Tesla guarda al mercato indiano e sfrutta il "suo? fotovoltaico

Elon Musk "mette il naso? in un affare con il Governo indiano, che va oltre l'automobile. Dopo tutto, se l'auto non tira, l'energia sì

25 settembre 2015 - 15:27

Il “boss” della Tesla ha in programma un incontro importante con il primo Ministro indiano Narendra Modi, che si trova in questi giorni in Usa, per parlare sì di automobili, ma soprattutto di energia, in previsione di un ampliamento della rete elettrica di origine fotovoltaica in India. Musk sa bene che dalla Powerwall può ottenere un grande ritorno, primo fra tutti l'entrata in affari con un Paese che potrebbe favorire l'attività di Tesla a 360°.

QUESTIONE DI LOGICA – Delle capacità imprenditoriali del “comandante” di Tesla nessuno ha dubbi, né tanto meno della sua furbizia e del suo intuito. Quando questa notizia è saltata fuori, tutti hanno pensato che l'interesse di Musk fosse per il mercato indiano dell'automobile. In realtà il manager in questione sa benissimo che questo mercato, che fino a qualche tempo fa era desiderio di conquista per ogni marchio, è difficile da vivere e soprattutto muta di condizioni di giorno in giorno. Ha i suoi storici protagonisti che lo conoscono da sempre e che sono capaci di saziarlo, soddisfando una richiesta piuttosto limitata. Ad ogni modo, secondo quanto riportato Livemint.com, lo stesso primo ministro Modi avrebbe intenzione di chiedere a Musk l'apertura di 4-5 concessionarie in India (probabilmente a Mumbai, Delhi, Chandigarh e Bangalore) per avviare una distribuzione Tesla della capacità di 10.000 -12.000 unità all'anno.

SPAZIO ALA POWERWALL – Il vero affare di Musk in questa vicenda è un altro e il “boss” vuole proporlo in un certo modo, che “suona” più o meno così: la collaborazione tra Tesla Energy e India potrebbe condurre alla soluzione di un problema di grande rilevanza, quello dello sfruttamento 24 ore su 24 dell'energia di origine fotovoltaica in India. Così Musk ha intenzione di mostrare a Modi le potenzialità del dispositivo Powerwall, una batteria domestica che si carica sfruttando l'energia elettrica generata da pannelli solari, oppure immagazzinandola dalla rete elettrica nelle ore in cui costa meno – quindi di notte – e permette poi di utilizzarla di giorno o quando costa di più. Powerwall è formata da una batteria ricaricabile a ioni di litio capace di soddisfare autonomamente l'intero fabbisogno energetico di una normale abitazione. Le batterie domestiche Powerwall sono alte più di un metro, sono larghe 86 centimetri, hanno uno spessore di quasi 20 centimetri e pesano circa 100 chili. Il Powerwall è disponibile nelle varianti da 7 kWh e da 10 kWh, adatte rispettivamente per l'utilizzo giornaliero e per quello meno continuativo. Costa un minimo di 3.000 dollari e viene proposto con garanzia di 10 anni, ma nella cifra d'acquisto non sono compresi l'installazione, l'inverter ed i pannelli solari.

IL PROGETTO – Dunque, sembra proprio che Elon Musk sia in possesso di un elemento valido al piano proposto dal Governo Modi, che prevede la diffusione dei pannelli fotovoltaici sul tetto delle abitazioni. Il progetto che Tesla sta cercando di fare suo prevede di aggiungere 100mila MegaWatt di energia ricavata dal fotovoltaico entro il 2022, con il ricorso a sistemi di stoccaggio per singole abitazioni o per impianti più ampi; operazione che consentirebbe di conservare l'energia nei momenti critici della giornata, ovvero di notte o quando il meteo è più “agitato”, togliendo luce e ostacolando la distribuzione dell'energia stessa.  Sembra che le due parti si siano già confrontate, preparando un discorso in fase avanzata durante l'incontro; probabilmente non discuteranno delle modalità di impiego, piuttosto restrittive e già canalizzate, ma il Governo indiano vorrà un prezzo di favore per un'operazione che a Tesla porterebbe ben altri guadagni oltre a quelli puramente economici.

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