Strade e ponti crollano: l'utile Anas 2014 suona come una beffa

Anas, bilancio 2014: utile di 17,6 milioni di euro. Intanto, le infrastrutture in Italia cedono

20 aprile 2015 - 9:00

Anas ancora in utile. È subito il caso di dire che non c'è proprio nulla da festeggiare, visto il momento drammatico per l'Anas, coi continui incredibili cedimenti infrastrutturali, specie nelle Madonie in Sicilia. Comunque, dice il presidente Pietro Ciucci, “a sette anni consecutivi Anas chiude il bilancio in utile. A tale risultato ha contribuito in maniera determinante la politica di contenimento dei costi di gestione perseguita dall'Azienda, in linea con la normativa in materia di spending review. Peraltro, tale risultato è già al netto della quota di versamento dovuto allo Stato a fronte della riduzione dei consumi intermedi e tiene conto altresì dell'effetto negativo, quantificabile in 13,5 milioni di euro, determinato dalla svalutazione dei crediti, prevista dal decreto legge sblocca Italia per i canoni relativi agli accessi sulla rete Anas non riscossi al 31 dicembre 2014”.

QUANTI SOLDI – Il consiglio di amministrazione di Anas ha infatti approvato il progetto di bilancio dell'esercizio 2014, che chiude con un utile di 17,6 milioni di euro, in significativo miglioramento rispetto al bilancio 2013 (che si era chiuso con un utile di oltre 3 milioni). Anche il bilancio 2014, in linea con quanto fatto negli ultimi due anni, è stato redatto nella logica dell'integrazione fra l'informativa economico-finanziaria e quella di sostenibilità. “Attualmente la società – ha proseguito Ciucci – è fortemente impegnata nel dare attuazione nei tempi più brevi al Piano ordinario e straordinario di investimenti deciso dalle autorità di governo per colmare il gap infrastrutturale del nostro Paese con i partner europei e per favorire il superamento della crisi. Anche nel 2014 Anas si è confermata tra le prime stazioni appaltanti d'Italia, come risulta dai dati ufficiali Cresme. Gli investimenti in nuove opere e in interventi di manutenzione straordinaria nel corso del 2014 sono stati pari a 2.140 milioni di euro. Nel 2014 sono state portate a termine 26 opere con la conseguente apertura al traffico di 130 km di strade e autostrade per un investimento di oltre 3 miliardi di euro”.

QUALI INVESTIMENTI – L'Anas ha investito nella manutenzione straordinaria sugli oltre 25.000 km di rete di propria competenza, sulla quale si contano oltre 11.000 ponti e viadotti e 1.200 gallerie, che in buona parte sono risalenti a prima degli anni 70 e hanno, quindi, raggiunto o superato la vita utile di progetto. Particolare rilievo assume in tale quadro il programma di manutenzione straordinaria di ponti viadotti gallerie che ha ricevuto dal governo e dal parlamento tre stanziamenti in 12 mesi, per quasi 1 miliardo di euro e che consente di realizzare circa 600 interventi distribuiti sull'intero territorio nazionale, in parte già avviati o ultimati. Alla data del 31 dicembre 2014 i lavori in esecuzione per nuove opere ammontano a circa 8 miliardi di euro e riguardano 78 cantieri lungo i principali itinerari del Paese. Per quanto riguarda, in particolare, la nuova Salerno-Reggio Calabria, ad oggi sono stati realizzati 355 km. È attualmente in corso la gara per la realizzazione del tratto tra il viadotto Stupino e Altilia per 6 km, finanziato dalla legge stabilità 2014.

QUALCHE DUBBIO… – Il lavoro dell'Anas nell'attuazione del piano ordinario e straordinario di investimenti deciso dal governo continuerà nei prossimi anni, come dimostrano i significativi stanziamenti per la realizzazione di opere di sua competenza per quasi 5,8 miliardi di euro, che consentiranno di avviare entro il 2015 circa 50 cantieri per nuove opere, per alcune delle quali le relative gare sono già in corso. Pur tuttavia, di fronte a un utile così forte nel 2014, e per il settimo anno consecutivo, qualche considerazione va fatta, alla luce dei crolli infrastrutturali, dei cedimenti di ponti e viadotti: è stato fatto tutto il possibile per prevenire questi guai? Gli investimenti sono stati all'altezza della situazione? Un utile inferiore, a fronte di ponti e viadotti che non crollano, e di strade che non cedono, non avrebbe portato un miglioramento dell'immagine di Anas? Va anche detto che gli investimenti (in nuove opere o in manutenzione straordinaria) non dipendono da Anas: o sono soldi che lo Stato “gira” all'Anas (nuove opere o piani straordinari di manutenzione come i 300 cantieri del decreto del fare del 2013) o sono proventi dei sovracanoni sui pedaggi autostradali (hanno sostituito il finanziamento statale sulla manutenzione, quindi di fatto è un nuovo balzello per gli utenti che prendono le autostrade a pagamento). L'Anas tuttavia può tagliare sui costi. Che, alla luce del fatto che tutti i dirigenti prendono il bonus di risultato, potrebbe essere quantomeno migliorabile. Sullo sfondo, c'è il pedaggiamento delle autostrade Anas, avviato da Tremonti nell'estate 2010 e rimasto congelato.

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