Risarcimento danni da incidente: in arrivo le clausole vessatorie

Le compagnie difendono la libertà contrattuale, ma eclissano il diritto degli assicurati: in caso di incidente, ci sarebbe un risarcimento inferiore

16 febbraio 2016 - 10:00

Si fa durissima la lotta al Senato, dov'è in discussione il Disegno legge Concorrenza (vedi qui), che riformerà anche la Rc auto. Le lobby delle assicurazioni vedono premiati i loro sforzi, ed ecco alcuni emendamenti che sarebbero rivoluzionari per i risarcimenti, decurtandoli: un guaio per le vittime della strada, e un bel regalo per le compagnie, che potrebbe incrementare i loro profitti, già giganteschi.

POCHE PAROLE – Una rivoluzione, in una legge, si fa anche con pochissime parole. Stavolta, si fa riferimento il diritto al  risarcimento integrale delle lesioni fisiche “fatta salva la libertà contrattuale”. Qui sta la novità: fatta salva la libertà contrattuale. Gli emendamenti 3.40, 3.41, 3.44, 3.45 sono rischiosissimi: l'automobilista potrebbe firmare contratti con clausole vessatorie. Che per magia diventano legali. Come si fa inserire la formula della “libertà contrattuale” se qualsiasi contratto fra assicurazione e cliente deve prevedere per forza quella libertà?

QUAL È IL PERICOLO – A fronte di (ipotetici e tutti da dimostrare) sconti, l'assicurato rischi di sottoscrivere clausole vessatorie. Inserite perché le compagnie avranno libertà contrattuale. Alla fine, il danneggiato, per contratto firmato da lui, si ritrova con un risarcimento decurtato. È ovvio che l'automobilista non è obbligato a firmare quel contratto con quelle clausole (ci mancherebbe), ma quanti assicurati vanno a leggere per bene tutte le clausole di tutti i contratti Rca proposti dall'assicuratore? E quanti capiscono appieno un contratto Rca complicatissimo e articolatissimo come quello Rca?

QUESTIONE GIORNI – Ma le assicurazioni sono insaziabili. Ed ecco precisi e puntuali arrivare in Senato altri emendamenti che ledono pesantemente i diritti dei danneggiati, favorendo le compagnie. Parliamo degli emendamenti 10.12 e 10.13, che modificano l'articolo 2947 del Codice civile: pongono un termine di 90 giorni per la proposizione dell'azione di risarcimento del danno. Non lo rispetti? Niente indennizzo. In compenso, l'emendamento 10.8 (seconda formulazione) introduce la facoltà per l'assicuratore di vietare al danneggiato di fargli causa, dilatando di altri 60 giorni il termine previsto per legge, portandolo a 120 giorni. Se un Disegno legge del genere diverrà realtà, servirà coraggio per definirlo Ddl Concorrenza, a favore dei cittadini e del libero mercato (vedi qui). Ci dobbiamo aspettare anche questo dalla vecchia politica italiana?

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