Impatto ambientale degli pneumatici: nuovi studi svelano tutto sul ciclo vita
Analisi di settore sul ciclo di vita rivelano il peso della fase di utilizzo e i vantaggi legati a riciclo e circolarità: ora tocca ai decisori politici
Analisi di settore sul ciclo di vita rivelano il peso della fase di utilizzo e i vantaggi legati a riciclo e circolarità: ora tocca ai decisori politici
Le prestazioni ambientali di uno pneumatico non possono essere valutate attraverso una sola caratteristica: devono essere considerati lungo l’intero ciclo di vita i materiali, la produzione, nonché la resistenza al rotolamento e il chilometraggio. Ecco perché l’industria europea di settore (Tyres Europe) ha pubblicato tre rapporti che sintetizzano gli studi basati sulla metodologia LCA (Life Cycle Assessment), offrendo un quadro delle gomme per auto e mezzi pesanti, comprese le opzioni di ricostruzione. Condotti da Sphera utilizzando dati medi del comparto, le ricerche esaminano le impronte ecologiche dalla produzione delle materie prime e dei componenti fino al trasporto, all’uso e al fine vita. Sono stati seguiti standard riconosciuti a livello internazionale (come ISO 14040 e ISO 14044) e regole specifiche per gli pneumatici, fornendo un approccio coerente e comparabile. La metodologia e i risultati sono stati poi sottoposti a revisione paritaria indipendente.
PNEUMATICI AUTO: GLI EFFETTI DALLA “CULLA” ALLA “TOMBA”
Per le auto, sotto esame il ciclo vita di uno pneumatico estivo rappresentativo per auto in Europa (misura 205/55 R16). La valutazione, allineata alle regole UL 10006 e basata sul metodo Environmental Footprint 3.0, adotta un approccio “culla-tomba” considerando un’unità funzionale pari a 1.000 km di guida.
I risultati evidenziano che la fase d’uso rappresenta il fattore dominante nella maggior parte delle categorie di impatto ambientale, inclusi i cambiamenti climatici, a causa del consumo di carburante e delle emissioni legate alla resistenza al rotolamento.
La produzione delle materie prime costituisce l’altro principale contributo, influenzato in particolare da gomma sintetica e naturale, nerofumo, silice e resine fenoliche. Le fasi di produzione, distribuzione e fine vita mostrano un’incidenza inferiore. Infine, le analisi di sensibilità confermano che parametri chiave quali la resistenza al rotolamento, il chilometraggio totale e la massa dello pneumatico giocano un ruolo determinante sui risultati complessivi.
GOMME AUTOCARRI: I TEST
Il Life Cycle Assessment commissionato da Tyres Europe a Sphera analizza l’impatto ambientale di due pneumatici autocarro europei rappresentativi (HP e MLP, misura 315/70×22.5). La fase d’uso domina tutti gli indicatori a causa della resistenza al rotolamento e dei consumi di carburante, seguita dalla produzione delle materie prime (nerofumo, acciaio e gomme).
Gli HP mostrano impatti inferiori dall’8% al 27% rispetto ai modelli MLP grazie a una minore resistenza al rotolamento e a una maggiore durata chilometrica. L’analisi conferma la robustezza del modello tramite verifiche di sensibilità.

PNEUMATICI RICOSTRUITI: L’IMPORTANZA PER L’AMBIENTE
Lo studio commissionato da Tyres Europe a Sphera analizza il ciclo di vita degli pneumatici per autocarri, confrontando i prodotti nuovi (High-Performance e Medium-Low Performance) con quelli ricostruiti. La metodologia segue le PCR UL 10006 e il metodo Environmental Footprint 3.0.
I risultati evidenziano che la ricostruzione riduce le emissioni di gas serra del 52% rispetto agli pneumatici nuovi MLP grazie al riuso della carcassa. Tuttavia, la fase d’uso incide per oltre il 90% sul potenziale di riscaldamento globale: l’analisi di break-even mostra che incrementi della resistenza al rotolamento fino al 21% mantengono benefici ambientali positivi. Anche i pneumatici intagliati riducono l’impatto grazie al risparmio di materia prima.
IMPRONTA ECOLOGICA DELLE GOMME: LA PALLA PASSA ALLA POLITICA
I risultati possono contribuire a orientare le discussioni politiche in corso sull’attuazione del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile per i prodotti sostenibili (ESPR). Ma anche sulla ricostruzione, sugli appalti pubblici e sul trattamento degli pneumatici e dei relativi input nell’ambito della politica climatica e industriale UE.