Richiamo Airbag Takata: controlla online se la tua auto è sicura

Il mega richiamo degli airbag Takata ha raggiunto proporzioni epocali. Tutti i veicoli sono stati identificati ed è possibile ricercarli online

22 giugno 2015 - 15:00

La vicenda del mega richiamo degli airbag Takata negli Stati Uniti ha raggiunto proporzioni epocali e finalmente sono stati identificati tutti i VIN, i numeri di telaio, dei veicoli potenzialmente affetti da malfunzionamenti agli airbag. Questo ha permesso di istituire un portale di ricerca dove gli automobilisti possono assicurarsi se la loro auto è coinvolta del mega richiamo di airbag. Vediamo come.

VERIFICA ONLINE SE L'AIRBAG E' SICURO – La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l'agenzia governativa nordamericana preposta a vigilare e garantire la sicurezza su strade e autostrade, ha ottenuto l'identificazione di ogni singola automobile equipaggiata con i sistemi di sicurezza della casa giapponese Takata (leggi l'ultimo aggiornamento del richiamo Toyota e Nissan). Il produttore nipponico rifornisce da anni le principali case automobilistiche internazionali di una infinità di componenti e dispositivi elettronici, molti dei quali preposti alla sicurezza attiva, proprio come gli airbag incriminati. I brand coinvolti nel colossale richiamo sono 11 e si è stimato che le vetture da far rientrare in officina, per la sostituzione dei componenti difettosi e il ripristino delle funzionalità compromesse, sono oltre 34 milioni soltanto negli USA. Questo fiume di automobili è stato adesso identificato, la NHTSA ha aggiornato tempestivamente una banca dati con cui ogni utente può verificare se la propria vettura rientra nel richiamo. E' quindi sufficiente digitare qui il numero di telaio per scoprire in pochi istanti se la nostra auto è sicura o se stringiamo tra le mani un volante potenzialmente letale! Lo scorso anno le automobili sottoposte a richiami tecnici hanno superato il numero di vetture richiamate negli ultimi trent'anni; un fenomeno in preoccupante crescita per il quale l'Ente governativo americano ha inoltre istituito un nuovo sito web, Recalls Spotlight, per diffondere notizie e costanti aggiornamenti per gli utenti riguardo il tema dei richiami.

MILIONI DI AUTO A RISCHIO – Per chi non avesse seguito nel dettaglio la vicenda degli airbag Takata e la sua evoluzione nel corso degli ultimi mesi, si è scoperto che il propellente contenuto negli airbag, necessario per assicurare il gonfiaggio repentino del “pallone”, tende a deteriorarsi e a non funzionare come previsto. Il rischio, in caso di apertura di un airbag difettoso è quello che questo esploda con estrema violenza e, al pari di una granata, sparare nell'abitacolo frammenti metallici e di plastica. Inoltre sono stati registrati casi di apertura accidentale dei dispositivi per conducente e passeggero con conseguenze che è facile immaginare. Una minaccia da non sottovalutare e che ha già mietuto delle vittime. La NHTSA ha riportato che sono attribuite agli airbag difettosi sette decessi e oltre cento ferimenti, non solo sulle strade americane ma nel Mondo. Il problema infatti non riguarda soltanto le vetture vendute negli Stati Uniti ma è esteso globalmente. Alcune delle Case costruttrici interessate e toccate dal fenomeno hanno prontamente avviato, già dallo scorso anno, campagne internazionali di richiamo come ad esempio BMW, Toyota, Nissan e Honda, quest'ultima la più colpita dai malfunzionamenti e dagli incidenti più gravi. In settimana, secondo una nota diffusa dal Detroit News, si riuniranno attorno a un tavolo la Commissione Commercio del Senato USA, il Dipartimento dei Trasporti, gli esperti di NHTSA e i rappresentanti dei marchi automobilistici per discutere e programmare l'ingente e, speriamo, definitivo richiamo del Takata-Gate.

CONTROLLATE LE (POCHE) AUTO ITALIANE – Le auto interessate dai richiami in corso, e da quelli che verranno definiti e decisi nei prossimi giorni, sono prevalentemente modelli prodotti dal 2001 al 2008 di 11 diverse Case costruttrici. A onor del vero numerosi modelli non sono in vendita nel nostro Paese, ma il nostro suggerimento è quello di impiegare qualche minuto per effettuare la verifica del proprio VIN; il numero di telaio si evince rapidamente dalla carta di circolazione della propria automobile, il controllo del codice sul sito vinrcl.savercar.gov è ovviamente gratuito.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

colonnine ricarica ue

Colonnine di ricarica con POS: la proposta del Parlamento UE

Blocco traffico Roma 4 dicembre 2022: orari e deroghe

Ricarica CCS vs NACS: la presa Tesla è “rischiosa” per i Costruttori