Von der Leyen spinge per la guida autonoma in UE: “Ridurrebbe incidenti pedoni del 90%”
Guida autonoma: il presidente della Commissione UE ha evidenziato la necessità di trasformare l'eccellenza scientifica europea in innovazione industriale
Guida autonoma: il presidente della Commissione UE ha evidenziato la necessità di trasformare l'eccellenza scientifica europea in innovazione industriale
Intervenendo al WinWin Brussels Summit, il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha rilanciato il tema dell’innovazione tecnologica e della mobilità del futuro, ponendo l’accento sullo sviluppo dei veicoli a guida autonoma nel mercato UE. Secondo il leader dell’Esecutivo comunitario, l’intelligenza artificiale applicata ai trasporti rappresenta una straordinaria opportunità per la crescita economica e per la sicurezza stradale, col potenziale di ridurre gli incidenti che coinvolgono i pedoni di oltre il 90%.
GUIDA AUTONOMA E STATISTICHE SUI SINISTRI: LA DISCUSSIONE È APERTA
Prima di approfondire le intenzioni lodevoli dell’UE, qualche parola sulla statistica citata: -90% di sinistri che coinvolgono i pedoni grazie alla guida autonoma (di massimo livello). Qual è la fonte?
La spiegazione più plausibile è che la percentuale citata dalla presidente della Commissione europea derivi dai risultati delle sperimentazioni e delle analisi statistiche sui veicoli autonomi Waymo, in particolare dallo studio che ha rilevato una riduzione del 92% degli incidenti con lesioni ai pedoni nel 2025.
Una cautela documentale, però, è necessaria: nel suo intervento al WinWin Brussels Summit von der Leyen non ha citato esplicitamente Waymo né ha indicato lo studio. Il dato riguarda uno specifico sistema e determinate condizioni operative.
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Il primo elemento critico riguarda la frammentarietà e la non omogeneità dei dati. Le metriche di sicurezza spesso derivano da aree geografiche limitate, condizioni meteo ideali e infrastrutture altamente mappate. Traslare queste percentuali sul parco circolante globale e su strade complesse o deteriorate rischia di fornire un quadro distorto.
Esiste poi un problema di trasparenza nei campioni di test. Molti studi confrontano i chilometri percorsi dai veicoli autonomi con la media degli automobilisti umani, senza però isolare fattori cruciali come l’orario di guida, l’esperienza del guidatore o il tipo di percorso (autostrada contro centri urbani caotici).
Pesa la mancanza di uno standard di rendicontazione indipendente. La maggior parte delle statistiche viene fornita direttamente dalle aziende sviluppatrici o estratta da sperimentazioni con contatori differenti tra costruttori.
Senza database pubblici condivisi e verificati da terzi neutrali, valutare l’effettivo tasso di riduzione dei sinistri rimane un’operazione complessa e opinabile. Tralasciando i discorsi sulle colpe e i risarcimenti in caso di incidente.
La situazione è così complessa e delicata che c’è la paralisi normativa continentale perfino sulla guida assistita evoluta, col conducente pronto a intervenire: vedi la questione Tesla proprio in UE.

SERVONO NORME SEMPLICI
Ed eccoci al progetto ambizioso UE. Per raggiungere questo obiettivo ambizioso, la Commissione intende rimuovere le barriere burocratiche che attualmente frammentano il mercato comunitario. Oggi se un’azienda intende sperimentare o commercializzare un sistema di guida autonoma si scontra con una complessa stratificazione di normative nazionali differenti, rallentando i tempi di commercializzazione e penalizzando la competitività delle startup.
L’idea del leader UE prevede l’introduzione di un’unica procedura di omologazione e autorizzazione valida in tutti gli Stati membri. In base a questo nuovo approccio, una volta che una tecnologia legata ai veicoli autonomi ottiene il via libera ufficiale in un Paese dell’Unione, le imprese la implementeranno in tutto il territorio comunitario senza affrontare oneri burocratici o prescrizioni difformi.
Questo sistema mira a creare un mercato interno omogeneo fin dal primo giorno di attività, offrendo agli innovatori UE la scala e la certezza giuridica necessarie per competere nel mondo.
INCENTIVI PER LE TECNOLOGIE VERDI
Accanto ai trasporti intelligenti, von der Leyen ha ribadito che urgono riforme strutturali come il regime societario “EU Inc.” e il sostegno ai finanziamenti per la transizione verde e digitale. Solo attraverso una decisa semplificazione normativa e un accesso facilitato ai capitali di rischio, l’Europa potrà confermarsi protagonista automotive, proteggendo al contempo le proprie ambizioni industriali e sociali per i prossimi decenni.