Stanchezza alla guida: sedili e cinture intelligenti avvertono quando fermarsi

Il progetto Harken punta ad utilizzare biosensori nei tessuti di sedili e cinture di sicurezza per prevenire la stanchezza del guidatore

16 luglio 2015 - 9:00

Come è noto, tra le infinite cause che provocano incidenti stradali c'è la stanchezza del guidatore, che, mettendosi alla guida stressato e magari con poche ore di sonno, va incontro a degli errori o a dei cali di concentrazione che lo portano a perdere il controllo dell'automobile o a fare errate valutazioni, letali per tutti i componenti a bordo e per il prossimo. Molti ricercatori utilizzano l'integrazione delle tecnologie mediche avanzate nelle automobili per contribuire a risolvere il problema.

I PROTAGONISTI – Parte da questo stato della situazione il progetto Harken che è sostenuto da università e aziende europee del settore, tra cui l'Instituto de Biomecanica di Valencia in Spagna, l'Università del Regno Unito di Manchester, il coordinatore del progetto Borgstena Group Portugal specializzato nel settore tessile, il produttore portoghese di biosensori Plux e lo specialista tedesco di cinture di sicurezza Alatex. Dunque, si tratta di una forte concentrazione di rappresentanti europei, a testimonianza del fatto che questa problematica è di natura globale e le statistiche che la esplicano sono, ovunque, preoccupanti.

A PROPOSITO DI STATISTICHE – Se in certi casi sono le parole a spiegare meglio le motivazioni di uno studio, di una ricerca, in altri crediamo sia corretto affidarsi alle statistiche, che con i dati rappresentano il quadro chiaro e delineato per il quale si decide di operare. Detto ciò, siamo rimasti colpiti da alcune informazioni, dal momento che nello studio si legge che l'affaticamento del guidatore (e non solo! Ecco cosa si studia per bloccare chi si mette alla guida da ubriaco) è all'origine fino al 35% degli incidenti gravi nell'Unione Europea, che si traduce secondo la ricerca del forum “eSafety Ue” in più di 7.000 decessi all'anno. Il danno economico causato da incidenti stradali nell'Unione Europea è stimato dal forum tra i 10 e i 15,6 miliardi di euro all'anno. Probabilmente c'è poco da aggiungere, i numeri parlano chiaro e la volontà di aiutare la casistica a diminuire non è solo dei singoli Stati, ma in questo caso, della comunità europea.

UNA SOLUZIONE A BREVE TEMPO – I ricercatori del progetto Harken si sono mossi grazie ad un finanziamento dell'Unione Europea e hanno sviluppato un sedile e una cintura di sicurezza che, grazie all'uso dei cosiddetti tessuti “intelligenti”, sono in grado di misurare attraverso sensori incorporati la frequenza cardiaca e la respirazione (l'auto fa rima con tecnologia e sicurezza!). Il battito cardiaco è infatti un forte indicatore di attenzione e concentrazione, mentre la respirazione profonda e lenta indica uno stato di rilassamento o di riposo. “Si tratta di una soluzione funzionale per scoprire se il conducente è stanco – ha detto David Bailey, professore di strategia industriale della Aston University di Birmingham – molto utile per evitare incidenti e lesioni alle persone causati da chi si addormenta durante la guida su lunghe distanze”. Al momento il consorzio Harken sta lavorando su prototipi, in una fase avanzata di sperimentazione, ma renderà disponibili i prodotti da utilizzare nelle auto e nei truck entro due o tre anni, con la speranza che questo tipo di tecnologia diventi obbligatoria in ogni veicolo europeo in un prossimo futuro, speriamo non troppo lontano.

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