Auto a guida autonoma sotto torchio in Cina: niente omologazione senza test sicurezza
Vetture senza conducente: Pechino consentirà alle Case di immetterle sul mercato solo dopo un severo collaudo. Intanto, l'UE osserva e prende appunti
Vetture senza conducente: Pechino consentirà alle Case di immetterle sul mercato solo dopo un severo collaudo. Intanto, l'UE osserva e prende appunti
La Cina dice basta alle auto a guida autonoma esteticamente affascinanti ma non sicure al 100%. Il ministero dell’Industria della Repubblica Popolare inasprirà i criteri di omologazione: le Case potranno immettere sul mercato i prodotti solo dopo test sulla sicurezza stradale ancora più severi. Il motivo? Troppi incidenti, anche di una certa gravità, dovuti alle macchine robot. Si avverte tuttora l’esigenza di un conducente in carne e ossa: privato con patente normale per i milioni di vetture circolanti, o con licenze specifiche quando si tratta di mezzi versione taxi.
AUTO A GUIDA AUTONOMA: GIRO DI VITE CINESE
L’obiettivo rientra in un progetto di ampio respiro: la Cina punta a una qualità superiore dell’industria dei veicoli intelligenti a nuove energie (NEV) durante il periodo del Quindicesimo Piano Quinquennale, che includono le elettriche BEV e le ibride plug-in PHEV.
Che si tratti di auto a guida assistita evoluta o a guida autonoma, comunque le probabilità di sinistro vanno ridotte quanto più possibile. Così da proteggere i consumatori e portare maggiore ordine nella concorrenza di mercato.
La concorrenza irrazionale (più quantità e meno qualità), con la corsa al ribasso dei prezzi delle auto, rimane un problema principale per l’industria cinese. Il MIIT rafforzerà l’orientamento della pianificazione, i controlli sulla capacità e la gestione dei listini, promuovendo l’autodisciplina del settore per frenare la concorrenza di tipo involutivo. E anche le vetture a guida autonoma sono ricomprese nello sterminato oceano di veicoli sotto osservazione. È un secondo passo importante, dopo quello sulle infrazioni stradali.
PURE LE BATTERIE NEL MIRINO
Sul fronte dei prodotti, i regolatori sosterranno le aziende nel miglioramento delle prestazioni a basse temperature e della durata delle batterie di alimentazione, oltre alla sicurezza e all’affidabilità dei sistemi di guida autonoma.
La Cina farà avanzare con costanza anche i progetti pilota di accesso al mercato e di test su strada per i veicoli intelligenti connessi, insieme ai piloti di integrazione veicolo-strada-cloud.
Le misure di supporto includono il proseguimento dei programmi di permuta dei veicoli e gli sforzi per promuovere i NEV nelle aree rurali, affrontando al contempo le carenze nelle infrastrutture di ricarica e cambio batteria a livello di contea. Il target è fornire stazioni di ricarica in ogni contea e colonnine di ricarica in ogni comune.
L’industria cinese dei NEV è cresciuta con vendite annuali salite da 1,367 milioni a 16,49 milioni in cinque anni. La Cina rappresenta ora oltre il 70% della produzione globale di NEV, batterie di alimentazione e materiali chiave.

GUIDA AUTONOMA E SICUREZZA STRADALE: COME LA CINA INFLUENZA L’UE
La strategia adottata da Pechino segna un punto di svolta destinato a riflettersi direttamente sul mercato globale e, in particolare, sull’Unione Europea. Con una produzione che copre oltre il 70% dei veicoli a nuove energie, il rigore normativo (anche per altri àmbiti, come quello delle maniglie retrattili) e i test di omologazione più severi imposti dal governo cinese stabiliscono di fatto un nuovo standard industriale minimo.
Per i costruttori europei, chiamati a competere sia sul suolo asiatico sia in patria contro l’avanzata dei brand cinesi, l’innalzamento dell’asticella sulla sicurezza della guida autonoma implica la necessità di accelerare sugli investimenti in affidabilità e validazione dei software.
L’approccio cinese dimostra come la corsa all’innovazione tecnologica e al ribasso dei prezzi non possa prescindere dalla tutela della sicurezza stradale: una lezione che l’UE, da sempre attenta alla regolamentazione della mobilità, dovrà integrare rapidamente nei propri quadri normativi per evitare di rincorrere le evoluzioni di un mercato dominato dall’Est.