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Dazi UE su pneumatici cinesi: tariffe fino al 45%, le aziende coinvolte
La Commissione Europea ha adottato dazi UE sugli pneumatici cinesi per combattere pratiche commerciali sleali e proteggere il mercato
La Commissione Europea ha adottato dazi UE sugli pneumatici cinesi per combattere pratiche commerciali sleali e proteggere il mercato
La Commissione Europea ha imposto dazi antidumping definitivi sulle importazioni di pneumatici nuovi provenienti dalla Cina. Pubblicati il 7 luglio 2026 nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, i provvedimenti entrano in vigore oggi 8 luglio e non hanno effetto retroattivo. Si applicano ai pneumatici per autovetture, veicoli commerciali leggeri e autobus con indice di carico non superiore a 121 e raggiungono un massimo del 45,3%. Le misure mirano a contrastare l’importazione a prezzi sleali che ha danneggiato i produttori europei.
DUE INDAGINI PARALLELE
L’UE ha condotto due procedimenti distinti sullo stesso prodotto. L’indagine antidumping (caso AD733), avviata a maggio 2025 sulla base di una denuncia presentata dalla Coalition Against Unfair Tyre Imports, si è conclusa con l’adozione dei dazi definitivi. Parallelamente, l’indagine anti-sovvenzioni iniziata a novembre dell’anno scorso non ha portato all’imposizione di dazi provvisori: la Commissione ha deciso di non applicarli per il momento, pur continuando il procedimento per verificare eventuali sovvenzioni pubbliche cinesi. Questa separazione consente di affrontare in modo specifico le diverse distorsioni del mercato, con l’antidumping che si concentra sui margini di dumping accertati.
LE TARIFFE E LE AZIENDE COINVOLTE
Le aliquote definitive variano in base al grado di cooperazione delle imprese cinesi durante l’indagine. Il gruppo Hankook, le cui entità cinesi sono state esaminate individualmente, beneficia della tariffa più bassa: 4,3%. Le aziende che hanno collaborato attivamente fornendo dati e documentazione sono soggette al 24,4%. Per Shandong Yongsheng Rubber Group Co., Ltd. e per tutte le altre esportatrici cinesi non esaminate singolarmente si applica il dazio residuale del 45,3%. Le percentuali, calcolate sul valore in dogana, hanno validità iniziale di cinque anni e potranno essere oggetto di revisione o riesame secondo le norme europee sulla difesa commerciale.
Per conoscere i nomi delle “Altre società che hanno collaborato” e che saranno sottoposte a un dazio del 24,4%, consulta l’Allegato del Regolamento d’esecuzione (UE) 2026/1540 della Commissione.
IL CONTESTO DELL’INDAGINE E GLI EFFETTI SUL MERCATO
L’indagine ha esaminato le importazioni nel periodo gennaio-dicembre 2024 e ha documentato un forte aumento dei volumi cinesi, superiore ai 35 milioni di unità. La quota di mercato degli esportatori cinesi è passata dal 18% al 28%, mentre quella dei produttori europei è scesa dal 60% al 53%. I prezzi particolarmente bassi hanno esercitato una pressione al ribasso sui listini europei, riducendo la redditività e la capacità di investimento dell’industria comunitaria. I dazi definitivi intendono ripristinare condizioni di concorrenza leale, tutelando l’occupazione e la competitività del settore pneumatici europeo senza penalizzare troppo le imprese cinesi che hanno collaborato in modo trasparente.
