Rc auto e omicidio stradale: che farà il governo Renzi?

In pentola bollono la riforma della Rca nel ddl concorrenza, e l'introduzione dell'omicidio stradale

7 aprile 2015 - 10:00

Dopo la pausa pasquale, si torna a discutere di due possibili riforme volute dal governo Renzi nel settore auto: ci riferiamo alla nuova Rc auto nel ddl concorrenza (voluto dal ministero dello Sviluppo economico) e al disegno legge che mira a introdurre il reato di omicidio stradale. Per quanto riguarda il ddl concorrenza, le polemiche sono fortissime. Infatti, se il parlamento darà l'o, all'automobilista verrà imposto di far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime. È la riparazione in forma specifica.

L'OPPOSIZIONE DELLA CARTA DI BOLOGNA – Così, spiegano le sigle della Carta di Bologna (che riunisce fra l'altro Federcarrozzieri, patrocinatori stragiudizionali del Cupsit e Organismo unitario di avvocatura), il danneggiato perderà il diritto al risarcimento del danno al mezzo essendo “obbligato” a ripararlo presso un “riparatore convenzionato”; e non potendo più percepire un risarcimento in denaro in totale stravolgimento dei principi codicistici sull'assicurazione per i danni e della responsabilità civile. Inoltre, il cittadino perderà il diritto di cedere il credito e pertanto, in caso di riparazione presso officina non convenzionata, oltre a non venire risarcito, dovrà comunque anticipare le spese e poi attendere il risarcimento promuovendo necessariamente un giudizio nei confronti dell'assicuratore del civile responsabile.

PERICOLO PER LA SICUREZZA STRADALE – “Il governo Renzi non ha retto alla pressione della lobby delle compagnie – è la denuncia di Davide Galli, presidente Federcarrozzieri, promotore della Carta di Bologna -. Col disegno legge concorrenza, la Rc auto viene rivoluzionata a favore delle imprese. Il risarcimento in forma specifica getta l'automobilista danneggiato fra le braccia del carrozziere convenzionato con le compagnie: questi dovrà lavorare alla manodopera imposta dalle imprese. Una forma di schiavitù. Risultato: auto riparate male e in fretta. Con gravissimo pregiudizio dei diritti degli automobilisti, che non potranno più scegliere liberamente di rivolgersi al carrozziere indipendente. E con effetti devastanti per la sicurezza stradale: auto rimesse in sesto alla bell'e meglio che circoleranno per le nostre strade”.

OMICIDIO STRADALE: MA È UTILE DAVVERO? – Il secondo settore caldo riguarda gli incidenti gravissimi per guida in stato alterato. Con l'attuale articolo 589 del Codice penale, l'omicidio colposo (per imperizia) aggravato da violazione del Codice della strada è punito con la reclusione da due a sette anni. Se la violazione riguarda alcol o droga, si sale a una pena da tre a 10 anni. L'arresto del responsabile è facoltativo. Col ddl sull'omicidio stradale, le pene sono più pesanti, per abbassare il numero di sinistri: scatterà in caso di guida sotto l'effetto di droga e di alcol. Però, se il limite è di mezzo grammo di alcol per litro di sangue, affinché scatti l'omicidio stradale serve almeno un tasso di 0,8 g/l. La commissione giustizia del senato ha introdotto anche l'ipotesi di velocità “esagerata” tra quelle che farebbero scattare il nuovo reato: parliamo del doppio della velocità consentita rispetto al limite. L'omicidio stradale è una di via di mezzo tra l'attuale omicidio colposo aggravato (per imperizia, imprudenza) e l'omicidio volontario (ho bevuto troppo, accettando consapevolmente il rischio di uccidere qualcuno). Tuttavia, secondo l'Associazione vittime della strada, il ddl sull'omicidio stradale “costituisce una riforma inutile, che non recepisce le istanze sociali di giustizia. Con una pena minima di 5 anni per guida in stato psicofisico alterato, e con le attenuanti generiche e le riduzioni di un terzo per il patteggiamento o il rito abbreviato, le pene finali torneranno sotto i 3 anni e così non cambierà nulla, garantendo ai criminali stradali di non andare in carcere”.

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