Minaccia russa, industria e automotive: autunno bollente in Germania

Minaccia russa, industria e automotive: autunno bollente in Germania

Dopo i tagli annunciati da VW e la vittoria dell'ultradestra in Sassonia-Anhalt, sono settimane di tensione in Germania: il Cancelliere Merz parla di minaccia russa, mentre fronteggia una crisi economica e automotive senza precedenti

 

Dopo i tagli annunciati da VW e la vittoria dell'ultradestra in Sassonia-Anhalt, sono settimane di tensione in Germania: il Cancelliere Merz parla di minaccia russa, mentre fronteggia una crisi economica e automotive senza precedenti

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14 Settembre 2026 - 15:47

Dall’automotive alla politica, la Germania è col fiato sospeso. Prima i mega tagli delle Case e dell’indotto, poi gli annunci di maxi esuberi e chiusura di impianti Volkswagen, quindi la vittoria dell’ultradestra in Sassonia-Anhalt: il Governo di Friedrich Merz, col consenso in calo, si appresta a vivere un autunno bollente. Nel frattempo, lo stesso Cancelliere dice riferendosi alla Russia: “Qui, nell’estremo nord dell’Europa, si può vedere quanto sia a rischio la pace in Europa. Non posso che esortare tutti noi a prendere sul serio questa minaccia”. SI tratta di un’eco a quanto in precedenza detto dal ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha: “I barbari russi sono già alle vostre porte”.

AUTO E DIFESA: COSA ACCADE A BERLINO

Mentre Bruxelles e Berlino parlano sempre più del pericolo di Mosca, con l’esigenza di una rapida militarizzazione con un rilancio della produzione industriale su vasta scala, non si conosce il destino di numerose fabbriche auto.

Particolare il caso dello stabilimento Volkswagen di Osnabrück. Di fronte allo stop della produzione automobilistica previsto per il 2027, la fabbrica è stata al centro di un accordo preliminare per la cessione ad Aurelius Capital Management e al Land della Bassa Sassonia, con l’obiettivo di riconvertire il sito verso attività di sicurezza e difesa.

Il sito dovrebbe essere riconvertito una prospettiva occupazionale per oltre 1.200 lavoratori. Un effetto tutt’altro che secondario, considerando le possibili ricadute della trasformazione anche sul fronte della pace sociale.

ARMI AL POSTO DEI VEICOLI? SCENARI TEDESCHI

In Germania (e Francia) c’è una tendenza emergente: parte delle capacità produttive dell’automotive viene indirizzata verso la produzione militare, tanto più necessaria se ci sono guerre o intimidazioni dall’esterno. Una via di sopravvivenza economica (e politica) grazie alla logica dei blocchi contrapposti.

Gli esempi sempre più diffusi non mancano: da Mercedes con Tytan, passando per Rheinmetall, che ha ceduto la divisione automotive ad Aequita per 350 milioni di euro trasformandosi in un puro Gruppo di difesa. Senza dimenticare in territorio transalpino i possibili droni militari Renault.

Minaccia russa, industria e automotive: autunno bollente in Germania

DALL’AUTO AL DRONE MILITARE: COMPETENZE CERCASI

Se confermato, dietro la spinta di Germania e Francia, il mutamento di rotta innesca una profonda ristrutturazione delle competenze tecniche a livello continentale.

La riconversione potrebbe valorizzare know-how già presente nell’automotive – dall’industrializzazione alla meccanica di precisione, dalla robotica al controllo qualità – ma richiederà anche nuove certificazioni e formazione specifica per il settore della difesa.

Si sposta così il baricentro dell’innovazione tecnologica dai laboratori di efficienza energetica verso la ricerca applicata alla difesa, con ingenti investimenti pubblici.

INDOTTO A RUOTA DELLA GROSSA INDUSTRIA

Parallelamente, la catena di fornitura potrebbe subire una frammentazione drastica: i tradizionali subappaltatori della filiera componentistica si troverebbero costretti a riconvertire i propri standard qualitativi per soddisfare le rigide certificazioni militari, pena l’esclusione dal nuovo mercato della difesa. Una partita dagli esiti imprevedibili.

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