Guida autonoma: il test dell’Autopilot su Tesla Model S

Euro NCAP mette alla prova i sistemi di assistenza alla guida della Tesla Model S. Ecco come si comporta in situazioni di emergenza l’Autopilot nel test

12 aprile 2019 - 11:48

L’Autopilot Tesla è uno dei sistemi più discussi degli ultimi anni, è stato bloccato e poi riabilitato. In alcuni Paesi anche vietato. Euro NCAP ha messo alla prova quanto realmente è autonomo l’Autopilot della Tesla Model S in una situazione di emergenza. Nel video qui sotto, messo alle strette in situazioni tipicamente urbane l’Autopilot mostra qualche limite. In tutte le altre prove si mostra affidabile, e questo è un rischio secondo Euro NCAP per la percezione del guidatore verso il sistema Autopilot.

L’AUTOPILOT ORA HA DUE LIVELLI

L’Autopilot Tesla nasce per sostituire totalmente il conducente alla guida e risolvere tutte le criticità legate all’errore umano. Ma questo obiettivo ha ben presto presentato i limiti di un sistema non ancora maturo. Nel tempo è stato aggiornato, bloccato, riabilitato e testato. Al punto che definirlo semplicemente Autopilot può indurre confusione, poiché il sistema disponibile anche sulla Tesla Model 3 si è sdoppiato. C’è una parte che si occupa della guida assistita (l’Autopilot che gestisce sterzo e freni sostanzialmente). Mentre una versione più evoluta di Guida totalmente autonoma parcheggia anche l’auto da sola e la riporta al proprietario con un clic.

IL RISCHIO DI FIDARSI TROPPO E’ ALTO

Euro NCAP ha messo alla prova la versione semi- autonoma dell’Autopilot, anche se non siamo in grado di dirvi quale release. Guardando il video sotto ci si rende conto come il sistema di assistenza alla guida sia tra i più riusciti rispetto a quelli delle altre Case. Questo però, oltre ai limiti emersi nei test di Cut-in e Cut-out, espone al rischio che i guidatore si fidi troppo del sistema. Per rispettare l’obbligo di tenere le mani sul volante Tesla ha abilitato la funzione “one-strike-you-are-out”. Significa che se il guidatore non mette le mani sul volante, l’Autopilot si disabilita per tutta la durata del viaggio. Ecco come si comporta realmente il sistema di assistenza alla guida Tesla nei test Euro NCAP.

NELLE PROVE LONGITUDINALI E’ PROMOSSA

Finché l’auto si trova nei contesti di guida autostradali ed extraurbani testati da Euro NCAP l’Autopilot dimostra di poter intervenire efficacemente in situazioni di emergenza. Quando infatti l’Adaptive Cruise Control è impostato a 50, 80 o 130 km/h, il complesso sistema di telecamere individua sempre l’auto ferma davanti. L’AEB si attiva senza richiedere alcun intervento al conducente. La stessa efficacia è verificata se davanti alla Tesla si trova un’auto in panne che procede a bassa velocità. Nelle varie prove a 20vs100 km/h, 60vs130 km/h e 50vs55 km/h con la Tesla sempre più veloce dell’altra auto, l’Autopilot interviene in modo risolutivo.

NON SEMPRE PRONTA AGLI IMPREVISTI

Nei test di Cut-in e Cut-out invece i sistemi di assistenza alla guida Tesla mostrano i loro limiti, come molte altre auto testate da Euro NCAP. Nel test Cut-in, un’auto più lenta si inserisce davanti alla Tesla Model S e l’AEB è chiamato a intervenire. Quando la differenza di velocità è 10vs50 km/h, il conducente della Tesla riceve solo un warning ed è costretto a sterzare. Se la velocità aumenta (80vs130 km/h) l’AEB interviene correttamente. Più complesso è invece il test del Cut-out, in cui un’auto lenta davanti alla Tesla si sposta all’improvviso e cela un ostacolo fermo davanti. In questi casi nonostante la miriade di sensori e telecamere (la Model S ne ha più di tutte le auto) se la differenza di velocità è 80vs90 km/h parte solo il warning di impatto. Invece a velocità più basse (50vs70km/h) il sistema di assistenza Autopilot ha il tempo utile per accorgersi dell’auto ferma.

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