Auto in panne: nel 60% la guida autonoma di livello 2 non le riconosce

La guida autonoma di livello 2 può illudere i guidatori col vizio di distrarsi: nei test emergono criticità con le auto in panne non riconosciute e colpite a 40 km/h

7 agosto 2020 - 11:05

La guida autonoma di livello 2 è lo standard attualmente riconosciuto dalle autorità. Da numerosi test però continuano ad emergere tutti i limiti di una tecnologia lontana da poter sostituire il conducente, neppure per brevi istanti. È quanto emerge da un report della fondazione AAA che ha confrontato i sistemi di assistenza alla guida su 5 auto con guida autonoma di livello 2. Tra le lacune più preoccupanti, in 2 test su 3 le auto a guida autonoma non riconoscono un’auto in panne ferma sulla strada. Ecco cosa è venuto fuori dai test sui sistemi di guida semiautonoma.

AUTO CON GUIDA AUTONOMA DI LIVELLO 2

Investire dei soldi per un sistema ADAS di assistenza alla guida migliora sempre la sicurezza? Secondo un’indagine dell’IIHS non sempre si può evitare un incidente. A riprova del fatto che la tecnologia attuale non può sostituirsi al guidatore c’è un rapporto dell’AAA Foundation for Traffic Safety. Secondo i ricercatori i sistemi di guida semi autonoma sono migliorati di poco negli ultimi 2 anni, rispetto a un test precedente. Per arrivare a questa conclusione, sono state analizzate 5 auto (BMW X7 2019, Cadillac CT6 2019, Ford Edge 2019, Kia Telluride 2020 e Subaru Outback 2020). Ogni auto equipaggiata con il suo sistema di assistenza alla guida (rispettivamente Active Driving Assistant Professional, Super Cruise, Co-Pilot 360, Highway Driving Assist, EyeSight) è stata testata per circa 6400 km.

GUIDATORI DISTRATTI A RISCHIO SULLE AUTO CON GUIDA SEMI AUTONOMA

Gli esperti dell’AAA ricordano che i sistemi di assistenza alla guida non sono fatti per sostituire il conducente. Lo fanno anche i Costruttori, interpellati dall’ente con gli esiti dei test alla mano, tuttavia, la percezione dei clienti è fondamentale alla diffusione della guida autonoma. “Le persone hanno meno probabilità di impegnarsi davvero a capire come funzionano i sistemi“, ha spiegato Greg Brannon, direttore dell’ingegneria automobilistica di AAA. “Questo presume che funzionino. Potrebbe essere un presupposto davvero pericoloso”. Nei test di guida semi autonoma invece le auto hanno richiesto l’intervento del conducente in media ogni 13 km. Una necessità consolidata per Bmw, GM e Subaru: il conducente non può premere un pulsante e distrarsi dalla guida come è emerso nei test.

I PROBLEMI DELLE AUTO CON GUIDA AUTONOMA DI LIVELLO 2

I problemi riscontrati più frequentemente nei test di guida autonoma di livello 2 riguardano la capacità di restare all’interno della carreggiata. “I sistemi che combinano il controllo dell’acceleratore, freno e sterzo, spesso smettono di funzionare con poco preavviso per i conducenti” afferma l’AAA. La cosa più preoccupante è che circa due terzi delle volte le auto in prova colpiscono l’auto in panne messa di proposito sul margine della strada a 40 km/h. Un altro problema riguarda anche il modo con cui l’auto comunica con il conducente, che cambia da un modello all’altro. Un resoconto che dovrebbe spingere i Costruttori a migliorare le funzioni dei sistemi di assistenza quando vengono trasferiti da un modello al successivo. Secondo l’AAA, invece, i miglioramenti, a parte per quei sistemi in fase di sviluppo (vedi Autopilot Tesla e Super Cruise di General Motors) sembrerebbero piuttosto lenti.

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