Incidenti per apnee notturne: sei a rischio anche tu?

Non tutti sanno di soffrire di apnee notturne, ACI propone agli automobilisti italiani controlli preventivi per il rilascio della patente

30 maggio 2018 - 10:11

La Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (Osas) è una malattia che porta a dormire male, con disturbi che si ripercuotono per tutta la giornata e diventano pericolosissimi se si manifestano durante la guida. Per questo ACI e la Fondazione Italiana Salute Ambiente e Respiro (FISAR) hanno dato il via alla campagna “Dormi meglio, Guida sveglio” allo scopo di sensibilizzare gli automobilisti italiani ed invitarli ad effettuare controlli preventivi: in molti non sono consapevoli di essere affetti da apnee notturne, e ciò mette a rischio la vita anche di chi non ha questo tipo di problemi. Le delegazioni ACI mettono a disposizione un check-up completo per individuare la presenza di sintomi dell'Osas prima del rilascio della patente, ma non è assolutamente obbligatorio e servirà un'ottima propaganda per raggiungere un numero adeguato di adesioni.

GLI EFFETTI DELL'OSAS  Non solo problemi nel sonno causati da episodi di parziale o prolungata ostruzione delle vie aree, la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno può generare complicazioni anche quando si è svegli. Depressione, mal di testa e altri dolori fisici sono solo alcuni dei sintomi dell'Osas, ma il più rischioso è certamente quello dell'eccessiva sonnolenza diurna. Un automobilista che dorme poco e male è come se fosse ubriaco, ed è possibile che un colpo di sonno lo porti fuori strada mettendo in pericolo la propria vita e quella degli altri; un rischio spesso poco considerato ma molto preoccupante se osserviamo i numeri diffusi per lanciare la campagna “Dormi meglio, guida sveglio”.

UN PROBLEMA COMUNE Guardando i dati rilasciati da ACI e FISAR il problema appare considerevole: l'Osas colpisce oltre 12 milioni di italiani solo nell'età compresa tra i 40 e gli 85 anni, il che equivale a dire metà degli uomini e quasi un quarto delle donne. Il discorso diventa ancor più allarmante se consideriamo che solo il 20% ne è consapevole, per un restante 80% che ogni giorno circola per le nostre strade senza sapere di essere un soggetto involontariamente pericoloso. Da quanto riportano le due associazioni le apnee notturne provocano infatti più di 12.300 incidenti stradali in Italia ogni anno, circa il 7% del totale (175.791), con le conseguenze di più di 12.000 feriti e ben 250 morti; e ricordano inoltre che chiudere gli occhi per 2 secondi a causa di un colpo di sonno, equivale a percorrere senza controllo 28 metri se si va alla velocità di appena 50 km/h. Certamente non possiamo sottovalutare queste statistiche, ma la patente viene comunque rilasciata a tutti senza verificare precedentemente la presenza della sindrome, solo chi ne è già ufficialmente affetto non può più guidare (qui l'approfondimento).

IL RILASCIO DELLA PATENTE La campagna mira quindi a rafforzare i controlli spontanei per sopperire ad un decreto legislativo spesso oggetto di raggiri, da ora in poi presso 1.500 delegazioni ACI in tutta Italia gli automobilisti potranno richiedere il cosiddetto “check-up del sonno”, ossia un breve questionario gratuito e indicativo per rilevare i sintomi dell'OSA prima di sottoporsi alla visita medica obbligatoria per la patente. Se positivi ad un primo esame si potrà procedere con accertamenti approfonditi sfruttando (ovviamente) la convenzione FISAR ma non sono ancora chiari quali sarebbero gli eventuali costi per l'automobilista. Inoltre, la possibilità è che si raccolga un'adesione trppo contenuta perché molti potrebbero voler evitare i controlli pensando: “E se risulto positivo? Non avrò più la patente, meglio evitare”. Purtroppo è un discorso che non andrebbe fatto visto che parliamo di prevenzione e sicurezza stradale, ma non possiamo escludere la possibilità che ciò avvenga. Già in passato altre associazioni si erano dichiarate contrarie alle nuove normative sui colpi di sonno, il tentativo proposto da ACI e FISAR (se gratuito) risulta molto apprezzabile, ma riuscirà a sensibilizzare gli automobilisti o si rivelerà un nuovo “nulla di fatto”? Cercheremo riscontri nei prossimi giorni.

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