Rc auto: la Carta di Bologna contro la lobby assicurativa

Si fa insistente l'opera della Carta di Bologna per convincere il parlamento: "Rca, il ddl concorrenza è anti-concorrenziale"

20 aprile 2015 - 10:00

È sempre più caldo il fronte Rc auto. Il governo Renzi e in particolare il ministero dello Sviluppo economico hanno riproposto le norme bocciate un anno fa dalla commissione Giustizia e stralciate dal decreto Destinazione Italia (l'articolo 8, per la precisione). Il tutto, dietro pressione della lobby delle assicurazioni. Sul fronte opposto, come ormai da anni, il vero schieramento in difesa degli automobilisti, e dei diritti dei danneggiati: i carrozzieri indipendenti, capitanati da Davide Galli, numero uno Federcarrozzieri, più le diverse sigle della Carta di Bologna, fra cui associazioni dei consumatori, Cupsit (patrocinatori stragiudiziali di Stefano Mannacio), l'Organismo unitario avvocatura. Il governo punta a far approvare dal parlamento il disegno legge concorrenza, che è un regalo alle assicurazioni.

DI CHE SI TRATTA – Come già nell'articolo 8 del decreto poi stralciato, il ddl include il risarcimento in forma specifica (l'automobilista viene indirizzato verso il carrozziere convenzionato con l'assicurazione) e l'abolizione delle cessione di credito al carrozziere indipendente (così che l'assicurazione si confronti solo con il danneggiato). Il ddl prevede la terribile lesione dei diritti delle vittime della strada (quelli che subiscono ferite gravissime in seguoto a un sinistro) a un equo risarcimento. Insomma, tutto quello che chiedevano le assicurazioni, e che già era nell'articolo 8 schiantato dalla commissione Giustizia, ora riproposto dall'esecutivo Renzi davvero a sorpresa.

ANIA SODDISFATTA – Il governo ha fatto norme su misura per le compagnie. Infati, Dario Focarelli, direttore generale dell'Ania (Associazione delle assicurazioni) ha appena dichiarato: “Noi cerchiamo di avere un mercato efficiente e in concorrenza. Un mercato che, ove possibile, offra al consumatore il prezzo più basso in assoluto. E in qualche modo il disegno di legge va in quella direzione lasciando al cliente la facoltà di decidere se avvalersi della riparazione in forma specifica o accettare un risarcimento per equivalente dopo aver informato la compagnia presso quale carrozziere intende far riparare l'auto per permettere una verifica, accettando i criteri con i quali le compagnie convenzionano i propri riparatori”.

LA CARTA DI BOLOGNA NON CI STA – Ma gli esponenti della Carta di Bologna non si tolgono l'elmetto e proseguono nella loro opera anche a beneficio delle vittime della strada. Una delegazione ha incontrato alla Camera l'onorevole Sara Moretto, delegata dal capogruppo della commissione Finanze del Pd Marco Causi a raccogliere elementi conoscitivi in vista della discussione sul ddl concorrenza. La delegazione durante un incontro che è durato oltre un'ora ha illustrato i punti salienti della Carta di Bologna e chiesto lo stralcio del ddl concorrenza ritenendolo inemendabile. L'onorevole Sara Moretto ha ascoltato con attenzione e dimostrato di avere studiato bene il problema illustrando i passaggi futuri del disegno di legge. “Durante la discussione del ddl, il Parlamento ascolterà le ragioni della Carta di Bologna – dice Davide Galli -. Se il ddl proposto dal governo Renzi fosse approvato così com'è ora, l'esecutivo farebbe un regalo alle compagnie assicuratrici. Col risarcimento in forma specifica e l'abolizione della cessione del credito, si ha una lesione dei diritti degli automobilisti. Norme penalizzanti per i carrozzieri indipendenti, ma anche per quelli convenzionati, ridotti a lavorare con manodopera imposta dalle compagnie”. In parallelo, è bene ricordarlo, c'è invece un secondo disegno legge che tutela gli assicurati, i danneggiati, stimola il libero mercato e la concorrenza: qui.

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