ZF: la guida autonoma potrà prevenire il mal d’auto

La ricerca ZF sulla guida autonoma sta studiando una soluzione con sensori biometrici per anticipare il mal d’auto e impedire il sopraggiungere della chinetosi

16 luglio 2019 - 8:52

Un giorno non troppo lontano la guida autonoma si sostituirà al guidatore in carne e ossa e come per tante altre situazioni tipiche di guida, la chinetosi è uno dei focus della ricerca di ZF. Se oggi chi soffre il mal d’auto può chiedere al conducente di cambiare stile di guida, in futuro la guida autonoma dovrà adattarsi ai passeggeri. ZF infatti sta studiando una soluzione con sensori che captano lo stato fisico dei passeggeri per individuare i primi sintomi della chinetosi. Vediamo come.

COS’E’ LA CHINETOSI

La chinetosi è causata da una discrepanza nella percezione: il labirinto all’interno dell’orecchio sente un movimento che non è confermato dagli altri sensi quali la vista. Questo accade più frequentemente quando un passeggero è concentrato su uno schermo o su un libro. In questa situazione, il corpo umano risponde con una reazione che per molti versi è simile alla risposta a un avvelenamento. I sintomi spaziano da un leggero senso di malessere al mal d’auto acuto.

I SEGNALI CHE LANCIA IL MAL D’AUTO

In parecchi studi, i ricercatori di ZF e SNNU (Systems Neuroscience & Neurotechnology Unit della Saarland University) hanno analizzato i marker fisiologici che mostrano da parte degli individui la più alta correlazione possibile con la percezione soggettiva di chinetosi. Hanno anche esaminato come questa sia correlata alla dinamica di guida del veicolo. “Il nostro veicolo di ricerca sulla chinetosi ci consente, grazie al contributo di una piattaforma computerizzata ad alte prestazioni, di registrare il gran numero di dati di misura fisiologici, dati da telecamere e misure relative alla dinamica di guida. Parallelamente, il veicolo serve da piattaforma per lo sviluppo e la validazione di algoritmi”, spiega Florian Dauth, responsible in ZF Advanced Technology Development.

I TEST ZF SULLA CHINETOSI

In oltre 10.000 chilometri, il team di ricercatori ha raccolto oltre 50.000 gigabyte di marker fisiologici nel sistema nervoso centrale e in quello autonomo, sotto forma di dati termografici, immagini e dati di guida dinamici. In questo settore, ciò rappresenta un’esclusiva e multimodale sorgente di dati relativamente alla chinetosi. “Ci aiuta ad applicare un procedimento scientifico all’obiettivo di comprendere il fenomeno della chinetosi, ed è al tempo stesso una base per rappresentare gli algoritmi basati su Intelligenza Artificiale”, afferma Dauth nello spiegare il processo di sviluppo.

UN ALGORITMO CHE “STUDIA” I PASSGGERI

Ognuno reagisce in modo diverso ai movimenti del veicolo e possiede un senso individuale del comfort di guida. ZF ha sviluppato un algoritmo basato su Intelligenza Artificiale che apprende le reazioni fisiche di ogni passeggero. “La sfida è sviluppare un sistema compatibile con il contesto automotive che, nei vari step evolutivi, consenta di rivelare la chinetosi senza contatto fisico. Vediamo questa come informazione fondamentale per conoscere pienamente il fenomeno molto individuale della chinetosi”, afferma Dautch. Il guidatore – o successivamente il sistema di controllo che fa funzionare il veicolo automatizzato – può così identificare in fase iniziale se, ad esempio, un bambino posto sul sedile posteriore sta iniziando a sentirsi male, e può adattare le caratteristiche di guida di conseguenza.

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