Pneumatici ricostruiti: -8,2 tonnellate di CO2 nel 2020

Gli pneumatici ricostruiti hanno risparmiato alla discarica oltre 18 mila tonnellate di PFU e 21 milioni di litri di petrolio: il bilancio dell’AIRP 2020

10 giugno 2021 - 15:35

La scelta degli pneumatici ricostruiti è sempre più associata al settore del trasporto terrestre e avio. Ciononostante la produzione di gomme ricostruite ha ridotto nel 2020 di 8,2 tonnellate la quantità di emissioni di CO2 equivalenti alla produzione di pneumatici nuovi. Lo afferma l’Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici (AIRP). Ecco i numeri interessanti del bilancio sulla produzione di gomme ricostruite in Italia.

BILANCIO GOMME RICOSTRUITE 2020

L’AIRP spiega che nel 2020 in Italia si sono risparmiati circa 50 milioni di euro grazie all’impiego di pneumatici ricostruiti. Il ricorso alla ricostruzione di pneumatici ha permesso di ridurre i consumi energetici di 21,1 milioni di litri di petrolio e altre materie affini. Ma si è fatto ricorso anche a:

– 15.600 tonnellate di materie prime in meno;

– 18.719 tonnellate di pneumatici usati destinati al recupero o peggio all’ambiente se non smaltiti correttamente;

– 8.268 tonnellate di CO2.

CHI UTILIZZA PNEUMATICI RICOSTRUITI IN ITALIA

E’ quanto emerge dal bilancio ecologico ed economico della ricostruzione di pneumatici in Italia nel 2020 redatto da Airp. “L’uso di pneumatici ricostruiti permette infatti di ottenere vantaggi ambientali, dal momento che nella produzione di uno pneumatico ricostruito si genera un risparmio notevole in termini di energia consumata, di materie prime impiegate e di emissioni di CO2 rispetto alla produzione di pneumatici nuovi. E’ pur vero che negli ultimi anni si è molto assottigliato il risparmio economico delle gomme ricostruite per autoveicoli, rispetto al nuovo.

PREZZO PENAUMATICI RICOSTRUITI VS GOMME NUOVE ECONOMICHE

La quota di mercato degli pneumatici ricostruiti, evidenzia Airp, si è ridotta sia in Europa che in Italia e ciò dipende dalla concomitanza di diversi fattori. Un primo fattore è da rintracciare nel calo delle percorrenze e del traffico merci nel 2020, secondo AIRP. Anche se di fatto le attività produttive, a parte un’iniziale battuta di arresto o limitazioni nelle zone rosse, è proseguita. Altro fattore che ha influito sul calo degli pneumatici ricostruiti – forse quello determinante – è la rinnovata concorrenza sul mercato europeo degli pneumatici nuovi a basso costo. Su alcuni di questi però il commento dell’AIRP è lapidario “hanno una qualità tale da non poter essere sottoposti a ricostruzione (a fine vita, ndr)”.

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