Peugeot-Opel: c'è l'accordo, GM fuori dal mercato Europa

Dall'accordo Peugeot-Opel nasce un colosso da 4,3 milioni di auto. Lo storico abbandono di GM dal mercato Europa dopo miliardi di perdite

5 marzo 2017 - 18:50

Aggiornamento del 6 marzo 2017 ore 10:19

L'accordo è stato siglato stamattina e prevede che GM riceva 650 milioni di euro cash e 650 milioni in warrants azionari; ulteriori 900 milioni verranno pagati da PSA e dalla banca BNP Paribas per rilevare la divisione finanziaria di Opel. Le azioni del Gruppo PSA hanno registrato un immediato rialzo del 4% in Borsa mentre GM aveva chiuso venerdi a + 1,2% dopo la notizia che l'accordo era stato raggiunto. Mary Barra ha parlato delle straordinarie tecnologie di Opel/Vauxall e di un accordo che è una vittoria per tutti gli azionisti, lodando i progressivi miglioramenti di una Società che stava tornando in utile. Carlos Tavares ha detto che la convergenza delle piattaforme inizierà dalla Opel Corsa, che dobìvrebbe arrivare nel 2020, e che altre 5 Opel basate su architetture PSA arriveranno entro il 2023; si prevede inoltre che Opel/Vauxall raggiungeranno un margine operativo del 2% entro il 2020 per arrivare al 6% entro il 2026. 

 

La notizia era nell'aria e finalmente è arrivata la conferma ufficiale: PSA comprerà da GM la sua divisione europea che produce auto e commerciali leggeri a marchio Opel e Vauhxall, gettando così le basi per un gruppo da 4,3 milioni di veicoli. Trovano così conferma le voci che davano per imminente l'accordo, la cui firma sarebbe stata ufficializzata prima del Salone di Ginevra. in effetti l'anticipazione della presentazione della Crossland X proprio al GIMS era un segnale in tal senso (leggi che Opel stravolge i piani delle sue novità pensando a PSA). Quindi la firma è ufficiale e il Salone di aprirà ad accordo già sottoscritto: vediamo qualche implicazione.

MEDAGLIA D'ARGENTO L'agenzia Reuters ha infatti comunicato di aver appreso che il Gruppo PSA ha pianificato con GM (sarà presente anche Mary Barra) una conferenza stampa per lunedi mattina allo scopo di presentare l'accordo raggiunto con General Motors per l'acquisto di Opel, la cui vendita sancisce l'uscita di GM dall'Europa. Con l'acquisizione di Opel, PSA dovrebbe superare il rivale Renault e diventare potenzialmente il secondo gruppo d'Europa dopo Volkswagen. Sommando vendite e fatturato di PSA e Opel-Vauxhall nel 2016 si arriva infatti a risultati rimarchevoli: 71,6 miliardi di euro di fatturato e 4,3 milioni di veicoli consegnati. Non sono emerse altre indicazioni se non l'orario e il luogo: le 8:15 GMT a Parigi; sono inoltre previsti, nello stesso giorno, incontri separati per la stampa tedesca e i sindacati Opel.

CLAUSOLE DIFFICILI Il percorso verso l'accordo non è stato ovviamente privo di ostacoli: uno dei quali, appianato giovedi, riguardava il deficit della previdenza dei lavoratori di Opel (circa 9,42 miliardi di euro), anzi, nello specifico,la quota che si sarebbe dovuta accollare PSA. Altra questione sul tappeto era una sorta di patto di “non concorrenza”, chiesto da GM affinché una Opel di proprietà del Gruppo PSA non fosse antagonista al marchio Chevrolet nei mercati, come la Cina, nei quali esso è presente. PSA dovrà inoltre continuare le vendite dell'elettrica Opel Ampera-e, che utilizza i brevetti GM, e GM ha imposto che PSA avrà un accesso limitato nel tempo ai suoi brevetti americani.

 La decisione di General Motors di iniettare più liquidità nel fondo pensionistico avrebbe comunque appianato le divergenze. General Motors, che è stata vicina a vendere Opel a Magna nel 2009, ha dovuto affrontare la pressione degli investitori affinché si liberasse della sua divisione europea per concentrarsi meglio sulla redditività piuttosto che perseguire una guerra sulle vendite globali. In effetti GM ha perso circa 20 miliardi di dollari dalla fine degli anni '90 e nel 2016 ha fallito l'obiettivo del pareggio di bilancio per il deprezzamento della sterlina seguito alla Brexit (leggi di come la Brexit e l'accordo PSA-Opel fanno tremare le fabbriche di General Motors in UK).

ECONOMIE DI SCALA Negli ultimi anni, sotto la direzione del CEO Mary Barra, GM è uscita dalle regioni e dalle imprese non redditizie: si è chiamata fuori in Russia, ha fermato la produzione in Indonesia e in Australia e ha ristrutturato la sua produzione in Thailandia. Il CEO di General Motors, dopo aver respinto con il supporto del consiglio di amministrazione le “profferte” di Fiat Chrysler (leggi di GM che ha chiuso la porta a FCA perché vuole vendere il suo powetrain ibrido), ha deciso di cercare un rendimento degli investimenti di di almeno il 20% e di dare più dividendi agli azionisti. Situazione ben diversa per PSA, per la quale l'affare Opel è la ciliegina sulla torta di una spettacolarmente efficace riduzione dei costi biennale portata avanti da Carlos Tavares, che il 23 febbraio ha detto di voler applicare anche a Opel se l'affare fosse andato in porto.

È anche sulla scorta di questi risultati che il consiglio di sorveglianza di PSA, nel quale sono presenti come azionisti anche il Governo francese, la famiglia Peugeot e la cinese Dongfeng (leggi di come PSA aprirà 7 fabbriche in Cina con Dongfeng, già sua salvatrice nel 2014), ha dato il suo assenso all'operazione, del valore di circa 1,8 miliardi di euro, la metà in conctanti. Carlos Tavares ha detto agli analisti che l'acquisizione apre “l'opportunità di creare un campione dell'industria automobilistica europea” e superare rapidamente i 5 milioni di vendite annuali. PSA si aspetta risparmi fino a 2 miliardi di euro dall'accordo (leggi di come la Spagna è importante per ridurre i costi di PSA-Opel) e una riqualificazione della gamma Opel grazie alle sue tecnologie.

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