Opel come Volkswagen? La Casa si difende sul test sospetto

Una ONG ha dimostrato che anche la Opel Zafira diesel cambia personalità ed emissioni proprio come nel test che ha svelato il trucco Volkswagen

23 ottobre 2015 - 19:10

Lo scandalo dieselgate ogni giorno regala novità, perplessità, scoperte più o meno interessanti e dietro la messa in scena aleggia la colpevolezza di altri marchi inclini allo stesso operato del gruppo Volkswagen. Una cosa è certa: i vertici dei costruttori automobilistici ogni volta che sentono parlare di “dieselgate”, emissioni e test saltano sulle poltrone; è normale (e Volkswagen ha insegnato) che non si può essere certi della totale innocenza, così come si può temere il giudizio quando si nascondono gli scheletri negli armadi.

ALTRO GIRO DI TEST – La Germania si è svegliata stamane d'improvviso con un altro incubo targato dieselgate. A suonare la sveglia dal suono così fastidioso è Deutsche Umwelthilfe, l'ong ambientalista che ha reso pubblici i test effettuati su un modello di Opel Zafira in Svizzera, secondo i quali, in alcune situazioni di guida, i valori delle emissioni verrebbero fortemente violati. Poi ci troneremo su, intanto vi anticipiamo che la Opel ha da subito sottolineato che “i risultati dei test presentati per noi non sono giustificabili” e tutto sommato c'era da aspettarsi una reazione del genere dopo il brutto risveglio.

LA VERIFICA – Il test mostra che la Opel Zafira di 1.600 cc CDTi in alcune situazioni di guida supera i limiti delle emissioni di ossido di azoto consentiti all'Euro 6 (anche queste unità stanno entrando nello scandalo?), anche fino a 17 volte. I risultati emersi però sono diversi a seconda che l'auto venga messa alla prova con 2 o con 4 ruote in funzione. Le verifiche sono state effettuate dalla Fachhochschule di Berna, è stato detto in conferenza stampa a Berlino, “perché in Germania test del genere non sono possibili” (intanto la Svizzera dirama gli elenchi dei motori che non possono essere immatricolati). Senza andare troppo più in là del nostro naso l'ultima affermazione detterebbe una chiave di lettura approfondita, anche perché probabilmente la Germania non è l'unico paese europeo a “non digerire” un test così come eseguito da Deutsche Umwelthilfe, che invece ha confermato che “tecnicamente ci sono le possibilità, ovviamente, ma gli organi controllori sono tutti condizionati dall'industria dell'auto e quindi si rifiutano di fare le verifiche che noi chiediamo di effettuare. Rispondono che in questo modo perderebbero i contratti con le compagnie automobilistiche”.

LA OPEL PRENDE POSIZIONE –  Vi riportiamo il comunicato che la Opel ha diramato in merito a questa situazione. “Opel respinge con grande determinazione le affermazioni di Deutsche Umwelthilfe (German Environmental ONG). Vogliamo sottolineare ancora una volta quanto segue in relazione a tutte le nostre vetture: il software sviluppato da GM non ha alcun dispositivo che rilevi che il veicolo stia eseguendo un test sulle emissioni. I risultati del test che Deutsche Umwelthilfe afferma di aver condotto su Zafira non sono comprensibili. Non riteniamo corretto che Deutsche Umwelthilfe faccia simili illazioni senza rivelare i presunti risultati, nonostante le nostre ripetute richieste di poterli consultare. Dopo aver ricevuto la comunicazione da parte di Deutsche Umwelthilfe, i nostri ingegneri hanno subito messo un veicolo corrispondente (una Zafira con motore diesel 1.6 litri Euro 6) sul banco prove e hanno condotto ulteriori test seguendo il protocollo secondo le norme applicabili: sul banco prove con due rulli e su quello con quattro rulli. Il risultato: i valori rispettano i limiti di legge sia quando l'esame viene condotto sulle due ruote sia quando viene condotto sulle quattro ruote. Questo è l'unico risultato che è lecito attendersi, dato che il movimento delle ruote posteriori non esercita alcuna influenza sui sistemi di emissione. Pertanto le accuse sono chiaramente false e infondate. L'approccio sottinteso da Deutsche Umwelthilfe andrebbe a contraddire la nostra integrità, i nostri valori e il lavoro dei nostri ingegneri. Siamo impegnati a garantire il rispetto delle soglie di emissione su tutti i nostri veicoli. Disponiamo di chiari processi globali che assicurano che i nostri prodotti rispettino tutte le norme sulle emissioni dei paesi in cui vengono commercializzati.” Siamo sicuri che non finirà qui.

2 commenti

Fabrizio
9:32, 24 ottobre 2015

Quindi le cose sono due:

1- il banco a rulli in modalità 4wd offre una maggiore resistenza all'avanzamento, per esempio rulli posteriori trascinati da quelli anteriori,

2- uno dei due soggetti mente spudoratamente… ora devo capire chi ha più interesse a mentire, non so… è difficile… non mi viene…

francesca
18:08, 26 ottobre 2015

Finalmente se ne sono accorti!!…Ho un'Opel Zafira Diesel 1900 Euro 4 e non vi dico…. tutto in regola con i controlli, ma le emissione che fa, occorre, starci vicini con la mascherina!!
Sono da rottamare!!

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Uber perde il 30% dei ricavi 2020, ma incassa il doppio con le consegne

Traffico auto: in Italia si passano 38 ore fermi ad aspettare

Garanzia auto nuova o usata

Incidenti con auto usate di oltre 10 anni: il triplo rispetto a un’auto nuova