Stabilimento Stellantis di Melfi
Stellantis: azienda in ripresa ma a Melfi lascia a casa altri 425 lavoratori
Stellantis mostra segni di ripresa ma deve gestire impianti in difficoltà come quello di Melfi, dove altri 425 lavoratori lasceranno la fabbrica
Stellantis mostra segni di ripresa ma deve gestire impianti in difficoltà come quello di Melfi, dove altri 425 lavoratori lasceranno la fabbrica
Mentre l’azienda mostra segnali di ripresa grazie alla cura del nuovo CEO Antonio Filosa, gli stabilimenti Stellantis devono comunque sopportare le conseguenze di una capacità produttiva ormai sovradimensionata rispetto alle mutate esigenze del mercato. E così mentre giungono segnali sinistri dallo storico impianto di Poissy in Francia, dove non si produrranno più automobili dal 2028, e mentre altre fabbriche (tra cui Cassino) devono sperare nel “soccorso cinese” per non fare la stessa fine, a Melfi i rappresentanti del Gruppo e delle principali sigle sindacali coinvolte hanno raggiunto ieri un accordo che prevede tra le altre cose l’uscita incentivata di altri 425 lavoratori dopo i 500 dell’anno scorso.
STELLANTIS: I PROGETTI PER LO STABILIMENTO DI MELFI
Prima di passare alle dolenti note, diamo prima le buone notizie. L’incontro ha confermato l’avanzamento di un percorso industriale che prevede la produzione di nuovi modelli basati sulla piattaforma condivisa STLA Medium, così come stabilito a suo tempo dal Piano Italia. La novità è che accanto ai quattro modelli già previsti (Jeep Compass, nuove DS N°7 e DS n°8 e futura Lancia Gamma), Stellantis ha annunciato l’avvio della produzione a Melfi di un quinto modello, al momento non ancora reso noto, rappresentando così un passaggio significativo per rafforzare le importanti prospettive industriali del sito lucano. La speranza è che si tratti di una vettura dai buoni volumi di vendita, preferibilmente endotermica o ibrida, tale da garantire la continuità della produzione a medio-lungo termine.
MELFI: IL PIANO DELLE 425 USCITE INCENTIVATE
Nel contempo, Stellantis e i sindacati FIM-CISL, UILM, FISMIC, UGLM e AQCF-R hanno raggiunto un accordo sulla gestione delle uscite incentivate riguardanti 425 lavoratori del sito di Melfi, basato su una validità estesa fino al 31 dicembre 2026 e che prevede modalità simili a quelle poste in essere lo scorso anno per altri 500 dipendenti, rispettando comunque il criterio della volontarietà della scelta.
Più precisamente, l’accordo ragionato fra Stellantis e le sigle sindacali prevede i seguenti incentivi all’esodo:
- 12 mensilità e ulteriori 20.000 euro per i lavoratori di età compresa fra i 35 e i 39 anni;
- 18 mensilità e ulteriori 20.000 euro per i lavoratori di età compresa fra 40 e 44 anni;
- 24 mensilità e 30.000 euro per i lavoratori di età compresa fra 45 e 49 anni;
- 30 mensilità e 30.000 euro per i lavoratori di età compresa tra 50 e 54 anni;
- 33 mensilità e 30.000 euro per i lavoratori da 55 anni in su.

L’ATTESA È PER IL PIANO INDUSTRIALE DEL 21 MAGGIO
All’interno dell’incontro svoltosi a Melfi si è discusso anche della scadenza del contratto di solidarietà in essere fino al 26 giugno 2026, con l’obiettivo di superare gradualmente il ricorso agli ammortizzatori sociali puntando su sviluppi occupazionali più consistenti nel prossimo futuro.
In conclusione, nella nota congiunta diramata da FIM, UILM, FISMIC e UGLM a seguito dell’incontro con Stellantis, si legge che quanto posto in essere durante il tavolo di confronto svoltosi a Melfi “rappresenta un primo passaggio significativo nell’attesa di indicazioni più chiare derivanti da ciò che verrà proposto il prossimo 21 maggio“, quando il CEO Filosa svelerà l’attesissimo piano industriale del Gruppo. In ogni caso Stellantis ha già comunicato che a maggio i turni lavorativi nelle unità produttive di Melfi saranno organizzati su dieci turni, in modo da massimizzare l’efficienza operativa per rispondere al meglio alle sfide del mercato.