Arriva DADSS, l'etilometro integrato che blocca l'auto se bevi troppo

La NHTSA, insieme a molte case automobilistiche, sta studiando un sistema che rileva il tasso alcolemico e, se necessario, impedisce l'uso del veicolo

9 giugno 2015 - 18:18

La guida in stato di ebrezza è una delle principali cause di incidente stradale e la sua prevenzione e repressione assorbono risorse ingenti, per non parlare delle sofferenze e dei lutti causati dai sinistri. Mai come in questo caso prevenire è meglio e in effetti il DADSS dovrebbe riuscire a impedire la guida pericolosa: vediamo di cosa si tratta.

ENTI PER LA SICUREZZA E CASE AUTO ALLEATI – La poco pronunciabile sigla DADSS è un acronimo che si sviluppa così: Driver Alcohol Detection System for Safety. Il “sistema per il rilevamento dell'alcool per la sicurezza” è un dispositivo e insieme un programma di ricerca che ha come attori principali l'NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) e l'Automotive Coalition for Traffic Safety (ACTS), un'associazione che rappresenta 17 case automobilistiche, fra le quali (ne citiamo solo alcune per brevità) FCA, Jaguar LandRover, Mercedes, BMW, Ford e GM. Lo scopo è valutare e sviluppare tecnologie di rilevamento del tasso alcolemico (Blood Alcohol Concentration, BAC) del guidatore per evitare che i veicoli vengano guidati da persone con un BAC superiore al limite legale dell'alcool nel sangue, che negli USA è fissato in ragione dello 0,08 %. Sin dalla sua nascita il programma DADSS è stato, e continua ad essere, orientato allo sviluppo di contromisure su base volontaria (non-regulatory, quindi) allo scopo di ridurre l'incidenza della guida in stato di ebrezza.

UN PROGETTO CHE SI SVILUPPA GRADUALMENTE – Lo scopo è quello di esplorare la fattibilità, i potenziali benefici e le sfide associati alla diffusione di una tecnologia che, installata a bordo dei veicoli (leggi come funziona Syl, una soluzione italiana), possa evitare la guida nelle condizioni alterate provocate dall'alcool (abbiamo visto come anche bere poca acqua possa minare le capacità del guidatore). Ricordiamo come la misura precisa del tasso alcolemico sia non soltanto complicata ma anche gravida di liti e implicazioni legali, con, ad esempio, questioni riguardanti la taratura e la validità legale delle misure. Il programma di ricerca è iniziato nel 2008 con l'obiettivo di valutare l'efficacia e la fattibilità delle tecnologie che misurano il tasso alcolemico. Sono state previste tre fasi ed il programma è attualmente in fase II, con la fase III in pianificazione. La Fase I, completata nel 2011, è servita per valutare due diversi approcci tecnologici per misurare l'alcol: uno finalizzato alla misurazione dell'alcool nei tessuti (attivato quindi dal tocco di una superficie sensibile) mentre l'altro ha valutato la misura tramite il respiro; in ogni caso erano richiesti velocità, accuratezza e precisione. La Fase II sta conducendo ulteriori test su sensori touch-based e breath based per migliorare precisione, accuratezza e diminuire il tempo di misurazione in modo da soddisfare o superare le specifiche fissate per il DADSS.

COSA SUCCEDEREBBE ALL'ESTERO? – I prototipi saranno quindi installati in un veicolo di ricerca e l'intera fase dovrebbe essere completata all'inizio del 2016. La Fase III, condotta in parallelo alla II, permetterà un ulteriore affinamento della tecnologia e della strumentazione di test così come lo svolgimento di ricerca di base è applicata per capire l'interazione umana con i sensori, dal punto di vista sia fisiologico sia ergonomico. Il sistema DADSS, per poter essere installato diffusamente nel parco veicoli, deve chiaramente dimostrare di essere accurato, discreto e preciso, funzionare senza soluzione di continuità e non “mettersi di traverso” nei confronti del guidatore sobrio. Il limite dello 0,08% è valido in tutti gli stati che compongono gli USA: cosa succederebbe se un'automobile dotata del DADSS percorresse strade di paesi con limiti legali diversi? Crediamo che la risposta possa essere: nulla, dato che la tecnologia potrebbe aiutare molto. Basterebbe un semplice GPS (e magari un collegamento alla Rete per avere dati sempre aggiornati) per informare il sistema che ci si trova in un altro Stato e che le soglie di blocco devono essere adeguate.

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