Pirelli testa il primo pneumatico ecologico ad alte prestazioni

Si chiama UHP lo pneumatico con gomma ricavata da una pianta selvatica che Pirelli ha messo alla prova su una Maserati Ghibli in pista

16 dicembre 2015 - 10:59

A fronte della recente conferenza parigina sull'ambiente, molte sono le grandi aziende a dare il loro contributo per ridurre le emissioni ambientali. Tra queste, Pirelli. Il costruttore di pneumatici italiano ha messo alla prova la prima gomma performante realizzata con materiali naturali provenienti dalla pianta del guayule. Pirelli si allinea ad altri produttori di pneumatici e fa scendere in pista una supercar italiana per testare il suo ultimo prodotto.

DUE ECCELLENZE ITALIANE INSIEME – Per ridurre a lungo termine le emissioni di CO2, tutti i colossi mondiali si stanno impegnando ad utilizzare prodotti a bassissimo impatto ambientale. A queste aziende si aggiunge ora anche Pirelli che ha rilasciato lo pneumatico UHP ad alte prestazioni con materiali innovativi che contiene gomma naturale proveniente dall'arbusto del guayule. A montare questo set di pneumatici, niente di meno che una Maserati Ghibli di ultima generazione che ha messo alla prova questa nuova mescola sui tracciati di Vizzola e di Balocco. Il risultato è frutto dell'accordo tra Pirelli e Versalis (Eni) firmato nel 2013 per la fornitura esclusiva di gomma naturale da guayule per produrre questi pneumatici. Due anni dopo, i ricercatori Pirelli sono stati in grado di studiare le caratteristiche di questa nuova gomma per poi concretizzare il progetto su strada.

UN MATERIALE INSOLITO E PARTICOLARE – La gomma naturale proviene dall'arbusto del guayule, una pianta che si trova prevalentemente nei climi aridi e che può essere coltivata con poca acqua e senza pesticida. Un'alternativa più che valida all'Hevea Brasiliensis, l'albero della gomma. Versalis ha portato avanti una ricerca sulle tecnologie riguardanti l'estrazione della gomma e della resina di questo arbusto. Lo scopo è quello di ottenere un materiale che possa avere alte prestazioni, ma essere anche compatibile con gli elementi non elastomerici che si trovano nello pneumatico. Questo progetto sperimentale mira a valorizzare la pianta di guayule, la quale viene già coltivata in Sud Europa. Una soluzione alla quale Bridgestone sta già pensando da mesi (qui i dettagli sulla coltivazione della Bio rubber).

PRIMI RISULTATI – Come spesso accade in fase di test pre produzione, lo pneumatico fatto con gomma naturale del guayule è stato sottoposto a condizioni estreme. Il Tridente italiano ha messo a dura prova le Pirelli anche su asfalto bagnato. Il risultato è lo stesso livello di prestazioni ottenute con pneumatici fatti con polimeri sintetici provenienti da fonte petrolifera. Lo scopo è quello di sostituire definitivamente i polimeri da petrolchimica con materie prime alternative e rinnovabili. L'azienda italiana produce già gomme con materie prime che derivano da fonte rinnovabile: basti pensare alla silice ottenuta dalla lolla di riso che garantisce prestazioni di alto livello e al contempo anche la sostenibilità ambientale dei prodotti. Anche Michelin ambisce alla gomma naturale (vedi il suo progetto che coinvolge anche il WWF), mentre Continental sta già testando la sua mescola naturale prodotta da piante (scopri tutti i dettagli sulla gomma da Dente di leone). La gomma prodotta dalle piante è quindi un progetto che sta molto a cuore ai costruttori e che sta diventando pian piano realtà.

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