Scatola nera: costi e condizioni da non sottovalutare. L'Ania fa chiarezza

Sconti Rca e costi di installazione della black box: l'Associazione delle Assicurazioni ci svela tutti i segreti di questo apparecchio

2 marzo 2015 - 9:00

Nel settore Rca, il disegno legge Concorrenza presentato dal Governo Renzi prevede una serie di regali alle Assicurazioni, con conseguenti lesioni dei diritti degli automobilisti: alla libera scelta del carrozziere, alla cessione di credito, al risarcimento rapido ed equo, a chiamare a testimoniare le persone che hanno assistito al sinistro, all'indennizzo pieno delle lesioni gravi. D'altronde, il ddl è molto simile (se non identico) all'articolo 8 del decreto Destinazione Italia, stroncato dalla commissione Giustizia perché – se mai fosse stato introdotto – avrebbe leso i diritti degli assicurati, portando solo vantaggi alle Compagnie: venne stralciato all'ultimo. Oltre a questo, il ddl spinge a favore della scatola nera, l'apparecchio che registra movimenti dell'auto e dinamiche di eventuali incidenti.

UNA RISPOSTA A OGNI DUBBIO – In linea di massima, la black box può essere preziosissima per definire i sinistri controversi e per abbassare le Rca. Tuttavia, le regole del disegno legge sono un po' fumose (non si capisce bene se sarà un obbligo per le Compagnie o no, se e quanto si pagherà la scatola nera, e poi si parla di sconti significativi che vogliono dire tutto e nulla, con le Assicurazioni che avranno la massima libertà di fissare la tariffa che desiderano). Comunque, abbiamo colto l'occasione per fare domande all'Ania, l'Associazione delle Compagnie, sia sulla scatola nera sia su altri temi scottanti. Ricordiamo che domande e risposte fanno riferimento a come stanno ora le cose, visto che il ddl andrà discusso in Parlamento, e chissà come andrà a finire.

Scatola nera: costi di installazione e disinstallazione, che dicono le leggi?
“Le norme di legge sulla scatola nera sono previste dal primo decreto Monti (articolo 32, decreto legge 1/2012) che ha posto a carico delle Compagnie i costi del dispositivo utilizzato in abbinamento di contratti Rc auto e l'obbligo di effettuare sconti significativi sul premio dei contratti Rc auto stessi. Ad oggi, queste norme non sono pienamente applicabili perché mancano ancora i regolamenti tecnici attuativi necessari per classificare le scatole nere e i servizi assicurativi Rc auto soggetti alla legge stessa. Nonostante l'incertezza collegata a questi ritardi, ci risulta che le Compagnie – come fanno da oltre dieci anni di propria iniziativa – si accollino in misura variabile i costi relativi alla scatola nera, inclusi quelli di installazione e disinstallazione. Inoltre, continuano a praticare sconti rispetto al premio Rc auto che sarebbe applicato in assenza del dispositivo. Gli sconti sono molto variabili a seconda delle offerte delle varie Compagnie. Anche senza l'intervento del legislatore, infatti, la diffusione delle scatole nere in Italia (stima Ania: oltre 3 milioni a fine 2014, più che negli Usa) attesta in modo evidente il successo del modello volontario creato dalle compagnie e dai fornitori di servizi di telematica assicurativa (telematic services provider). Per maggiore chiarezza, si segnala che le norme del decreto Monti riguardano esclusivamente l'assicurazione Rc auto e non gli altri utili servizi assicurativi che possono essere forniti tramite la scatola nera, quali la chiamata automatica/volontaria di emergenza e l'assistenza in caso di incidente o guasto, la localizzazione del veicolo in caso di furto, l'infomobilità, il driver coaching, le indicazioni su garage parcheggi”.

Chi paga i costi legati all'eventuale sostituzione per malfunzionamento o danneggiamento delle scatole nere?
“Per quanto riguarda la sostituzione per malfunzionamento o danneggiamento, queste specifiche situazioni sono disciplinate nei contratti per l'utilizzo della scatola nera tramite un fornitore di servizi telematici (telematic services provider) che l'assicurato stipula insieme al contratto Rc auto e possono variare da Compagnia a Compagnia e da fornitore a fornitore. Ci risulta che, in alcuni casi, siano previste penali, e che una parte di rimborso sia anche a carico del cliente. A volte, sono previste specifiche coperture integrative per tenere del tutto indenni gli assicurati anche in queste eventualità. Per una verifica di dettaglio, si segnala che le condizioni di assicurazione Rc auto in abbinamento con scatola nera sono disponibili sui siti Internet delle Compagnie auto nel Fascicolo informativo Rc auto, che le stesse devono pubblicare per legge”.

Passiamo ad altro: è prevedibile una dematerializzazione del contrassegno assicurativo?
“Sì. Il contrassegno assicurativo cartaceo è destinato a essere dematerializzato e a essere sostituito dal contrassegno telematico, vale a dire dalle informazioni relative all'assicurazione Rc auto dei veicoli registrate nella banca dati della Motorizzazione. Questa banca dati è già consultabile via Internet tramite la targa del veicolo nel Portale dell'automobilista. La dematerializzazione del contrassegno, stabilita dal decreto Monti, dovrà essere completata entro il 18 ottobre 2015. Il processo è tuttora in corso. È stato infatti pubblicato il regolamento di attuazione (decreto ministeriale 110/2013), ma manca ancora la modifica del Codice della strada che consenta l'utilizzo dei dispositivi telematici di controllo a distanza delle targhe automobilistiche (Telepass, Tutor, Ztl, autovelox…) per la specifica verifica della copertura assicurativa nella banca dati della Motorizzazione. Ciò consentirà di intensificare i controlli e di contrastare in modo più efficace la contraffazione dei documenti Rc auto e il fenomeno della evasione assicurativa”.

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