Airbag Opel a rischio esplosione: richieste accolte, imposte misure urgenti
Il Tribunale di Torino impone a Opel sei obblighi informativi e assistenziali per la sostituzione degli airbag Takata difettosi e pericolosi
Il Tribunale di Torino impone a Opel sei obblighi informativi e assistenziali per la sostituzione degli airbag Takata difettosi e pericolosi
Ricordate la particolare vicenda airbag Opel a rischio esplosione? Ora, il Tribunale di Torino ha accolto le richieste presentate da Altroconsumo nel ricorso cautelare. Risultato: il costruttore tedesco del Gruppo Stellantis dovrà attivarsi con comunicazioni più chiare, servizi di mobilità alternativi e una campagna informativa nazionale. Infatti, dopo il caso Citroën, il problema riguarda i cuscini potenzialmente difettosi, montati anche su diversi modelli della Casa del Fulmine, tra cui Corsa, Astra, Meriva, Zafira e Mokka. In caso di malfunzionamento, il dispositivo può esplodere e causare lesioni gravi o addirittura mortali. Per questo, il veicolo non deve essere utilizzato fino alla sostituzione dell’airbag.
AIRBAG: IL TRIBUNALE IMPONE A OPEL 6 OBBLIGHI
- Contattare i proprietari delle auto coinvolte nello stop drive e non ancora riparate, spiega l’associazione.
- Spiegare in modo chiaro che l’auto non deve essere usata e non può essere guidata nemmeno per portarla in officina.
- Garantire il trasporto con carro attrezzi a carico dell’azienda.
- Mettere a disposizione, entro 7 giorni dalla richiesta, un’auto sostitutiva o un servizio alternativo come il car sharing.
- Contattare via email o SMS i consumatori già entrati in rapporto con la società e cercare attivamente gli altri tramite PRA, raccomandata o PEC.
- Pubblicare avvisi su quotidiani nazionali e siti di informazione per dare massima visibilità al richiamo.
SE HO UNA DI QUELLE OPEL, COSA FACCIO
Se hai ricevuto una comunicazione di richiamo, se la tua auto rientra nello stop drive (puoi verificare qui) o se stai ancora aspettando la sostituzione dell’airbag, l’associazione dei consumatori spiega è possibile iscriversi all’azione. Potrai scaricare il modulo di reclamo con tutte le istruzioni per farlo.

IL PUNTO CHIAVE: L’AUTO NON SI GUIDA, NEPPURE PER QUALCHE METRO
Va evidenziato a nostro avviso un punto chiave. Se è vero, com’è vero, che l’airbag può causare ferite gravi in caso di incidente, allora l’auto soggetta a richiamo (di qualsiasi marca) non va guidata mai. Spetta alla Casa (ieri Citroën, oggi Opel) contattare un servizio di carro attrezzi (a spese della società) per il recupero del mezzo. D’altra parte, si tratta di un richiamo speciale. Non per la rottura possibile della cinghia (con gravi danni economici), ma con eventuali pesanti ferite a carico degli occupanti: in questo senso, il produttore è sempre stato trasparente. Che poi alla base ci sia un disastro fatto da un colosso giapponese dell’epoca come Takata, coinvolgendo un numero gigantesco di esemplari di numerosissimi marchi di vari Gruppi, questo è un altro discorso: comunque, il costruttore è responsabile. Se ne parla dal 2016, e ancora oggi si è spesso in alto mare.
GLI OBBLIGHI DEGLI AUTOMOBILISTI
Ricordiamo che in Italia, qualora un veicolo risulti interessato da una campagna di richiamo che presenta rischio grave e potenzialmente letale, occorre procedere tempestivamente alla sostituzione del componente difettoso a tutela della propria sicurezza e della salute pubblica contattando al più presto un centro di assistenza ufficiale del costruttore. La mancata sostituzione del dispositivo difettoso comporta un rischio per la sicurezza propria, degli altri occupanti del veicolo e degli utenti della strada. Ai sensi dell’articolo 80 bis commi 2 e 5 del Codice della Strada, dopo due anni dall’avvio della campagna di richiamo con rischio grave, chiunque circoli con un veicolo che non abbia ottemperato all’obbligo di adeguamento dello stesso è soggetto alla sanzione di 173 euro.