Volkswagen come Tesla: V2X e ADAS on demand anche sulle auto usate

Dalla nuova Golf 8 gli ADAS si potranno attivare anche sulle auto usate, Volkswagen sempre più simile a Tesla con guida semi autonoma, V2X e aggiornamenti OTA

29 ottobre 2019 - 10:00

La Golf 8 è arrivata e potremmo chiamarla una cyber version della popolarissima 2 volumi grazie agli aggiornamenti OTA e la comunicazione V2X di serie. La Golf, icona dell’automobilismo grazie ai 35 milioni di esemplari venduti in tutto il globo, porta al mass-market soluzioni finora viste solo sulle elitarie Tesla. Citiamo i link V2X (Vehicle to X, ossia verso utenti e infrastrutture della strada) e gli aggiornamenti OTA anche per gli ADAS. Ci chiediamo: la Golf 8 ha la connessione V2X e gli ADAS on demand in tutte le versioni? Sembra proprio di si, le fonti ufficiali ne parlano senza distinguere fra i vari modelli e quindi siamo in presenza di un salto tecnologico notevole. Prendiamo gli aggiornamenti Over-The-Air: Ford li ha per il Sync 3 già dal 2017 ma non si estendono alle funzioni dell’automobile.

IL V2X UNIVERSALE

Quale protocollo viene usato da Volkswagen per la connettività V2X della Golf 8? A Wolfsburg hanno optato per lo standard WLANp, regolamentato dalle norme IEEE 802.11p e al centro di una contesa tecnico-commerciale con il 5G della telefonia. Le connessioni V2X basate sulle reti cellulari 5G sono già in fase sperimentale ma Volkswagen ha scelto il WLANp per diverse ragioni. Le espone Thomas Biehle, Director of Cooperative Security and Electronic Processes di Volkswagen. Secondo Biehle ”la tecnologia 5G-V2X è in fase di standardizzazione e quindi oggi non si può sapere se soddisferà i requisiti delle applicazioni di sicurezza”. Volkswagen vuole però rendere i trasporti più sicuri da subito, sfruttando le capacità del networked driving basato sul protocollo standardizzato WLANp. Le frequenze sono state assegnate globalmente e tecnologia, standard e funzioni sono stati testati e validati dai produttori sia di veicoli sia delle infrastrutture.

RETI AUTOMATICHE

Thomas Biehle non ha preclusioni: “se l’introduzione del 5G apre possibilità aggiorneremo la tecnologia. Ma il WLANp ci fa iniziare subito e così impariamo dall’esperienza”. La portata del 802.11p (parente del Wi-Fi) è 150 m in città e 800 m su strade extraurbane e autostrade; il segnale si propaga a 360°. Veicoli e infrastrutture sono nodi di una rete che si crea automaticamente e l’informazione si propaga con “balzi” da un nodo all’altro. Si può trasmettere la notizia di un mezzo di soccorso che si avvicina o di un pedone che attraversa la strada anche se è nascosto. Queste reti non hanno un controller centrale e i dati, a differenza delle reti mobili, non sono archiviati, a vantaggio di privacy e security. La Golf 8 si connette alla rete 4G LTE grazie alla Online Connectivity Unit dotata di eSIM con funzioni simili a quella universale adottata da FCA.

OTA E ADAS ON DEMAND

Essa implementa l’ormai obbligatoria eCall e permette di aggiornare il sistema via OTA e aggiungere funzioni anche sulle auto usate. Questa possibilità, già usata da Tesla, viene chiamata Functions on demand e usa il servizio We Upgrade. Ma quali sono i serizi e gli ADAS on demand da attivare successivamente, anche sulle auto usate? Abbiamo Cruise control adattativo, Light Assist automatico abbaglianti, navigazione, App-Connect collegata alle app dello smartphone, App-Connect Wireless per iPhone, Hotspot WLAN e comando vocale. Il “We” compare anche nei pacchetti di servizi We Connect, We Connect Plus e We Connect Fleet, pensato per le flotte. Fra i servizi citiamo il controllo remoto di porte e posizione, pianificazione del service, del climatizzatore e dell’ora della partenza (solo per le ibride). La Golf 8 riconosce i guidatori e applica le regolazioni personali; esse possono andare sul cloud per arrivare ad un’altra Golf.

GUIDA SEMI AUTONOMA E ALEXA

Ci chiediamo ora: a quale livello di guida autonoma arriva la Golf 8? Si può rispondere: piuttosto elevato! Il Travel Assist permette infatti di guidare in autostrada fino a 210 km/h senza che il guidatore debba sterzare, accelerare o frenare attivamente. Troviamo il riconoscimento dei segnali, frenata automatica con riconoscimento di pedoni e ciclisti, Lane Assist e l’assistente alla svolta a sinistra. A proposito di guida autonoma: al guidatore basta sfiorare il volante per confermare la sua presenza grazie a sensibili sensori capacitivi. Il posto guida è definito “digitalizzato” per la presenza dei 2 grandi display Innovision e di diversi controlli implementati con superfici touch. I fari Matrix, con 22 LED in ogni proiettore, si adattano automaticamente alle condizioni di visibilità e alle auto che arrivano in senso opposto. Rimarchevole è l’integrazione nativa con l’assistente Alexa, utilizzabile per servizi connessi, la domotica remota e per ricerche di ogni tipo.

MOLTI IBRIDI MA NON L’ELETTRICA

Fra le novità della meccanica spiccano nuovi motori diesel pulitissimi, versioni a Metano e molti ibridi, sia Mild a 48 volt sia Plug-In. Le versioni più potenti, compresa la GTE, sono quelle PHEV che hanno batterie da 13 kWh, mentre il pianale MQB è rimasto praticamente invariato. Non c’è una versione elettrica (la e-Golf infatti è sparita): Volkswagen assegna al marchio I.D. le versioni BEV e questo è logico. Visti i modelli diversi di vendita e assistenza rispetto alle auto con gli ICE appare sensato creare marchi (e probabilmente reti) differenti.

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