Pirelli testa le gomme cyber intelligenti che “leggono” la strada

Quanta sicurezza in più avremmo con una gomma che inviasse all'auto informazioni sulla strada e l'aderenza: vediamo come Pirelli vuole arrivarci

10 giugno 2015 - 13:28

Se avessimo pneumatici in grado di capire la strada e l'aderenza, passando queste informazioni all'automobile, la sicurezza di marcia  aumenterebbe molto, così come la durata delle gomme mentre perfino il consumo di carburante potrebbe diminuire.

IL SEGRETO SONO I DATI – Le automobili hanno sempre più sensori e questa caratteristica non potrà che accentuarsi in prospettiva futura, coinvolgendo anche le infrastrutture. Una moderna vettura di gamma medioalta già oggi “vede” la strada intorno a sé a 360° e se piove se ne accorge e accende i tergicristalli. Grazie ai sensori può coccolare i passeggeri, attivando il ricircolo se l'aria non è pulita e disattivando gli airbag se i sedili non sono occupati. La sensoristica arriverà sempre di più anche nelle strade: sono ormai anni che nell'asfalto sono annegate bobine che permettono di capire quante auto percorrono quel tratta di strada ma i sensori connessi permetteranno un sostanziale salto di qualità, immettendo in Rete informazioni riguardo i parcheggi liberi. Il “cerchio dei sensori” è così quasi chiuso, partendo dal parabrezza che ospita telecamere frontali fino all'asfalto dell'auto ma manca ancora un piccolo quanto importante segmento: le gomme. In realtà i sensori nelle gomme ci sono già, si chiamano TPMS (Tyre PressureMonitoring System) e sono praticamente già obbligatori.

SUPERCAR E CAMION UNITI NELLA RICERCA – Sicurauto ha già parlato della precisione dei TPMS ed essi sono indubbiamente un'apprezzabile fonte di dati che, se ben elaborati, permetteranno di sapere molte altre informazioni. Il percorso che Pirelli sta facendo in questo settore è molto avanti, essendo già oggi possibile monitorare a distanza le condizioni delle coperture dei mezzi commerciali impiegati nelle flotte tramite il sistema Cyberfleet. I futuri sviluppi sono però ancor più interessanti perché la Cyber Tyre prossima ventura (l'orizzonte per le coperture destinate alle supercar è di circa 5 anni) leggerà anche le sollecitazioni e le forze alle quali è sottoposta durante l'uso, fornendo ai sistemi del veicolo importanti informazioni quali il grip, l'angolo di deriva, le condizioni del manto stradale (umido, asciutto, ghiacciato, liscio e così via) per una guida molto più sicura. Pensate quanto potranno essere più accurati ed efficaci sistemi quali ABS, TCS, sospensioni attive e ESP se sapessero istante per istante quanto grip possiede ogni ruota. Per queste avanzate sperimentazioni Pirelli ha stretto accordi con vari partner, fra i quali il dipartimento di Ingegneria Meccanica dell'Università di Milano, Brembo e Magneti Marelli. A dimostrare come si faccia sul serio arriva la notizia che i test vengono portati avanti anche su una Ferrari FXX K, un entusiasmante incrocio fra una vettura laboratorio ed “animale da pista” della più bell'acqua.

UNA SPERIMENTAZIONE COMPLESSA – I dati dovrebbero essere generati da piccoli sensori disposti in ogni quadrante delle gomma (i TPMS sono uno per ruota), che inviano le informazioni via onde radio. Avendo notizie fresche riguardo al grip effettivo si potranno implementare, per esempio, strategie di controllo della stabilità ancora più sofisticate, come un ammorbidimento della sospensione per aumentare il carico – e quindi il grip – della ruota anteriore esterna nel caso di un'incipiente sottosterzo. Marco Sabatini, Tyre System and Vehicle Dynamics di Pirelli, ha delineato le linee di sviluppo e sperimentazione delle prossime Cyber Tyre. La prima riguarda ovviamente l'hardware, cioè i sensori, e il software, che dovrà validare (l'ambiente-auto è pieno di interferenze e disturbi) e interpretare i segnali. C'è poi l'estrazione di feature, che dai segnali dei sensori permette di modellare le caratteristiche fisiche della gomma ed estrapolarne le grandezze ingegneristiche. La terza ha invece lo scopo si ottimizzare l'impiego di questi dati – che prima, semplicemente, non esistevano – per controllare la dinamica del veicolo.

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