Penali a chi ripara l'auto dal carrozziere indipendente: è illegale

Fioccano i ricorsi vincenti degli automobilisti contro le assicurazioni che impongono penalità illecite

21 aprile 2015 - 10:00

Una sconfitta via l'altra: è quella che subiscono le assicurazioni contro gli automobilisti e i carrozzieri indipendenti. Motivo del contendere, le penalità inserite nei contratti Rc auto in merito alle riparazioni. In sostanza, se l'automobilista danneggiato in un incidente fa riparare la macchina da un carrozziere convenzionato con la compagnia, tutto fila liscio, e il cliente ottiene l'intero indennizzo. Se invece si rivolge a un carrozziere indipendente (il proprio carrozziere di fiducia), subirà una penalità: una parte del rimborso resterà a suo carico.

LIMITAZIONE ILLECITA – Visto che, sempre più spesso, alcuni assicuratori ritengono di poter limitare contrattualmente il risarcimento del danno in Rc auto imponendo “franchigie”, ossia penali al danneggiato che non acconsente alla ripazione del mezzo presso un riparatore convenzionato, allora fioccano i ricorsi degli automobilisti e dei carrozzieri indipendenti. Che davanti ai vari giudici di pace stravincono. Di recente, il Giudice di pace (di Bologna!) ha detto no a queste penalità, con la sentenza 1147 del 2 aprile 2015, che segna un'altra vittoria del carrozziere indipendente assistito dai legali di Federcarrozzieri. E la sconfitta per un gigante della Rca come UnipolSai.

IL REGALO DEL GOVERNO RENZI – Le assicurazioni mirano proprio a regole imposte per legge che consentano loro di controllare il mercato della riparazione Rc auto: ci riferiamo alla nuova Rc auto nel ddl concorrenza (voluto dal ministero dello Sviluppo economico). Se il parlamento darà l'ok, all'automobilista verrà imposto di far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime. È la riparazione in forma specifica. Un vero e proprio regalo da parte del governo Renzi alle compagnie, che rende il mercato meno concorrenziali, ledendo i diritti degli automobilisti alla libera scelta.

L'OPPOSIZIONE DELLA CARTA DI BOLOGNA – Così, spiegano le sigle della Carta di Bologna (che riunisce fra l'altro Federcarrozzieri, patrocinatori stragiudizionali del Cupsit e Organismo unitario di avvocatura), il danneggiato perderà il diritto al risarcimento del danno al mezzo essendo “obbligato” a ripararlo presso un “riparatore convenzionato”; e non potendo più percepire un risarcimento in denaro in totale stravolgimento dei princìpi codicistici sull'assicurazione per i danni e della responsabilità civile. Inoltre, il cittadino perderà il diritto di cedere il credito e pertanto, in caso di riparazione presso officina non convenzionata, oltre a non venire risarcito, dovrà comunque anticipare le spese e poi attendere il risarcimento promuovendo necessariamente un giudizio nei confronti dell'assicuratore del civile responsabile.

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