Pininfarina è sempre più indiana e le azioni volano: +20,6%

La trattativa con Mahindra è ormai alle battute finali. Quale sarà il futuro della storica carrozzeria piemontese?

9 settembre 2015 - 12:12

Pininfarina è una firma che si impone nel mondo del car-design da ormai 85 anni, la sua espansione è giunta nel campo della nautica, del design industriale e dell'architettura, riuscendo a calarsi in ogni contesto senza mai perdere di vista il proprio stile. Ha siglato modelli di successo (Fiat e Alfa Romeo prestigiose) e concept car che hanno ispirato degli altri; se tutto questo passa nelle mani di Mahindra gli scenari che dividono Pininfarina dal traguardo dei 100 anni sono da scoprire.

LA TRATTATIVA – Non sembra complicata, anche se interessa dei movimenti tra pedine indispensabili, ciò che lascia credere che tutto vada in porto è la volontà delle parti di riuscirci (in passato non è stato proprio così). Nel frattempo il titolo Pininfarina sta volando in Borsa, chiudendo a 4,95 euro e facendo segnare un +20,6%. A Mumbai si stanno “sfregando le mani”, sanno che con Pininfarina acquistano un patrimonio, un “tesoro” raro, così la Pincar, la holding della famiglia Pininfarina che detiene il 76% del capitale, ha subito precisato che “si farà parte diligente nel comunicare tempestivamente al mercato eventuali accordi sottoscritti e vincolanti”. L'eventuale cessione richiede il consenso di tredici gruppi bancari creditori, che dal 2008 sostengono il rifinanziamento del debito e hanno in pegno l'intera partecipazione di Pincar. L'Italia potrebbe dunque perdere un'altra eccellenza, un pezzo di storia sua, da sempre; stessa sorte toccò a Pirelli, passata in mani asiatiche senza troppo rancore.

L'AZIENDA OGGI – Fondata nel 1930, ha da poco festeggiato gli 85 anni di vita; l'azienda dà lavoro a 680 dipendenti; la sua attività non la vede impegnata nella produzione di auto di massa, ma solo pezzi unici, vetture esclusive o piccole serie. Sono attivi nel torinese il Centro stile e ingegneria di Cambiano e la galleria del vento di Grugliasco. Già in passato Pininfarina ha sentito “bussare alla porta” delle persone interessate ad acquisire tutta la sua esperienza; ci hanno provato il finanziere francese Vincent Bollorè, i cinesi di Brillance e Anhui Jiangling, ma anche l'austro-canadese Magna e un altro colosso indiano, Tata, con cui Pininfarina ha poi realizzato una joint venture. Le creazioni di Pininfarina sono successi che dureranno per sempre come tali: basta pensare alla Lancia Aurelia B24, all'Alfa Romeo Giulietta Spider, alla Ferrari 250 GT, alla Ferrari Testarossa, al famoso Duetto e alla Fiat 124 Spider. Qualche tempo fa chiesi a Paolo Pininfarina, Presidente dell'azienda, quali sono i criteri per siglare modelli “da storia”; lui mi rispose che “i principi sono essenzialmente tre: eleganza, purezza e innovazione. E questo vale in ogni ambito del design di cui ci occupiamo. L'eleganza fa riconoscere immediatamente la creazione, la purezza serve a dare continuità di piacere nel tempo, l'innovazione serve a non rimanere indietro e offre innumerevoli possibilità”.

L'AZIENDA DEL CENTENARIO – In occasione del Salone dell'auto al parco del Valentino, Paolo Pininfarina ha fatto intendere come vuole traghettare la sua azienda verso i 100 anni di attività: “il mondo cambia, si globalizza. Le aziende devono dare segnali di cambiamento”, concetto espresso anche dall'A.D. Pietro Angori: “in questi ultimi quindici anni l'azienda è tornata alle sue radici, a valorizzare competenze e mestieri specifici dei carrozzieri, a unire con sapienza aspetti manifatturieri e aspetti estetici, a valorizzare le competenze e l'esperienza di una tipica bottega artigiana, quello che da tutto il mondo si viene a cercare in Italia”. Secondo Angori l'Asia rappresenta la possibilità “di utilizzare le nostre competenze perché serve una sintesi tra tecnologia e il design”. Per quanto riguarda il futuro invece, ha anche dichiarato che “ci saranno altri progetti simili alla Ferrari Sergio; una serie limitatissima per collezionisti che si avvicinano all'auto come se fossero opere d'arte. Stiamo scrivendo il capitolo che ci porterà ai cento anni, l'obiettivo è tra quindici anni trovarci qui a celebrare il primo secolo in continuità con quanto fatto fin'ora”. Ha concluso il Presidente Paolo Pininfarina: “per portare la Pininfarina al traguardo dei cento anni dobbiamo individuare nuove frontiere e progetti, abbiamo tanta voglia di fare cose nuove”.

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