Nuovo centro design per Volkswagen: qui nasceranno le auto del futuro

Il Centro Design Volkswagen di Potsdam cambia pelle: lavorerà sodo per le interfacce digitali delle auto di domani ma non aiuterà più nello stile

24 novembre 2016 - 15:22

Il design è un elemento fondamentale nelle automobili, una caratteristica che colpisce prima ancora di conoscerne le caratteristiche tecniche. Lo stile dei veicoli è importante anche perché permette di identificare il Costruttore al primo sguardo, implementando quel Family Feeling che è un input fondamentale per ogni Centro Stile. Ogni brand ha vari uffici che si occupano di design e Volkswagen non fa eccezione: è notizia freschissima che uno dei suoi più importanti, quello di Potsdam, si occuperà esclusivamente delle interfacce uomo-macchina delle automobili prossime venture, lasciando la parte più “classica” dello stile ai singoli Marchi.

SPINTE EVOLUTIVE Evoluzione del prodotto o contenimento dei costi? Probabilmente alla base della decisione di Volkswagen ci sono entrambe le motivazioni, che tengono conto sia degli scenari futuri (leggi come Volkswagen addestra gli operai robot del futuro) dell'automotive sia di un presente che contempla anche le enormi spese connesse al Dieselgate (leggi come lo scandalo ha indotto Volkswagen a escludere dal suo piano di rilancio i diesel negli USA). Non si possono non considerare le tendenze evolutive delle automobili ed i conseguenti cambiamenti nelle interfacce che le fanno colloquiare con gli uomini: le automobili connesse e ancor più quelle a guida autonoma impongono ripensamenti profondi in questo campo e Volkswagen si attrezza, destinando alle HMI (Human Machine Interface) l'intero Centro Stile di Potsdam.

VI VOGLIO TUTTI VICINI Il Gruppo Volkswagen si sta infatti preparando e, allo scopo, ha pensato di aggregare nel suo importante Centro Stile di Potsdam, nelle vicinanze di Berlino, tecnici e designer concentrati sul miglioramento dell'esperienza in-car degli automobilisti. Questo intento passa ovviamente anche attraverso il perfezionamento dell'interfaccia uomo-macchina, destinata ad un profondo mutamento nei veicoli del futuro. Da quando è stato aperto, più di un decennio fa, lo “studio” di Potsdam ha generato molte idee che hanno poi trovato la loro strada in modelli di produzione del Gruppo. Ora la “missione” di Potsdam è cambiata e un primo segno di questo mutamento si è concretizzato nelle figure apicali: il Capo design del Gruppo, Michael Mauer, ha rilevato l'impianto dal suo omologo del Marchio Volkswagen, Klaus Bischoff. VW sta investendo molto nella creazione del team di progettazione della UX (user experience) digitale a Potsdam la cui guida è affidata a Ulrike Müller, designer di lungo corso nel Gruppo VW avendo lavorato in molti ruoli all'interno dell'organizzazione.

PIÙ LAVORO PER GLI ALTRI La Mueller riporterà a Johann Jungwirth (il manager, dopo aver gestito il reparto R & D di Mercedes USA, è significativamente passato ad Apple prima di approdare in VW), capo del Dipartimento delle strategie di digitalizzazione: questo reparto, nato da poco, è comunque considerato molto dato che Jungwirth ha un filo diretto con il CEO Matthias Müller. Questa mossa aiuterà il Gruppo VW nella creazione di veicoli tecnologicamente avanzati e, nello stesso tempo, facili da utilizzare ma ha un suo costo. Per contenerlo i progettisti e i designer del Volkswagen Future Center Europe (in precedenza Design Center di Potsdam) non aiuteranno più i loro colleghi del Gruppo VW per la produzione. Peter Wouda direttore del centro di design di Potsdam, ha riferito che “il 60% del nostro lavoro era destinato al marchio Volkswagen e questo è un cambiamento radicale”. In effetti sia i team di design dei singoli Marchi sia gli studi di progettazione avanzata del Gruppo, in California e a Pechino, vedranno aumentare il loro lavoro. Wouda vede ovviamente anche le positività: “Ora i progettisti sono coinvolti nella creazione di queste tecnologie fin dal primo giorno e allontanare il focus dello Studio dalla produzione darà loro più tempo per esplorare soluzioni e di test di usabilità per nuovi UX e HMI. Possiamo guardando ad un futuro 'vero' mentre i Marchi non hanno la capacità di considerare più in là di 7 anni”.

DESIGN SULLE SPINE? L'atmosfera che circonda il design del Gruppo Volkswagen non dev'essere ultimamente delle migliori, anche a causa del Dieselgate e delle economie che ha imposto. Dopo la vendita di Italdesign a VW, e il conseguente arrivo in Italia di Walter De Silva al posto del leggendario Giorgetto Giugiaro, anche l'autorevole De Silva ha gettato la spugna, salutando Italdesign per i tagli al design decisi pochi mesi dopo l'horribilis settembre del 2015. Giugiaro stesso ebbe a dire, nello scorso febbraio, che “Volkswagen sta uccidendo Italdesign, il lavoro sullo stile è praticamente azzerato e anche quello sull'ingegneria è ridimensionato. Penso che noi siamo stati acquisiti un po' perché gli servivamo e soprattutto per sottrarci al mercato, a disposizione di chiunque”.

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