a lungo uno scooter più a lungo rispetto ad una bicicletta (probabilmente per le dimensioni) ma in tutti i casi è dovuto intervenire il conducente per evitare l'impatto.

VEICOLO FERMO, ANCORA PIÙ PERICOLOSO Facendo ulteriori tentativi ponendo come ostacolo uno scooter fermo sulla carreggiata e non in movimento, i sistemi e i loro radar si sono rivelati ancor più inefficienti. Nello specifico, i modelli Audi e Volkswagen, appartenenti alla stessa famiglia, hanno proseguito nella loro marcia come se niente fosse non considerando il veicolo presente sul percorso. Al contrario il Mercedes-Benz Collision Prevention Assist ha riconosciuto le due ruote al centro della carreggiata reagendo con segnali acustici e frenata d'emergenza, ma non è intervenuto in alcun modo nel caso di uno scooter fermo ai lati della strada. Di tutta risposta Mercedes ha affermato che il suo sistema è concepito per evitare frenate “azzardate” e per mantenere la fluidità del traffico, ma è evidente che non sia questo il caso e di conseguenza non può essere considerato sicuro e preventivo, almeno per i centauri. I test su Mitsubishi hanno ottenuto più o meno lo stesso risultato: lo scooter è stato individuato solo quando si trovava al centro della carreggiata, l'auto ha prodotto degli allarmi acustici ma senza intervenire con la frenata d'emergenza. Male anche Volvo che della sicurezza fa sempre il suo punto forte (come dimostra anche questo video del suo AEB), ma in questo caso il sistema della Casa svedese si è mostrato inefficace perché non ha mai frenato nonostante avesse riconosciuto il veicolo a due ruote sia al centro che ai lati della strada.

AFFIDABILI MA NON TROPPO Alla luce dei risultati dei test, il Touring Club Svizzero sottolinea come i moderni sistemi di assistenza non siano ancora abbastanza pronti ad affrontare situazioni che fanno parte della nostra vita quotidiana da automobilisti. In contesti normali e prevedibili gli ADAS sono in grado di evitare incidenti, ma appena salta qualche piccolo parametro ecco che creano dei rischi per la nostra vita. Lo stesso TCS ci mette quindi in guardia: la guida autonoma è ancora ben lontana e le Case automobilistiche, così ci aveva ricordato Tesla per il suo Autopilot, sono sempre pronte a rimettere tutta la responsabilità verso il conducente, che deve essere sempre attento e pronto ad interpretare i segnali dell'auto. In conclusione: mani sul volante e occhi sulla strada, non è ancora possibile fidarsi ciecamente del proprio veicolo.

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