Sicurezza stradale: l'Europa chiude il 2017 con un bilancio negativo

L'ETSC fa il bilancio sulla sicurezza stradale e per il quarto anno di fila non ci sono miglioramenti: +1,6% anche le vittime in Italia

19 giugno 2018 - 15:40

L'Italia non si classifica tra i primi Paesi per la sicurezza stradale e l'Europa mediamente non fa meglio, secondo il bilancio delle vittime da incidenti stradali dell'ETSC (European Transport Safety Council) che conta 500 morti ogni settimana nel Vecchio Continente. Dall'analisi del Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti emerge un'Italia al palo nella corsa per il miglioramento della sicurezza e delle infrastrutture testimoniata da +1,6% di vittime nel 2017. E ora che il Governo si è insediato le istituzioni confidano in un intervento dell'esecutivo che ha si un appunto sui trasporti nel Contratto Lega-M5S ma ben altre patate bollenti da pelare o più urgenti gatte da pelare.

MENO INCIDENTI MA PIU' VITTIME Nel 2017 si contano in Europa 25.250 vittime per incidenti, (che secondo uno studio sarebbero in aumento con l'ora legale, leggi qui perchè) con una riduzione di appena il 2% rispetto all'anno precedente: per raggiungere l'obiettivo comunitario di dimezzamento del numero dei morti nel 2020 rispetto al 2010, sarebbe stato invece necessario un calo medio del 6,7% di decessi sulle strade ogni anno. I dati sono contenuti nel Rapporto presentato oggi da ETSC e diffuso nel nostro Paese dall'ACI, membro del Consiglio Europeo per la Sicurezza Stradale. L'Italia non brilla nell'Unione Europea, (anche se si è impegnata in campagne di sensibilizzazione come quella contro le apnee notturne vedi qui), segnando addirittura un aumento delle vittime dell'1,6% nell'ultimo anno. Lo riporta l'Automobile Club d'Italia.

OGNI SETTIMANA CADONO 2 AEREI SULLE STRADE D'EUROPA “Se due aerei passeggeri cadessero ogni settimana in Europa – afferma Antonio Avenoso, direttore esecutivo ETSC – la risposta pubblica ed istituzionale sarebbe immediata. Di fronte a 500 morti sulle strade ogni sette giorni, i governi devono aumentare i propri sforzi per migliorare in mesi, non in anni, la sicurezza della circolazione. Servono misure urgenti per arginare le principali cause di morte e lesioni gravi, a cominciare dall'eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza, la distrazione e il mancato uso delle cinture di sicurezza”. Stesso tenore nelle parole di Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI: “con il Governo finalmente insediato – dichiara Sticchi Damiani – va rafforzato l'impegno di tutti verso la sicurezza stradale: il nuovo Codice della Strada che sarà presto nell'agenda parlamentare può rappresentare il punto di svolta per una mobilità più responsabile ed efficiente, in linea con le disposizioni annunciate dalla Commissione Europea sui veicoli e sulle infrastrutture”.

L'IMPEGNO DEL NUOVO GOVERNO PER LA SICUREZZA STRADALE Quella della sicurezza stradale è un tema che di Governo in Governo ha finito sempre per ritrovarsi surclassato da impegni più urgenti ma vediamo cosa riporta il Contratto di Governo di recente siglato dall'asse Lega-M5S sulla sicurezza stradale a pagina 45.

È necessario l'aumento delle risorse per il piano nazionale di sicurezza stradale, nonché la verifica dell'efficacia degli interventi attraverso le Regioni. Occorre implementare i controlli con necessarie limitazioni sulle patenti straniere. Occorre prevedere, in aggiunta ai sistemi punitivi (ad esempio, punti patente), un sistema di premialità per chi non commette infrazioni alla guida (ad esempio, sconti sull'assicurazione RC, sconto sul bollo auto).

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