Scandalo consumi Mitsubishi: il rimborso da 3,7 miliardi non basta

Mitsubishi è pronta a rimborsare i clienti ma il Ministero giapponese ha lanciato l'ultimatum e andrà a fondo sulla vicenda dei consumi fasulli

11 maggio 2016 - 9:00

Dopo lo scandalo che ha colpito la Mitsubishi Motor Company in Giappone, in merito alle falsate dichiarazioni sui consumi delle proprie auto (leggi qui il mea culpa fatto da Mitsubishi stessa una volta scoperta la frode), cominciano a delinearsi le somme di quelli che saranno i rimborsi che spetteranno ai clienti. Ci si aspetta anche un risarcimento a Nissan per i danni d'immagine.

LO SCANDALO SUI CONSUMI Mitsubishi ha confessato alle autorità di aver alterato i dati sui consumi delle proprie auto da praticamente un quarto di secolo a questa parte, e questo ha cominciato ad innescare una serie di eventi che porteranno il brand giapponese nell'occhio del ciclone. La casa stessa ha dichiarato che i dati sui consumi, o meglio i test di validazione di questi dati, sono stati alterati a partire dal 1991: sono 625.000 circa le microcar, costruite da metà 2013 in poi, che sono finite sotto esame, così come anche 468.000 le unità prodotte in collaborazione con Nissan. Tutte le auto attualmente sotto esame sono state vendute esclusivamente in Giappone, e ne è stata bloccata sia la produzione che, ovviamente, la vendita stessa.

COSA SPINGE A BARARE In un settore come quello automotive, nel quale i Costruttori si danno battaglia sul filo del centesimo di litro in più o in meno sui consumi, e nel quale l'utente finale è sempre più attento ai costi di esercizio della propria auto, dichiarare dei consumi più bassi può dare un boost non indifferente alle vendite. Mitsubishi ha fatto esattamente questo: ha alterato i test di validazione, non rispettando le variazioni imposte dal governo giapponese nel 1991 per meglio simulare la guida cittadina. Questo ha permesso di dichiarare dei consumi nettamente minori rispetto alla realtà (di valori compresi tra il 5% ed il 10%) e, soprattutto, rispetto a Nissan, con la quale ha prodotto in collaborazione la Dayz. Intanto il governo del Giappone ha deciso di cominciare a controllare la validità dei test effettuati da tutte le case automobilistiche presenti sul territorio.

QUANTO COSTERA' A MITSUBISHI Il crollo del titolo di Mitsubishi in borsa, che ha fatto registrare un -15%, ha tagliato il suo valore di mercato di 6,6 miliardi di dollari e gli esborsi non finiranno qui: il Costruttore dovrà non solo rimborsare tutti i proprietari delle auto incriminate di un valore pari alla differenza maturata tra il consumo reale e quello dichiarato – circa 166.000 yen ad auto, 1.518 dollari circa – ma presumibilmente dovrà risarcire anche Nissan di un danno d'immagine per un totale che ammonterebbe a 3,7 miliardi di dollari. L'analista di JP Morgan, Akira Kishimoto, ha stimato che a Mitsubishi questo scandalo costerà orientativamente 457 milioni di dollari ed ha aggiunto che “oltre ai costi dello scandalo, gli effetti secondari sulle vendite nel mondo si faranno sentire”. Che sia una specie di dieselgate asiatico (leggi qui di Mitsubishi che imbroglia come Volkswagen)?

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